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notizia del 11/10/2008 messa in rete alle 21:37:40
Non toccateci la democrazia
Anche se non del tutto realizzata, l’abbiamo vissuta e siamo cresciuti nella e con la democrazia. Garantita dalla Costituzione, che abbiamo imparato a difendere da ragazzi da troppi, virulenti attacchi. Dal terrorismo, dai tentativi di golpe che numerosi sono stati organizzati, da trame che non sempre sono state chiarite.
Nella democrazia è stato possibile superare barriere storiche odiosissime.
Il sapere non è stato riservato ai pochi eletti. I figli dei contadini, degli operai e degli artigiani siamo riusciti ad attraversare tutti i livelli della scolarità. Anche l’Università!
Siamo diventati medici, ragionieri, ingegneri, elettrotecnici, maestri, professori... Possiamo essere orgogliosi di avere portato l’Italia, le nostre città e le nostre famiglie a livelli dignitosi di vita. A fruire della bellezza della natura. A garantire ai figli una vita che non conoscesse gli stenti. A produrre e a comprendere il valore dell’arte, della scienza, della civiltà, della pace.
Sono stati sempre loro signori a cercare di fermare il cammino pacifico dell’umanità. Inquinando la politica, corrompendo, facendo nascere smodati desideri, creando l’uomo consumatore, divoratore. Per drenare il reddito da lavoro verso la finanziarizzazione dell’economia. Si sono serviti della persuasione occulta, dei mezzi di informazione che hanno sostituito le trame politiche golpiste. Stanno instaurando un regime. Forse già hanno compiuto l’atto e non ce ne vogliamo accorgere. Lo chiamiamo “anomalia italiana” per non usare la parola più adatta. Appunto: regime!
La democrazia, nelle società complesse ed evolute, si esercita con il sapere. Occorre il massimo di istruzione per essere liberi e per partecipare alla vita della “città”. La scuola di tutti e per tutti. Quella che si vuole abolire anziché migliorare. Con la scusa che costa troppo. Al posto della scuola e dei maestri, il premier, con la povera ministra a tenergli bordone, vuole mettere la televisione e le lavagne digitali. I ragazzi lasciati soli con le tecnologie che proteggono avvolgono coinvolgono seducono!
La libertà di espressione? Se ne può fare a meno. Cosa devono esprimere i cittadini? Pensa a tutto il Cavaliere di giorno e di notte così come fanno ben vedere le tv e i giornali col bel coro di ministri e portaborse di cui si lamentano quelli della ottusa opposizione che altro non sanno fare...
Precipita l’economia? Intanto ci pensa sempre il premier e poi in Italia siamo al sicuro… Lievi flessioni della Borsa di Milano! Il cittadino che aveva contratto il mutuo per la prima casa nel 2003 vede che la rata mensile è passata da 370.00 ? A 590.00.
Ci pensa il premier. Ha tutto sotto controllo. Anche se tu non arrivi a fine mese. E gli episodi razzistici? Sono, appunto, episodi! Non prove generali di razzismo. Il premier darà ai comuni la potestà di vigilare sull’ordine pubblico che allo stato sta costando troppo, cosi’ come costa troppo pagare tutti questi magistrati che si accaniscono contro il premier... Prima li trasferiamo, poi li abroghiamo togliendo loro ogni autonomia. Per decreto. Come per la scuola.
Con quali soldi i comuni dovranno affrontare le nuove incombenze? Se la vedano loro. Vogliono l’autonomia, il federalismo? Ora sono belli e serviti perché non introiteranno l’Ici ma sono liberi di introdurre altre tasse!
Pier Capponi minacciò di fare suonare le campane contro il re che minacciava di assediare Firenze al suono delle trombe del suo esercito. Nessuna minaccia ora. Tutto è soft. Pure per la stampa che, al servizio, tace.
La politica locale è, invece, impegnata in altre cose: a chiedere al sindaco l’ennesima rimodulazione della giunta comunale. Amen!
Autore : Luciano Vullo
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I Vostri commenti
Caro ex preside ed ex assessore Vullo,
Nel suo articolo lei difende costituzione, democrazia e scuola come un illuso difende le stelle, la luna o un amore platonico. Con le stesse capacita’ di un innamorato, poi, ritiene opportuno di ingannare, di mistificare e di passare al contrattacco per non cedere al reale, al soggettivo, alla carne, ovvero a tutto cio’ che veramente impensierisce l’essere umano.
