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notizia del 27/09/2009 messa in rete alle 19:29:48
Pirandello e la “stranezza” della quotidianità
Gli italiani ritrovano la loro unità istituzionale, ahimè e purtroppo, quando un tricolore, listato a lutto, copre la bara di 6 giovani soldati, quali quelli di ieri, caduti in difesa della pace violata e dei diritti calpestati dal terrorismo internazionale.
Altro momento di aggregazione unitaria di popolo, gli Italiani, specialmente i più deboli socialmente ed economicamente, lo scoprono davanti all’obbligo di legge del pagamento dei tributi.
Così, ancora, nella chiama elettorale, presso l’ufficio anagrafe, quando si nasce, quando si muore.
Per tutto il resto della sua quotidianità, il cittadino italiano viene lasciato vivere nella diversità dei diritti e dei doveri.
C’è l’Italiano del “Nord”, c’è quello del “Centro”, c’è quello del “Sud”.
Ecco qui riscattare la “stranezza” pirandelliana: – “c’è, purtroppo e ahimè, l’Italiano delle due isole maggiori, quello che vive in Sicilia, quello che vive in Sardegna, e dintorni. A dare man forte a tale “stranezza” ci sono gli interventi della stampa e della televisione, quella pubblica e quella privata.
Quando, cioè, nel citare esse una località della penisola non fanno riferimento alla regione di appartenenza, in quanto e pretestuosamente credono che gli italiani tutti debbano conoscere il paese da esse citato.
Nell’altro caso, quando si fa riferimento a paesi o città delle due isole maggiori, si ricorre allo specifico, con l’indicare l’una o l’altra regione, come se si trattasse di altra nazione.
Similmente viene di osservare, così per tante altre occasioni televisive, quando il bravo colonnello presentatore televisivo, con accanto la sua carta geografica climatica, indica la fascia del clima del giorno, specificando quella dell’Italia del Nord, quello dell’Italia del Centro, quello dell’Italia del sud, fermando la sua bacchetta a Reggio Calabria. Altra “stranezza” pirandelliana: – “Il presentatore, nel proseguo della sua esposizione, indica separatamente il clima della Sicilia e quello della Sardegna.
Un alunno, un giorno tanto lontano, volle chiedermi: – “Maestro, puoi chiarirmi, una volta per tutte, le posizioni geografiche della nostra isola? Siamo o non siamo noi della Sicilia a sud dell’Italia?
Perché la televisione italiana, quella pubblica, così pure quella privata, non dà alcuna collocazione geografica indicativa della Sicilia.
Domanda, questa, da un milione di euro. La mia risposta: – “ragazzi, facciamocelo dire da “luminari” della televisione italiana”. La lettera degli alunni è partita, la risposta non è mai pervenuta.
Oggi, molti di quegli allievi sono bravi professionisti, ma quella confusione geografica forse l’hanno ancora.
Autore : Nicolò Passaniti
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