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notizia del 04/03/2012 messa in rete alle 19:05:33
Che ne dobbiamo fare di questo Prg?
Regna ancora una gran confusione attorno alle vicende del Piano regolatore generale, adottato ma non ancora approvato dall’assessorato regionale al territorio e ambiente, che anzi lo avrebbe restituito perchè privo di Vas.
Apprendiamo che in una nota del 31 gennaio scorso, una nutrita rappresentanza di tecnici gelesi (25 in tutto), tra architetti, ingegnerie geometri, hanno sottoscritto un documento inviato al sindaco, al presidente del Consiglio comunale, capigruppo consiliari, assessore all’urbanistica, direttore generale e dirigente comunale del settore urbanistica ed edilizia, avente per oggetto: Richiesta direttive er presentazione progetti edili, a seguito della circolare A.r.t.a. (assessore regionale territorio e ambiente) e della sentenza Tar.
Eccone il testo.
«I sottoscritti tecnici liberi professionisti e operatori del settore edile, in riferimento:
– ai punti 1.C, 4 e 5 della delibera del Commissario ad acta n. 60, del 14/06/2010, con cui si adottava il nuovo Prg;
– alla circolare del Dirigente generale dell’Assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana del 5.08.2011, prot. 52120;
– della sentenza del Tar di Palermo n. 2/2012;
– alle notizi di stampa apparse anche recentemente;
rappresentano quanto segue:
1. nella delibera commissariale di adozione del nuovo Prg, ai punti !.C, 4 e 5 si evince inequivocabilmente la vigenza di tutti i piani attuativi. Inoltre, la sentenza del Tar di Palermo n. 2/2012, poco prima del dispositivo, accerta che la vigenza del piano di recupero n. 7 è stata fatta salva in sede di adozione del nuovo piano regolatore. Dalla visione della zonizzazione del nuovo Prg e dalle interpretazioni date dagli uffici comunali preposti, a tutt’oggi sembrerebbero essere state disattese le precise disposizioni commissariali date al momento della delibera di adozione;
2. la circolare del 5/08/2011, prot. 52120, a firma del Dirigente generale dell’assessorato territorio e ambiente della Regione siciliana, alla pagina 4 afferma: “Pertanto i Piani regolatori comunali già adottati e privi di procedura Vas verranno restituiti ai Comuni per le loro riadozioni, previa acquisizione della procedura Vas”.
Da quanto sopra, appare chiaro e incontrovertibile che l’attuale adottato nuovo Prgè da considerarsi difforme a quanto adottato dal commissario ad acta e privo di qualsivoglia efficacia.
Pertanto, l’attuale situazione ci induce a ritenere adottato uno strumento urbanistico generale:
– errato nella zonizzazione;
_ non approvabile da parte dell’Assessorato regionale del territorio e ambiente.
Infine, i firmatari della presente ritengono tecnicamente ed economicamente condivisibile la vigenza dei piani attuativi voluta dal commissario ad acta nella sua delibera di adozione, così come confermato dal Tar di Palermo nell’anzidetta sentenza, e all’uopo
chiedono alle SS.LL., ognuno per le proprie competenze:
– l’annullamento immediato del Prg adottato, poichè sono stati disattesi gli adempimenti dei punti !.C, 4 e 5 di cui alla delibera commissariale n. 60/2010 e per il contenuto della Circolare 52120/2011 del direttore generale dell’Assessorato regionale territorio e ambiente;
o, in subordine
– un urgente incontro con codeste Istituzioni, finalizzato a porre chiarezza al prosieguo degli iter legati ai titoli abitativi di natura edilizio-urbanistico».
Salvi ed impregiudicati gli avvii di ulteriori iniziative.
(seguono le firme di 25 tecnici, tra architetti, ingegneri e geometri).
Autore : Redazione Corriere
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