La democrazia e la costituzione, in Italia, nascono dalla paura del ritorno al fascimo. Certamente non e’ l'unica causa motivante, ma e’ altrettanto vero che non lo sia.
I “costituenti” dell’assemblea penso che provassero le stesse sue illussioni: scriviamo un modello di principi fondamentali, il giardino dell’eden nel quale vivere e rispettare .
Ne vennero fuori 12 articoli tanto e’ vero che qualche buon cristiano si senti’ offeso nel leggere che Dio si era fermato solo a dieci.
Tranne l’ultimo (la bandiera della Repubblica e’ il tricolore italiano…), gli altri non hanno mai avuto nessun riscontro con la realta’.
Sicuramente, i delegati della costituente erano dei galantuomini e non pensavano affatto che il potere politico avrebbe corrotto le future generazioni di rappresentanti dei subordinati che grazie ai loro studi e alle loro lauree in economia hanno realizzato uno dei debiti pubblici piu’ alti del mondo.
Lei non sopporta “l’uomo consumatore, divoratore”. Io non sopporto, invece, l’uomo vegetativo che vive con gli stipendi della politica e mi pare che a Gela non mancano gli esempi…
“Stanno instaurando un regime…Appunto: regime!” lei ammonisce.
No, caro compagno, il regime l’ha fondato Dio creando il mondo (!), lo ha realizzato Mussolini nel ventennio, lo ha accettato, nel giugno del 1946, in qualità di Ministro della Giustizia Togliatti proponendo l’amnistia per gli ex fascisti e, in seguito, l’approvazione dell’art. 7 della Costituzione, quello che stabilisce che i rapporti fra Stato e Chiesa vengano regolati dal Concordato stipulato nel 1929. In definitiva lo ha fondato lo stato liberale senza una rivoluzione e un partito liberale.
Ed ancora “si vuole abolire la scuola” scrive.
Io abolirei il valore legale delle lauree in alcune discipline e manderei a casa tutti quei insegnanti e professori che avranno si’ letto qualche libro ma che non lo hanno mai studiato!
La caserma dove lei e’ stato preside (liceo scientifico), perche’ in Italia caserme, carceri, ospedali, scuole hanno architettonicamente lo stesso stile, e’ l’emblema della scuola pubblica italiana e della sua conduzione.
“I ragazzi lasciati soli con la tecnologie…” W la postmodernita’! Ho un figlio adolescente che sa utilizzare il computer meglio di me che ho frequentato un corso.
Il cavaliere che pensa a tutto? Anche noi a Gela lo abbiamo e si chiama Saro Crocetta che apprezzo per il coraggio, ma che corrisponde ai criteri del celebre articolo di Leonardo Sciascia sui professionisti dell’antimafia.
Un ultima nota sul razzismo. Anche qui lei continua a sognare, in maniera latente, Marx e il Papa, ma li sogna dopo aver mangiato formaggio e peperoni: malamente. Non “sono prove generali”. Lei sa benissimo che piu’ un Paese e’ provinciale e piu’ il razzismo si annida. Extracomunitario e’ l’americano ed extracomunitario e’ il marocchino. Ma del primo leggiamo “Americano arrestato”, mentre per il secondo “Extracomunitario arrestato”, lei nota certamente la differenza dispregiativa dell’uso del sapere. E che dire dei rumeni? E la lista potrebbe continuare…
Sulla stessa scia del sindaco lei sara’sicuramente contro le pale eoliche che deturperanno il nostro “bellissimo paesaggio”. Mi dico se sono scemo solo io a vedere squallore e persone incompetenti all’ASI o al consiglio comunale o siete in malafede voi a non vedere che accanto alla vostra citta’ c'e' un’industria che produce morte e un centro direzionale che e' stato creato vicino al castelluccio, rovinando per sempre quella zona.
Lei ha diritto di parlare, ma non aveva il diritto morale di tacere quando era assessore, che di fatto lo ha reso corresponsabile, insieme a tutti i politici di Gela dagli anni Sessanta ad oggi, di questo scempio.
Infine, lei comunista termina con una esclamazione giudaico-cristiana: “Amen!
Autore: Muziano Cordo
data: 13/10/2008
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