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Corriere di Gela | Santamaria:'La finanziaria penalizza l’artigianato'
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notizia del 02/11/2005 messa in rete alle 22:13:51
Santamaria:'La finanziaria penalizza l’artigianato'

In un momento in cui il comparto artigiano della nostra provincia attraversa un periodo di forte crisi, nel più generale ambito di una congiuntura che penalizza il mercato produttivo locale, il problema della concessione dei contributi a fondo perduto agli operatori del settore da parte degli Enti locali siciliani è esploso in tutta la sua gravità, dopo che la finanziaria regionale 2004 ha “rivoluzionato” i criteri di assegnazione, con pesanti ripercussioni sulla categoria. Diventa pertanto un preciso dovere di chi, come il sottoscritto, sovrintende alla materia per delega assessoriale, dire qual è la situazione ad oggi per quel che riguarda i contributi erogati dalla Provincia regionale di Caltanissetta: e ciò al fine sia di non ingenerare false aspettative, sia per ricondurre alle reali responsabilità un problema che, come detto, rischia di penalizzare ancor di più i nostri artigiani. Ricordo, preliminarmente, che questa Provincia, in base alla precedente normativa ha erogato finora contributi a fondo perduto nella misura del 30% (contributo ordinario) e del 40% (primo impianto) a tutti gli artigiani che hanno inoltrato richiesta, previo iter istruttorio delle varie pratiche: per carenza di finanziamenti regionali tali somme hanno dovuto essere spesso integrate con fondi del bilancio provinciale, il che ha provocato inevitabili ritardi nell’assegnazione rispetto ai tempi di realizzazione dell’investimento.
La Provincia di Caltanissetta, comunque, é quella che ha il minor arretrato per le province siciliane, avendo evaso e liquidato tutte le pratiche presentate nel 1999 e attualmente sta completando l’elenco delle imprese creditrici che hanno presentato istanza nel 2000. Di dette pratiche – in tutto 467 – ne sono state istruite e liquidate 320, per cui ne rimangono da trattare 147. Per l’anno 2001, e precisamente fino al 31 luglio (data di entrata in vigore della Lr 23 dicembre 2000 n. 32 che ha trasferito le competenze per l’istruttoria e il pagamento alla Crias) le richieste di contributo presentate sono state 118. Per le 147 istanze residue del 2000 (tutte istruite) la spesa da liquidare ammonta a 1.060.000,00 Euro, mentre delle 118 del 2001 sono state istruite solo le prime 10 (per un totale di 182.000,00 euro) dal momento che per tutte le altre non é pervenuto il prescritto parere della Cpa (Commissione provinciale per l’artigianato), nonostante i ripetuti solleciti e le relative segnalazioni inoltrate anche alla Regione.
Adesso la stessa Regione siciliana, in virtù della citata legge finanziaria 2004, ha richiesto alle province regionali di trasmettere l’elenco di tutte le imprese aventi diritto ai contributi per gli anni pregressi e fino al 31 luglio 2001, e per tale debito ha assunto un impegno decennale di 2,5 milioni di euro annui, per un totale di 25 milioni di euro nel prossimo decennio, pari a 17% del suo debito consolidato, da pagare contra tranches dell’1,7% all’anno: ciò significa che gli artigiani, dopo aver atteso 5 anni dall’investimento, riceveranno, a partire dal 2006 e fino al 2015, ogni anno l’1,7% del contributo loro spettante. Facendo un esempio pratico, un artigiano che nell’agosto 2000 ha sostenuto una spesa di 20 mila euro e ha già maturato abbondantemente il diritto a riscuotere un contributo a fondo perduto di 6 mila euro, si vedrà concessi 102 all’anno per un totale di 1020 nel decennio.
Bastano da sole queste cifre, dunque, a rendere bene il quadro della situazione odierna, ed è giusto che i nostri artigiani ne prendano appieno coscienza: ed è proprio per questo che ho indetto una riunione cui sono state invitate tutte le ditte artigiane interessate, per giorno 3 novembre 2005, alle ore 17,30 nell’auditorium provinciale di via Libertà. Per quanto riguarda questa amministrazione provinciale, c’è la massima disponibilità ad individuare quei percorsi che possano evitare siffatta ulteriore penalizzazione per i nostri operatori, e dal comune confronto con gli stessi auspichiamo che si possano definire le opportune strategie di intervento.

(Mario Santamaria - Assessore provinciale allo Sviluppo economico)


Autore : Redazione Corriere
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