notizia del 11/05/2008 messa in rete alle 19:39:05

|
Caro ing. Tuccio, i politici prima ci ammaliano e poi ci scaricano
Sono quasi due anni che mi sono imposto il silenzio dopo l'esito disastroso della mia gestione del Gela JT,gestione che è culminata con il fallimento della stessa. Ho sempre risposto con un sorriso a chi mi informava qua e la di dichiarazioni che potevano ledere la mia dignità oppure di chi sentenziava in giudizi più o meno mendaci sulle colpe del fallimento. Solo una volta ho provato una profonda amarezza allorquando uno dei miei figli ha voluto assistere alla prima di campionato al Vincenzo Presti della gestione dell'ing. Tuccio; lui da accanito tifoso qual era mai si sarebbe aspettato che anziché assistere alla partita,avrebbe ripetutamente ascoltato dalla curva cori diffamatori all'indirizzo di suo padre (pare che in quella curva ad assistere alla partita vi fossero il Sindaco ed un suo "collaboratore"), bene quella è stata l'ultima partita alla quale mio figlio è stato spettatore. Qualche amico mi telefonava per avvertirmi che in una televisione locale venivano imbastiti processi sommari e dato libero sfogo a telefonate diffamanti di pseudo-tifosi i quali di meglio non trovavano che scagliare contumelie, con il complice silenzio di giornalisti (scrivono anche in testate regionali) che forti della loro deontologia professionale anziché interrompere questi soliloqui, in modo pilatesco non riuscivano ad elaborare un minimo di analisi sulle motivazioni che avevano provocato il disastro, forse condizionati dalla paura di eventuali reazioni che potevano arrivare dal "Palazzo".
Oggi sono stato costretto a leggere il Suo settimanale caro Direttore (costretto perchè da allora non leggo giornali regionali, nè seguo televisioni locali) e leggo nella premessa della relazione che l'ing. Tuccio ha fatto nell'ultimo consiglio di amministrazione, pubblicata nel Suo settimanale che:"nell'estate 2006 la nostra Città ha vissuto una drammatica esperienza a causa del fallimento amministrativo della società Gela JT e della conseguente cancellazione della squadra di calcio dal campionato nazionale professionistico di C1, le cui responsabilità non sono mai state approfondite e/o accertate e probabilmente i tifosi di questa Città non sapranno mai il perchè di quel doloroso fallimento, nonostante la messa in atto di un difficilissimo, quanto improbabile e superficiale tentativo di salvataggio in extremis, a cui noi stessi abbiamo invano partecipato."
Ora se queste dichiarazioni dell'ing. Tuccio sono finalizzate ad aprire un vero e definitivo dibattito al quale devono partecipare tutte le parti in causa, per asseverare una definitiva verità, ho l'obbligo di ringraziarlo, ma ciò che non può passare inosservato e che l'ing. Tuccio una parte importante di verità la conosce e quindi non capisco il suo tentativo di vedere cortine fumogene là dove vi è una verità molto più chiara di un alba di agosto.
Il Gela JT è stato fatto fallire con una volontà predeterminata affinché venissero cancellate gestioni pregresse che hanno portato al collasso l'ultima gestione amministrativa della società. Il primo responsabile è il Sindaco Crocetta con l'aiuto del suo fidato collaboratore", il quale non ha onorato nessuno degli impegni presi con il sottoscritto (ovviamente verbali) ma lo sfido a disconoscerli, nel momento in cui ha "costretto" a rilevare una società dove per ragioni temporali non si potevano conoscere i reali conti e dove il vero obiettivo era solo quello di intestarsi l'etichetta di Sindaco che a tolto la squadra a presunti mafiosi; in effetti, da quel momento la sua visibilità si è estesa non solo a livello nazionale ma anche internazionale. Per inciso chi lotta la mafia e non ho dubbi che l'attuale Sindaco la faccia, ha un dovere ancora maggiore nei confronti dei suoi concittadini, il dovere di atteggiamenti e comportamenti improntati sulla correttezza e sul rispetto dei patti,bene caro Sindaco questo con me Lei non l'ha fatto e atteggiamento ancora più grave da un punto di vista morale, Lei non ha ritenuto neanche di manifestare un minimo di solidarietà a chi da questa vicenda ne è uscito con la perdita di tutto ciò che nell'arco di 25 anni di onorata carriera imprenditoriale, era riuscito a creare.
