 |
notizia del 18/04/2009 messa in rete alle 22:29:22
Le memorie storiche patrimonio di tutti
E, allora. É tempo di ricomporre le idee al fine di dare una risposta discretamente intelligente e senza polemica alla “nota” intenzionalmente provocatoria del sig. Medoro Rosario, piacevole raccoglitore ed espositore di patrie-memorie, quali espressioni genuine della vita quotidiana di una collettività cittadina, mentre va detto, altresì che non è lecito a chicchessia che esse vengano considerate patrimonio esclusivo personale. Né è consentito a qualcuno il diritto di arrogarsene la “primogenitura”. Che il sig. Rosario Medoro sia un appassionato ricercatore delle nostre “Historiae-patriae” è per tanti che lo conoscono e che di lui hanno detto, una verità inconfutabile. Ma è altrettanto vero che, trattandosi ovviamente di persona sufficientemente intelligente, al medesimo non si può consentire la licenza di ritenersi, così appare nella storia citata, “l’Unto del Dio vivente”, e nella fattispecie, il padrone e il custode per eccellenza del patrimonio culturale e della tradizione espressiva del popolo gelese. Né, da persona, ripeto, ancora e grazie a Dio intellettivamente sveglia, quale è il sig. Medoro, possa il medesimo considerare “sic-et sempliciter”, un “tizio” il Renzo Guglielmino, il quale, al pari di tutti i pubblicisti locali, innamorati trasmettitori della quotidianità del proprio “villaggio abitativo”, sa e dice con umiltà di avere attinto, com’è di norma, a fonti scritte o parlate di autori locali a lui precedenti (vedasi, nello specifico, il “Libro mastro”, ovvero “Memorie gelesi”, dello scrittore ottocentesco Salvatore Da maggio Navarra) e sa pure, al pari di tutti i pubblicisti locali, che di tali fatti e avvenimenti locali ne potrebbe scrivere e parlare, magari con lessico distorto, anche il mitico “Peppe Coppola” e che nessuno si azzarderebbe a definirlo un “Tizio”, senza apprezzare di costui l’ intensa passione, l’ innamoramento profondo, la caparbietà semplice e disinteressata nel trasmettere, a modo suo, alle generazioni future, la tradizione culturale dal suo popolo, appresa da autori precedenti a lui ed in parte vissuta. In tal caso, il nostro “Peppe Coppola”, o qualcun altro, con la limitatezza del suo intelletto, non direbbe o scriverebbe mai sul Corriere di Gela, ammesso che ne ottenesse spazio, che “di queste memorie storiche io ho la primogenitura in assoluto!” Purtroppo, qualcuno dei nostri autori locali l’ha pensato e pubblicato.
Autore : Nicolò Passaniti
» Altri articoli di Nicolò Passaniti
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|