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Corriere di Gela | Quando le colpe dei padri ricadono sui figli
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notizia del 05/02/2011 messa in rete alle 22:30:59
Quando le colpe dei padri ricadono sui figli

Per la condizione ambientale e urbanistica attuale di Gela è proprio il caso di rifarsi all’antico detto: ”quando le colpe dei padri ricadono sui figli”.

L’attuale Amministrazione Comunale, or corre un anno dal suo insediamento,è allo stato di stallo, ovvero tale e quale come la passata Amministrazione l’ebbe a lasciare, non certo per volontà popolare, ma per scelta “oculata” del sindaco precedente. Costatiamo giornalmente il disfacimento della rete viaria urbanistica, la carenza della illuminazione cittadina, la crisi idrica perenne con lo scollamento ripetuto della rete di distribuzione di acqua solitamente non potabile e pagata a caro prezzo dalla popolazione, colpevole solamente di avere dato fiducia elettorale, alcuni anni fa a persone che, con molta faciloneria e improvvisazione politica, si sono fatti “attori” di un contratto sicuramente inscindibile e a dir poco improprio, con l’attuale società di distribuzione idrica, “venuta da lontano”. Appena un anno addietro ci sono stati lavori di rifacimento dell’ammattonato stradale del corso Salvatore Aldisio, con il susseguente lungo disagio per i pedoni e per gli automobilisti. Progetto di lavoro molto applaudito dalla popolazione che sperava di riavere il “suo bel salotto cittadino” rifatto e riportato a stili di dignità e di ottima agibilità di percorso.

Risultato totalmente deludente sia per il materiale usato, sia per la insufficiente attenzione da parte dei preposti al controllo periodico dei lavori che giornalmente l’impresa operatrice andava realizzando. Oggi, il “bel corso”, da un anno appena rifatto, è ritornato ad essere cantiere di lavoro con il susseguente disagio della circolazione stradale e i rattoppi molto vistosi e malfatti, che fanno dire al passante: “perché tanto spreco di denaro pubblico, compreso quello mio, e nessuno delle autorità preposte interviene a tutela dei diritti dei cittadini chiaramente beffati?”. La nuova Amministrazione, che da quasi un anno cerca in tutte le maniere di dare fiato a “vecchie trombe stonate”, non è riuscita fino ad oggi ad evidenziare ed eventualmente a denunciare al popolo e alle autorità competenti, forte della sua onestà politica e personale, doti queste che, certamente non mancano ai suoi componenti, primo fra tutti il sindaco dott. Fasulo, il totale degrado di un paese declinato da altri al collasso urbano e cittadino. Ma poiché i nostri padri ci hanno insegnato di essere e di pensare sempre in positivo (anche perché ci allargherebbe le arterie per la buona circolazione sanguigna), in questa nota corre l’obbligo personale di auspicare l’inizio della “risalita” e quindi di un “rinnovamento urbanistico, sociale ed economico” a favore di una popolazione tenuta sempre in attesa di qualcosa di buono, sempre promessa e mai concretizzata.


Autore : Nicolò Passaniti

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