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notizia del 15/01/2004 messa in rete alle 23:31:00
Che pena il Natale a Gela!
Da: Pippo Brio (pippobrio@libero.it)
A: (redazione@corrieredigela.it)
Data: Mercoledì, 7 gennaio 2004 10:42
Oggetto: Varie ed eventuali
Sono trascorse le feste.
Il Natale più scialbo di Gela.
Non mi importa, l'importante è che la gente sia contenta.
La vicina Caltagirone si è ancora una volta contraddistinta per creatività calamitando turisti da ogni parte della Sicilia.
Entrare a Caltagirone era come immergersi in un atmosfera surreale e festosa. A Gela invece solo quattro luci buttate giù di fretta. Al lungomare delle illuminazioni da vergogna.
Non un albero illuminato. A Macchitela il Natale non è completamente arrivato.
Il presidente della provincia nel discorso di fine anno ha preferito non parlare delle cose già fatte per guardare al futuro. Ma perchè invece non ci ha riferito delle cose fatte? Le cose future le vedremo ma a fine anno si trae un consuntivo di ciò che è stato fatto ma evidentemente, in quel caso, il discorso sarebbe durato pochi secondi. E poi a noi gelesi ci piace sentire parlare dell'aeroporto e delle mega opere, ci rende fieri di cose che non esistono. Uno di Caltagirone va orgoglioso del prestigio del marchio della ceramica nel mondo, uno di Riesi va fiero che la nuova industria vinicola della famiglia Zonin produce in loco uno dei vini più pregiati in Italia, un gelese va fiero dell'aeroporto che avrà, del palazzetto che avrà, del centro commerciale che avrà....ecc....Gli altri ci guardano e ridono.
Un altro anno è passato e Gela è quella di sempre con i suoi problemi e difetti.
Tutti parlano come se le cose stanno cambiando in meglio, io sinceramente, o vivo in un'altra realtà o ho dei parametri differenti di valutazione.
Spero che il 2004 porti meno parole e più fatti. Magari solo più pulizia.
Nel giardinetto di Macchitella due mesi fa sono state potate le piante rampicanti che in effetti impedivano l'utilizzo di alcune panchine. I rami secchi sono stati appoggiati a terra e dopo due mesi sono ancora lì. Prima ci si sedeva con difficoltà, ora non si può neanche passeggiare. Siccome penso che un operaio riesca a sgomberare l'area in meno di un'ora, cosa aspetta chi di dovere per rimuovere quella vergogna? Magari sono cose talmente piccole che vengono dimenticate. Perchè, allora, non istituire un assessorato alle varie ed eventuali che si occupi di ripulire il territorio?
Ma forse non è erbaccia potata ma un'opera d'arte donata dal comune a Macchitella. Una natura morta...
Ma si, sarà sicuramente così. Scusate l'ignoranza.
Autore : Redazione Corriere
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