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Corriere di Gela | I ds a Sciandrello: “Ci siamo solo difesi”
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notizia del 31/01/2003 messa in rete alle 22:39:56
I ds a Sciandrello: “Ci siamo solo difesi”

Quando abbiamo deciso di rispondere per le rime al preside Sciandrello, non sapevamo, ed in cuor nostro non ci pensavamo neanche, di iniziare un’interminabile querelle. Ma tant’é, ed adesso abbiamo l’obbligo morale di rispondere ancora una volta per difenderci e non per insultare qualcuno. Il preside Sciandrello ha, in occasione della sua risposta, inventato una nuova tecnica “forense” quella cioé di offendere ritenendosi vittima sacrificale di una non meglio precisata banda di masnadieri che hanno preso di mira, con le loro sciagurate devianze culturali un “vecchio” che ha avuto il torto di continuare a leggere, studiare, scrivere (sono parole sue).
Caro preside, questa non ce la dà a bere. Infatti, non lo ricorderà, forse, ma ad iniziare ad offendere è stato Lei: chi ha scritto “…essi sono stati pessimi scolari di ideologie non studiate, non capite, non assimilate …” non pensiamo lo abbia fatto col sorriso sulle labbra. Ed è stato Lei a scomodare Pirandello e Manzoni per darci lezioni di moralismo “cristiano”.

La nostra prima risposta non ci è parsa nè lesiva nè offensiva nei suoi confronti; l’abbiamo invitata a leggere meglio quel nostro manifesto che era, lo ripetiamo, una denuncia contro l’amministrazione di questa nostra città, per spronarla, anche lì senza superba altezzosità, a fare ciò che era stato promesso alla cittadinanza.
Dunque, questa era la nostra idea. Ma Lei ha voluto vederci del marcio dietro, e, nella prima parte del suo intervento ha fatto come colui che lancia il sasso e nasconde la mano. Ora, e questo se lo metta bene in testa, il popolo di Sinistra ha nel suo Dna soprattutto il rispetto per l’altro sia esso “amico” che “nemico”, ed anche se non condividessimo ciò che l’altro afferma ci faremmo uccidere per rispettarlo, e quindi, caro preside, mai ci saremmo sognati di tappare la bocca ad un libero ed onesto cittadino che apertamente esprime la sua simpatia per una linea politica, sia pur per noi, distorta. Ciò dovrebbe spazzare via quelle nubi mediali che Lei ha astutamente messo quale contorno al suo intervento: ma guarda, gli orchi, che un cinquantennio fa mangiavano i bambini, obbligano al bavaglio un onesto cittadino. Caro preside, quei tempi, grazie a Dio, appartengono ormai alla nostra triste storia passata, e quegli atteggiamenti, chissà a quanti suoi alunni Lei lo ha insegnato, sono stati proprio di un regime di Destra!

Comunque, sempre per fugare le sue preoccupazioni, non esistono disegni preordinati per tenerla imbavagliata infatti;
1. Noi non c’entriamo niente con attacchi a suoi commenti riguardanti le pensiline di viale Mediterraneo (anzi, le rimandiamo la palla: ma con quali soldi la sua amministrazione paga ciò che un giorno fa e l’altro disfa?);
2. Ci par di capire che Lei, portando alle estreme conseguenze il pensiero sociologico di Charles Cooley sulle relazioni sociali, sembrerebbe affermare che ogni “attore” sociale non interagisce con persone reali, ma con persone “immaginarie” (noi in questo caso), ovvero con le rappresentazioni degli altri che Egli costruisce. Peccato dirLe che purtroppo, malgrado la sua rappresentazione della realtà, noi non siamo quegli attori che Lei ha immaginato, e, dunque, non abbiamo nessun atavico rancore, astio, ecc, nei suoi confronti (basterebbe spulciare l’elenco dei nomi dell’attuale segreteria dei Ds per capire subito che non c’è nessun suo nemico, anzi, la maggior parte di noi non La conosce direttamente).
Fin qui le nostre delucidazioni. Ma delle cose debbono essere precisate: ovviamente nessuno di noi si sogna di avere la sua cultura, ma chi ha fatto quelle citazioni è, e questo glielo assicuriamo, abilitato a scriverle. Poi, vada a rileggersi le “accuse infamanti” contro di Lei e li metta a confronto con i suoi insulti verso di noi: vogliamo capire, siamo dei cialtroni ignoranti oppure uomini (e donne) che spiccano per doti politiche e morali?

Ed ancora, gli assurdi significati metaforici Lei li ha sicuramente capiti, e questo ci basta.
In conclusione, Lei non ha, forse, voluto capire che non ci siamo prestati al suo sottile gioco che celebra (o doveva celebrare) la sua apoteosi letteraria e giornalistica come Lei avrebbe voluto e come ha poi fatto con un pizzico di preterizione nella apologia di se stesso, ma Le abbiamo risposto senza arroganza, e saranno i lettori a tirare le somme.
(La segreteria dei Ds)


Autore : Redazione Corriere
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