Indirettamente, caro ing. Tuccio, Lei ha una parte di responsabilità assieme al gruppo di imprenditori che dovevano costituire la cordata per salvare il Gela dal fallimento, fermo restando che la Sua è stata una "legittima" valutazione di tipo imprenditoriale e mi spiego.
Durante la mia gestione abbiamo da subito affrontato le innumerevoli istanze di fallimento che venivano da vecchi creditori, abbiamo affrontato la pesante gestione corrente che ha comportato la salvezza sul campo nel prestigioso campionato di C1 e ho potuto assieme ai miei collaboratori ricostruire l'effettivo ammontare del deficit gestionale che correttamente (anche se qualche "insospettabile" mi diceva perchè l'hai fatto) ho comunicato alla CO.VI.SOC. in sede di verifica ai fini dell'iscrizione al futuro campionato; il quantum in questione era di 950.000 euro.
Dopo il mio appello disperato, il Sindaco riusciva a coinvolgere un gruppo di imprenditori, tra i quali l'ing.Tuccio, per rilevare totalmente le quote in mio possesso, con il solo accollo dei debiti e la mia fuoriuscita senza nessuna richiesta ulteriore.
Dopo giorni e notti di incontri si arriva a mettere sul tavolo la somma di € 880.000 con l'impegno per la mattina successiva a recarsi nello studio del Notaio Cancilleri per l'atto di cessione delle quote.
Amara sorpresa la mattina. Strumentalmente vengono fuori dubbi improvvisi e "strane" indisponibilità che costringono il Notaio a non potere redigere l'atto. Cosa sia successo nella notte non mi è dato sapere,ma qualche riflessione l'ho fatta.
Qualche "scienziato" del calcio e secondo me con la complicità del Sindaco (se cosi non fosse, non potrebbe definirsi orgoglioso di essere gelese) ha convinto qualche imprenditore ha ritirare la disponibilità, prospettandogli la possibilità, nel caso di fallimento del Gela Jt, di usufruire del cosiddetto lodo Petrucci (possibilità data dalla mia ultima gestione): creare una nuova società, usufruire di € 430.000 di contributo comunale che erano destinati al Gela JT e che poi in effetti sono passati nei conti della nuova società, e ripartire dalla C2. In effetti, una cosa cosi prospettata ad un imprenditore che poco masticava di calcio facilmente lo avrebbe allettato, per poi poter ripartire con programmi ambiziosi.
Perchè dico poco masticava di calcio? Perchè accedere ad una categoria cosi prestigiosa non te lo assicura neanche la più dispendiosa delle campagne acquisti giocatori (di questo va dato grande merito alla gestione Romano-Cammarata) e quindi la C1 andava difesa a tutti i costi e se leggo che oggi si da una valutazione all'attuale squadra del Gela di un milione e mezzo di euro mi viene da pensare...
Questa è la verità, disponibile a qualsiasi confronto pubblico con gli interlocutori interessati.
Le mie conclusioni sono basate sulla consapevolezza che il degrado morale è molto ampio, che questa Città aspetta ancora degli amministratori capaci e non dei falsi moralisti e dei millantatori perché, caro ing. Tuccio, anch'io ho ascoltato le promesse per lo stadio nuovo, per l'illuminazione del Vincenzo Presti, per i campi alternativi e bla-bla-bla, noi stupidi gelesi ci facciamo ammaliare e magari siamo pronti a premiare per incarichi ancora più importanti questi "grandi amministratori".
Oggi è toccato a me pagare questo infame prezzo e volevo farlo continuando nella mia discrezione e nel mio silenzio, ma come spesso accade in questa città, se alle provocazioni non rispondi una prima e una seconda volta, allora qualcosa di vero esiste, oggi non potevo esimermi dal farlo.
Grazie per la disponibilità.
Arturo carrabino, ex presidente del Gela Jt (serie C1)
Autore : Redazione Corriere
|