1 2 3 4 5
Corriere di Gela | La storia si ripete
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 01/05/2006 messa in rete alle 20:08:58
La storia si ripete

Sessant’anni fa, il 2 di giugno del 1946, gli italiani furono chiamati a pronunciarsi sul quesito referendario istituzionale, Monarchia o Repubblica.
Da quanto “correva per l’aria” (oggi diremmo: dai sondaggi fuori seggio elettorale) dalle urna, ci si diceva certi, sarebbe uscito un risultato ovvio e trionfale a favore dell’istituzione repubblicana, considerando che la monarchia italiana aveva caldeggiato favorevalmente le spropositate e bellicose iniziative politiche di Mussolini, durante il “ventennio fascista”, col risultato di avere contribuito a mandare a catafascio l’italia tutta.
Intanto, trattandosi di schede referendarie, si o no, monarchia o repubblica, si pensava che lo spoglio e dello scrutinio richiedessero tempi abbastanza ristretti, e che così gli italiani potessero esssere liberati assai presto dalla spasmodica attesa del risultato. Così non avvenne. Passarono, infatti, giorni e settimane prima che il Ministero degli interni e la Cassazione ufficializzassero l’esito di quel referendum istituzionale.
I numeri e le percentuali, anche l’enorme quantità delle schede bianche, uscite dalle urna e dati per ufficiali provocarono tra i cittadini una forte e concitata delusione.
La repubblica aveva vinto, ma il margine di consenso pebliscitario tra l’una e l’altra istituzione corse veramente sul “filo di lana”: 51 punto percentuale. Tanto bastò per consentire agli italiani di lasciarsi alle spalle l’istituzione monarchica. Ma per tanta gente il risicato divario di voti tra le due istituzioni s’incuneò, haimè, il dubbio, ancora oggi corrente, che quella fu una “vittoria a tavolino, forse anche pilotata”.
“Corsi e ricorsi storici”. similmente, nelle elezioni politiche dello scorso 9 e 10 aprile, che, in verità, riproponevano un vero e proprio referendum, ovvero, pro o contro Berlusconi, dalle urne elettorali è riemerso il vecchio dubbio sull’autenticità del responso, e quindi, sulla vittoria di una parte politica sull’altra, il cui differenziale in numero di voti espressi e reso ufficiale dalla Cas-sazione, è stato, oggi come sessant’anni fa, estremamente minimo (lo 0,06%). Tant’è che subito, anche questa volta, dalla mente di tante persone è balzato l’antico tarlo. – “Fu vera gloria? “E’ questa una vera vittoria?”


Autore : Nicolò Passaniti

» Altri articoli di Nicolò Passaniti
In Edicola
Newsletter
Registrati alla Newsletter Gratuita del Corriere di Gela per ricevere le ultime notizie direttamente sul vostro indirizzo di posta elettronica.

La mia Email è
 
Iscrivimi
cancellami
Cerca
Cerca le notizie nel nostro archivio.

Cerca  
 
 
Informa un Amico Informa un Amico
Stampa la Notizia Stampa la Notizia
Commenta la Notizia Commenta la Notizia
 
㯰yright 2003 - 2026 Corriere di Gela. Tutti i diritti riservati. Powered by venturagiuseppe.it
1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120