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notizia del 10/07/2004 messa in rete alle 20:40:14
Ennesima dimenticanza
Nuovamente la Regione Siciliana, a distanza di pochi mesi dalla bocciatura delle guardie mediche estive (bocciatura successivamente annullata) della provincia di Caltanissetta, e precisamente della zona sud della provincia, ripropone nuove esclusioni, naturalmente sempre per la zona sud della provincia di Caltanissetta.
Un decreto del 21 maggio 2004, dell’Asses-sore per il Turismo, le Comunicazioni e i Trasporti, approva la sede dell’autoporto di Siracusa a Melilli, tale decreto, indica anche le regole per la creazione di autoporti in Sicilia.
Il decreto in causa, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana del 18 giugno 2004 dice: “Considerato che anche al fine di razionalizzare il trasporto stradale delle merci, di procedere alle localizzazioni delle infrastrutture autoportuali, secondo criteri di efficienza, efficacia e economicità, in data 22 novembre 2002, è stata stipulata apposita convenzione tra il dipartimento regionale trasporti e comunicazione e l’Università degli studi di Palermo – dipartimento di ingegneria aeronautica e dei trasporti – per l’elaborazione di uno studio che configuri sul territorio regionale, previa verifica delle relative situazioni stradali, ambientali ed economico-produttive, la rete delle infrastrutture autoportuali siciliane”; “Considerato che il suddetto studio delle infrastrutture autoportuali in Sicilia, tenendo conto di indicatori socio-economici, quali popolazione, addetti del settore produttivo, domanda potenziale dell’utilizzo dell’infrastruttura autoportuale, nonché dei suggerimenti forniti dai rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria dell’autotrasporto siciliano, ha effettuato la verifica della rete viaria, delle condizioni ambientali ed economico-produttive, dei flussi di traffico delle merci tra la Sicilia ed i mercati nazionali ed europei, e ha individuato la rete di infrastrutture autoportuali; definendo nel territorio regionale n. 7 autoporti e relativa tipologia come di seguito elencati: Catania (tipologia 1); Termini Imerese (PA) (tipologia 2); Siracusa (tipologia 2); Canicattì (AG) (tipologia 2); Vittoria (RG) (tipologia 2); Trapani (tipologia 3); Milazzo (ME) (tipologia 3).
A questi va aggiunto quello di Dittaino (EN) e di Pozzallo (RG) in fase di fattibilità tecnica.
Come si evince in questo decreto, resta esclusa la sola provincia di Caltanissetta, la zona sud naturalmente, perché quella nord si appoggia a Canicattì, come vorrebbero fare anche per l’aeroporto.
Ancora una volta Gela è punita. Eppure i criteri per l’individuazione di tali infrastrutture, presenti in questo decreto, dovrebbero tenere conto di indicatori socio-economici quali la popolazione (Gela è la sesta città della Sicilia e con un popoloso comprensorio), addetti nel settore produttivo (e a Gela tra raffineria agricoltura e artigianato non ne mancano), nonché dei suggerimenti forniti dai rappresentanti delle maggiori associazioni di categoria dell’autotrasporto siciliano (e qui sorge qualche dubbio, anche se due terzi degli autotrasportatori della provincia di Caltanissetta sono gelesi, le sedi provinciali di tali associazioni sono a Caltanissetta, e non ci sarebbe da stupirsi se avessero dato informazioni inesatte).
Il costo per la Regione Sicilia per queste sette infrastrutture è di 60 miliardi di vecchie lire, circa 7 miliardi ogni autoporto.
I porti gelesi sono stati catalogati dalla regione, uno (porto isola) come commerciale, industriale petrolifero, e l’altro (porto rifugio) come commerciale, industriale, peschereccio, turistico e da diporto, uniti al fatto che la procedura per l’aeroporto Federico II è quasi in finitura d’arrivo, che senso ha l’esclusione di Gela dalla rete autoportuale siciliana.
Di chi è la colpa di questa dimenticanza? Perché è sempre Gela ed il suo comprensorio ad essere penalizzato?
Forse qualcuno anche tra i gelesi non vigila abbastanza, o forse vi sono dei furbi in Sicilia che vigilano affinché il destino di Gela sia sempre più nero.
Forse diventare provincia potrebbe aiutare Gela ed il comprensorio a non subire più tali angherie, o forse questa è una delle tante che Gela continuerà a subire.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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