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notizia del 11/06/2011 messa in rete alle 20:40:39
Acqua, Provincia e... attributi
Certo, li vedi in tv pagare spot propagandistici per invitare i cittadini ad andare in massa a votare il referendum contro, ad esempio, l’acqua “privatizzata” e ti chiedi subito ma cosa ci stavano il già allora deputato regionale, l’ex sindaco e l’ex vice sindaco di questa città, quando l’Ato idrico firmò convenzione e carta dei servizi con il gestore del servizio integrato nella provincia di Caltanissetta? Poi un po’ rifletti ed ammetti che Gela è forse stato l’unico comune che ha mostrato serie perplessità al riguardo, almeno a parole. Senza dimenticare l’ordinanza sindacale che imponeva il pagamento del 50% delle bollette per acqua non potabile. Ma continua a non convincerti il fatto che gente che può vantare una certa abilità persuasiva, tanto da rappresentare oggi 3/4 della deputazione che la città esprime, non abbia avuto la forza di esercitare tale capacità, trascinando altre amministrazioni al suo seguito, giusto in quella importante occasione. Si parla, insomma, di un bene primario essenziale come l’acqua. Stupisce, per contro, la latitanza di Federico: quasi ad ammettere colpe che non ha, a meno che si possa considerare reo anche chi all’epoca non era ancora né parlamentare, né presidente della provincia, bensì il presidente del consiglio comunale e cioè nulla a che vedere con l’esecutivo locale. Ma magari ha ragione lui, cogliendo l’occasione per rimanere in silenzio.
Perché poi, pensandoci bene, a fare più rabbia al cittadino non è tanto il fatto di essersi venduti allo straniero, quanto l’aver successivamente lottizzato il gestore, per poi oggi chiedere di mandarlo a casa. Perché è quel che accadrà, se non abbiamo capito male, con un si al referendum. E siccome votando si all’altro quesito, sull’acqua non si potranno fare profitti, almeno così ci dicono, è come convincersi che se di stipendificio deve comunque trattarsi, meglio allora tornare all’Eas che almeno ti faceva pagare bollette, sempre quando arrivavano, molto ma molto meno salate ed il contatore non te lo staccava mica. Insomma, per chi è interessato a questi temi, cambi canale o spenga la tv quando appaiono messaggi a pagamento indigesti a quell’ora delicata per lo stomaco e si rechi pure alle urne. Poco importa se diventa compito fin troppo agevole per un sindaco che durante la campagna elettorale ha insistito molto sul tema, per poi ammettere tra le righe che senza referendum e quindi senza i cittadini che si esprimano sul punto, mantenere la promessa si fa più difficile, se non improbabile. Rimane da chiedersi perché ancora nessuno si espone sul tema Gela provincia. Il partito ve lo vieta? Sono già troppe 9 province? Ci vorrebbe anche in questo caso un apposito referendum? E’ una scommessa che non si può vincere in partenza? Dite qualcosa onorevoli. Dica qualcosa sindaco. Anche le partite già perse si possono commentare: è solo questione di stile e di...attributi.
Autore : Clark Kent
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