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Corriere di Gela | Tra lo scherzar coi fanti e il lasciar stare i santi
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notizia del 12/02/2011 messa in rete alle 23:06:35
Tra lo scherzar coi fanti e il lasciar stare i santi

E’ proprio vero che i miracoli di cui a volte parla la chiesa sono frutto di magia?. Ovvero, che tutto ciò che non cada sotto i nostri sensi sia da catalogare tra le arti della pura illusione? Lo stesso Galilei, il grande rivoluzionario della nuova ricerca scientifica, ammetteva l’esistenza di un ente creatore, infinitamente superiore ad ogni sforzo logico umano. Il matematico e astronomo pisano fu anche un cattolico, cioè un uomo di fede evangelica. Non per niente due sue figliole vollero abbracciare la vita monacale. E l’illustre loro genitore, così dicono le antiche carte, andò sempre fiero della loro scelta vocazionale. Galilei, però, forte del suo acume intellettivo, riusciva a separare da ogni umana tentazione, il mondo fisico da quello metafisico, ossia, le cose che l’uomo può osservare e valutare dalle cose che superano la sfera della ragione. Grazie al ragionamento suo umano, quindi, al suo buonsenso logico che di certo non gli mancò mai, egli potè lasciare per se stesso spazio al metafisico, che è anche necessità e bisogno dell’uomo comune e per l’uomo di scienza e di pensiero ancor di più.

La magia è trucco, abilità manipolare, che prima o poi va scoperto e ci delude. Dio (che io amo scrivere, in ogni caso, con la prima lettera al maiuscolo, anche perché, alla maniera di Blais Pascal, se Dio dovesse esistere e io dovessi mancarGli di rispetto, io mi troverei ineluttabilmente ed eternamente in difficoltà) è, invece, fonte di continua ricerca che tarpa le ali sì , ma irrobustisce il pensiero di chi Lo pensa e Lo cerca.

La ricerca di Lui però non va fatta con il metodo umano, cioè “ del tanto , che mi dovrà dare tanto”, ovvero, del “do ut des” , perché ciò è pensiero quotidiano prettamente umano. Tutti sappiamo che “il pensiero dell’uomo non è uguale o simile a quello del Dio”, dato, eventualmente, per esistente. In ogni caso, e oltre ogni ragionamento, nella ricerca fisica o metafisica, un “operatore super partes” deve dare spazio alla “ragion del dubbio”, ammettendo con onestà intellettuale, che esiste sempre ciò che frena ogni ulteriore ricerca e che comunemente noi chiamiamo l’imponderabile.

Risultato che dovrebbe essere accertato sia dal credente sia dall’ateo. Infatti, è fuori da ogni ragionevole teoria, il dovere ammettere per necessità logica la preesistenza della “materia prima”. Ma il “ragionevole dubbio” non ha “contrari”, ma “affermazioni” della sua esistenza solo nella mente di ogni uomo pensante.

E l’esistere pensante è pari in tutto all’essere esistente. Come si vede, ci ritroviamo, all’incirca, al famoso “cogito” cartesiano, che è mezzo di ricerca che produce una verità inconfutabile: “che io, pensando, mi accorgo di esistere”. Altresì, come correndo dialetticamente, ci ritroviamo al dunque filosofico dell’amabile Prof. Marco Trainito, amico e compagno di studi di un mio figliolo, nonché frequentatore cortese e assai piacevole della mia casa.

Egli, con pura ragionevolezza e garbo stilistico, contesta le “intercessioni” del divino da parte dei “Santi” della chiesa e la “selezione discriminatoria” che essi, con l’assenso del Dio, opererebbero tra milioni di uomini che soffrono nel fisico e nella mente.

Nel suo legittimo contestare le “cose” che avverrebbero nell’altra “metà del Cielo”, c’è il “miracolo” ultimo annunciato dalla chiesa, che ha interessato, come si dice, una suora francese, per la quale, si crede, sia intervenuto nella qualità di intercessore papa Giovanni Paolo II, del quale nel maggio prossimo ci sarà la beatificazione.

Ma se all’opera di intercessione miracolistica non si vorrà credere, sembra doveroso per tutti noi e di buon senso accettare, quantomeno, il grande, universale evento “miracoloso”, di cui fu principale protagonista lo stesso Papa polacco, il quale, senza spada ferire, diede moto al disfacimento del granitico potere politico dell’Unione Sovietica.


Autore : Nicolò Passaniti

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