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Corriere di Gela | Appello dell’Acli-Terra per il Biviere
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notizia del 15/07/2004 messa in rete alle 21:27:04

Appello dell’Acli-Terra per il Biviere

Il lago Biviere è stato oggetto da oltre dieci anni di continue attenzioni che lo hanno portato alla ribalta, sulle pagine dei giornali. Tante volte infatti, l’Acli-Terra si è occupato della grave crisi idrica in cui versa il lago e che rischia di aggravare la già critica situazione.
In un articolo, l’ultimo di una lunga serie, pubblicato su “La Sicilia” dell’11 maggio 2004, si faceva il punto sul fatto che il lago, malgrado le piogge non particolarmente scarse di quest’anno, era sceso di ben 30 cm rispetto al livello dell’anno precedente. E’ una situazione, come ben si comprende, piuttosto critica che rischia di portare ulteriori problemi alle campagne circostanti e alla fauna che trova sostentamento nelle sue acque.
Si ricorda pertanto ancora una volta l’accordo che fu fatto con la raffineria a proposito della Diga Ragoleto: tempo fa, l’Agip Petroli si era impegnata a far defluire una percentuale dell’acqua che si trova nella diga verso il lago Biviere, nella consapevolezza dell’enorme importanza di questo bacino idrico. Tuttavia, questi accordi non sono stati rispettati e a tutt’oggi il lago Biviere attende l’acqua dalla diga. Certo, il lago riceve acqua da numerosi torrenti in cui sono stati fatti appositamente dei lavori per far defluire parte della loro acqua verso il lago, ma evidentemente tutto ciò non appare ancora sufficiente.
L’Acli-Terra si chiede dunque se, data la situazione precaria del lago, tutto ciò, già attuato per alcuni fiumi, non è possibile anche per altri corsi d’acqua: si pensi per esempio al torrente Terrana che defluisce tutta la sua acqua a mare.
E’ da tre anni che gli agricoltori sono nell’impossibilità di ricevere acqua dal lago e questa situazione, che non accenna, al momento, a modificarsi, provoca, come si può facilmente comprendere, ulteriori spese per gli agricoltori, costretti a pagare i cosiddetti diritti fissi pur non usufruendo di quest’acqua per le loro campagne.
Constatando che le autorità non accennano a interessarsi in materia, l’Acli-Terra annuncia con questa ennesima denuncia che si farà promotore, nei mesi a venire affinché gli agricoltori non versino più le quote dei diritti fissi. Sembra infatti paradossale versare un contributo per un diritto di cui non si può usufruire.


Autore : Redazione Corriere
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