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notizia del 27/04/2008 messa in rete alle 18:52:13
Bravi i Gelesi
Complimenti! Complimenti davvero a tutta la città, che ha dato grande prova di maturità. Come Comitato “Progetto Provincia” abbiamo lanciato un messaggio chiaro alla cittadinanza qualche settimana prima delle elezioni, preferire i candidati gelesi in posizione utile, messaggio subito recepito da tutti i cittadini, sia di destra che di sinistra. Questo ha permesso alla città di essere rappresentata da tre parlamentari regionali di entrambi gli schieramenti, parlamentari che noi tutti auspichiamo siano solerti e attenti alle problematiche del territorio, non solo attenzioni alla città di Gela, ma anche ai comuni del circondario (Niscemi, Mazzarino, Butera, Riesi e Sommatino, non trascurando i comuni fuori Provincia che in passato hanno aderito alle iniziative per la nuova provincia, Licata e Piazza Armerina) i quali hanno anche loro partecipato con i loro voti alla elezione dei tre parlamentari.
Adesso bisogna cominciare a lavorare per il bene di questo territorio, per ricompensare gli elettori di questi tre parlamentari che per l’85% risiedono nella zona sud della Provincia di Caltanissetta (insieme i tre parlamentari hanno raccolto 24.341 voti di cui 20.496 nella zona sud e solo 3.845 nella zona nord).
Cosa attende Gela da diversi decenni? Autonomia. Gela attende di ottenere quella autonomia che gli consentirebbe di gestire questo territorio, con tantissime possibilità di sviluppo, in modo appropriato, in modo tale da poter meglio contribuire alla crescita economica dell’intera Sicilia, attenzione, noi siamo già uno dei maggiori motori economici dell’isola (grazie all’estrazione e raffinazione del petrolio), però potremmo investire sul mare, sulla piana, ed insieme ai comuni del comprensorio diventare una delle aree più ricche della Sicilia.
Purtroppo i tentativi dei decenni passati hanno fallito, quindi abbiamo continuato a vivacchiare in Provincia di Caltanissetta, e grazie alla rivalità ed al campanilismo, ma soprattutto alle differenze che contraddistinguono le due zone di questa Provincia, non si riesce a programmare sviluppo, la zona nord persegue uno sviluppo ancora oggi legato ai servizi ed al “centro della Sicilia”, la zona sud che si affaccia sul Mediterraneo in una invidiabile posizione geografia, subisce passivamente.
Ovviamente parlare di nuove Province in questo momento sembra fuori luogo, tutti dicono di volerle abolire, magari! Però, è anche vero che in Sicilia fu prevista la loro abolizione nel 1948, eppure ancora esistono, nella stessa Italia fu prevista la loro abolizione con la costituzione delle Regioni, eppure esistono. Oggi tutti i politici hanno in mente le elezioni provinciali, ma non dovevano abolirle? La verità è un’altra, la verità è che ormai in Italia non esistono più grossi centri non Capoluogo di Provincia, le richieste di alcuni parlamentari nazionali (di destra, centro e sinistra) per la costituzione di nuove Province (sono ventuno!) riguardano piccoli centri, dei quali nessuno supera i 35.000 abitanti, ecco perché il legislatore preoccupato cerca di mettere un freno a tale proliferazione. Paradossalmente ne fa le spese Gela, primo perché grazie allo Statuto Speciale, la Sicilia non ha mai voluto modificare i propri confini provinciali, che risalgono al tempo dei Borboni, mentre le regioni a Statuto Ordinario hanno rimodulato con la creazione di nuove Province il proprio territorio, permettendo a questi territori di crescere economicamente, socialmente, culturalmente. Secondo perché rimane un caso unico in Italia, la più grande città italiana non capoluogo di Provincia (escluso alcuni comuni delle Aree Metropolitane di Napoli e Milano), 77.000 abitanti con un comprensorio, a soli 40 Km a raggio da Gela, di circa 400.000 abitanti, città che supera di 17.000 abitanti il proprio capoluogo, che dista materialmente oltre 80 Km, culturalmente ed economicamente anni luce. Questa è la verità. Probabilmente, qualche modifica verrà fatta, magari soltanto cambiando il nome delle Province in “Grandi Aree”, oppure “Liberi Consorzi Tra Comuni”, ma se si pensa che tutti gli enti che sono concentrati nelle Province, dall’oggi al domani scompaiano, beh, qualche perplessità resta.
Se da una parte ci sono i politici che parlano di abolizione delle Province, dall’altra ce ne sono altri che puntano i piedi per non toccarle, Rutelli, Bossi, solo per citarne alcuni, ma anche il nuovo Presidente della Regione Raffaele Lombardo meno di un anno fa in pubblica piazza disse: “Gela per gli abitanti che ha può diventare Provincia anche da sola”. Noi auguriamo di cuore che possa avvenire, non da soli ovviamente, ma con tutti i Comuni che liberamente e democraticamente vorranno aderire a questo progetto. Questi sono i motivi per cui il Comitato Progetto Provincia” prosegue la sua marcia in questa direzione, finchè ci sono le province, Gela, insieme ai Comuni che ne vorranno fare parte, dovrà raggiungere questo obiettivo, quando le sopprimeranno, se mai le sopprimeranno, vuol dire che sopprimeranno anche la Provincia di Gela.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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