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notizia del 26/06/2011 messa in rete alle 18:33:30
Lo Stato ignora i giovani
E li espelle! Questo è quello che ho pensato leggendo le tracce proposte dal ministero alla prima prova scritta degli esami di stato.
Impressione a caldo la mia. Ovviamente! Non dettata per nulla da ragione ideologica. Infatti, condivido quasi tutti i titoli. Dire che sono intelligenti mi sembra proprio fuori luogo. Anzi, mi sembrano proprio fuori luogo le tracce. Nel senso che chi le ha formulate non ha minimamente pensato alla scuola italiana, ai giovani che la frequentano e al servizio che essa rende alla società.
E, se l’autore delle tracce ha pensato a tutto questo, deduco che con quei titoli molto intelligenti ha voluto 1) bocciare l’attuale scuola italiana, 2) sviluppare sentimenti di frustrazione nei giovani studenti, 3) dimostrare alla società intera che la medesima è inattuale. Come in effetti è per precise responsabilità di chi la governa ignorandola ed emarginandola dalla vita civile. Ignorando i giovani!
I quali dalla scuola che hanno frequentato hanno ricevuto, per come sono strutturati i curricula poche o nessuna occasione di riflettere sugli argomenti proposti dalle tracce molto intelligenti. Forse alcuni avranno potuto attingere a esperienze extrascolastiche nei gruppi che frequentano, nelle letture che fanno, nelle piazze virtuali e nei social network in cui sono presenti.
Ma lo stato ha preso in contropiede i più. Anzi li ha proprio sgambettati.
Normale! Brunetta glielo ha detto ai giovani di andare a caricare cassette di frutta e verdura nei mercati dell’agricoltura.
Mi metto nei panni dello studente e della studentessa che hanno assolto al loro dovere scolastico con sufficiente scrupolo. Chissà cosa avrà pensato leggendo di Warhol, di Hobsbawn?
Probabilmente domani i sapientoni catoneggeranno sull’ignoranza dei ragazzi.
Chi dovrebbe cannoneggiare sulla loro ignoranza dei ragazzi?
Non le commissioni esaminatrici. Meno male! Al solito poi passerà la clemenza istituzionale. Non è bello! Agli esami, ancora chiamati di maturità impropriamente, il giovane 18enne –cosa più cosa meno- incontra lo stato. Il quale lascerà il segno nella sua coscienza soprattutto con la proposta delle tracce per la prova in lingua italiana. Sottolineo: in lingua italiana e non d’italiano. E già si sente respinto al primo acchito il giovane dalle tracce che lo escludono da ogni possibilità. Perché gli mancano i contenuti da esporre in lingua italiana. Non è poco! Perché è già tanto se lui sa padroneggiare la lingua italiana scritta. Ma se gli mancano i contenuti, quelle abilità che ha imparato a padroneggiare ora deve esercitarle a vuoto. Non escludo che il suo diventi un puro balbettare.
Come dire dall’alto del Ministero di viale Minerva: questa è la cultura e voi nella cultura non ci state. Incarta e porta a casa.
Altro che promuovere l’autostima! Pare che il compito del ministero, che ha nulla a spartire con Minerva, sia quello di negare i giovani. Non gli servono, sono un impaccio, aggravano la spesa pubblica. Meglio tagliarli e tagliare la scuola inutile e i docenti che non servono!
Non va bene! Credo che si voglia intenzionalmente allargare il vallo tra le generazioni. La scuola ha avuto il compito di colmarlo.
Sono ottimista, tuttavia. Dicevo la settimana scorsa proprio su questo settimanale che ho la sensazione per nulla vaga che tiri aria nuova. Sarebbe bello saperla respirare a pieni polmoni. Finalmente!
Autore : Luciano Vullo
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