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notizia del 30/01/2010 messa in rete alle 19:17:14
Ed ora, che farà la nomenklatura?
Evidentemente scenderà in campo per difendere i posti di lavoro e tuonerà contro i licenziamenti all’indotto del petrolchimico. Per la miseria, è proprio il caso di dire!
La notizia.
Il governo nazionale, cioè Berlusconi, ha bloccato i finanziamenti per i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria al petrolchimico di Gela.
Altra notizia.
Nell’indotto, in ginocchio, verranno messi in cassa integrazione 140 dipendenti. Nei primi dell’imminente febbraio verranno licenziati 256 operai, a metà dello stesso mese altri 200. Totale, 600 unità escono dal ciclo diciamo produttivo.
La crisi? Chiaro che l’abbiamo superata. Ammesso che ci sia stata e che non sia stata, invece, un’invenzione dei comunisti. Cioè, di nessuno.
I partiti, anche quelli della sinistra, che hanno fatto? Dove sono stati? Qualcuno dice che i partiti ormai sono surreali. Anche nella provincia di Caltanissetta. Pure a Gela. Surreali o anche irreali, metafisici, invisibili, impalpabili. Non sono d’accordo!Realissimi, nella provincia nissena sempre presenti, sempre sul piede di guerra. Alla ricerca di nuove alleanze per mettere in crisi amministrazioni anche nei comuni apparentemente più tranquilli. Per modulare e rimodulare giunte. All’indomani della penultima modulazione. A Mussomeli hanno fatto fuori il sindaco e il consiglio comunale e, forse, il Comune come soggetto giuridico. I partiti? L’azienda più florida e vivace. L’unica che non mette in cassa integrazione. Comunque vadano le cose realizza sempre profitti senza “rischi di impresa”. Anche a Gela? Anche a Gela? Qualunquismo? Che vuole dire oggi qualunquismo? Se non discutono di idee, programmi, progetti per la città perché dovrebbero poi indignarsi e accusare di qualunquismo quanti vedono che le distanze tra i partiti altro se si sono accorciate! Annullate. Gli stessi? Identici! Nessuna differenza? Nessuna tranne che in quantità di furbizia di questo o di quel leader più o meno longevo.
Ecco, a proposito della bonifica. Quanti partiti hanno veramente a Gela mobilitato risorse per la reale bonifica del territorio dall’inquinamento industriale e da quello mafioso e criminale? La legalità. Vero la legalità è stato tema di un leader locale che è stato anche criticato per avere esportato oltre Ponte Olivo un’immagine deteriore della città. E sul lavoro e sullo sviluppo…quale dibattito? Quale progetto? Quale idea? Ma anche, quali analisi?
Ora tutti si arrabbieranno a difesa di 600 posti di lavoro. Come a Termini Imerese. Subito, intanto, l’ammortizzatore sociale per i 600. Giusto!
Domanda: Da dove vengono presi i soldini per pagare la cassa integrazione. A cosa e a chi vengono sottratti? Non vorrei che fossero i soldi destinati alla bonifica dell’inquinamento industriale? E i giovani? Dicano a chiare lettere i partiti con chi stanno. Dicano ai giovani cosa comporta il processo di deindustrializzazione soprattutto del Sud, della Sicilia, di Gela!....
Abbiamo esperienza a Gela degli effetti della cassa integrazione nel periodo della crisi petrolifera nei primi anni ’70. La cassa integrazione, la espulsione di lavoratori dal ciclo produttivo, il reinserimento nel mercato nero del lavoro e le conseguenze. Certo ai giovani è stato precluso il mondo del lavoro. Ma essi non si trovano solo anni luce lontani dal mondo del lavoro. Forse anche fuori dal mondo, da un mondo.
Ghe penso mi! Dice il cavaliere. Così avviene per gli adulti. I giovani? Si vedrà domani. Per ora c’è il nostro problema. Va bene. Ma i partiti che pensano dei giovani? Ora? Di tenerli in centri di aggregazione quali bar, pub, discoteche? Ricordo i giovani annoiati degli anni ’50-’60. I figli disorientati di una borghesia cinica. Teddy boys li chiamavano. Erano un pericolo. Ma erano pochi. E ora, quali pericoli per i giovani dai giovani ai quali viene anche negata l’istruzione, la scuola. Gli adulti? Certo, si daranno da fare per salvarsi e salvare anche le famiglie loro e quindi anche i giovani che vi si trovano dentro. Dentro? Dentro il mondo delle famiglie? Ma quando? Ma dove? Come si fa a non accorgersi che sono proprio in tanti in mezzo a una strada. Sì in mezzo a una strada anche se con abiti griffati e con una bottiglia di vino o una dose di coca acquistata nel supermarket che è diventata tutta la città…. La città? Sì, di essa si dovrebbe parlare mentre si prepara la campagna elettorale. Ma sembra proprio un accessorio, crea sospetti. Spero di sbagliare.
Autore : Luciano Vullo
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