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Corriere di Gela | Allarme articolisti
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notizia del 17/01/2005 messa in rete alle 18:17:03
Allarme articolisti

Nella rubrica Abc del politichese, un bellissimo servizio curato da Salvatore Parlagreco, Direttore del Servizio Informazione e Comunicazione all’Ars, a pag 3 del Corriere di Gela, di sabato scorso, si legge: Precariato: la fascia di coloro che non hanno un lavoro stabile, specificatamente quanti percepiscono una retribuzione di sussistenza e attendono di essere stabilizzati. Sarebbe meglio dire con l’indicazione: “Precariato: ex articolisti”, risparmiando tutte quelle parole. E siamo all’ennesima promessa…Gli articolisti pieni di speranze e di belle promesse. La Ghelas-multiservizi che sarebbe già dovuta partire da mesi stenta a iniziare la propria attività. Sono rimasti fermi ad agosto 2004, quando l’assessore Lana, sulle scale del Municipio annunciava che per via di un disguido tecnico-burocratico, si sarebbe rinviato tutto a settembre 2004, da qui al 31 di dicembre e così via sino ad oggi. Stiamo parlando della “sistemazione”, tanto agognata, di quello che rimane della forza lavoro utilizzata da questa amministrazione già 16 anni fa. Attraverso i cosiddetti Progetti Socialmente Utili nel lontano ‘85, (per qualche amministratore intesi Progetti socialmente Inutili), che per vicissitudini burocratiche e politiche cambiarono il nome in Progetti di Pubblica Utilità ma la sostanza rimase e rimane la stessa, vennero associati ai meglio noti Lsu (lavori socialmente utili), presenti di tutta Italia. Sono passati 16 anni per i 178 articolisti i quali si trovano ad essere padri di famiglia con 481 euro al mese e stentano a sopravvivere.
È triste ricordare che Giuseppe, un ex art. 23, proprio questa estate ha dovuto scegliere di andare a lavorare come operaio in una ditta sconosciuta nel nord Italia, nonostante il diploma. Cosa lo ha spinto? La disperazione? È stato un gesto estremo? Cosa poteva fare se non tentare… la sorte? Insomma passano i sindaci, passano gli amministratori ma in conclusione noi rimaniamo sempre disoccupati di lunga durata. Del resto nell’assegno non c’è forse scritto emolumento di disoccupazione? Per anni sono stati al servizio del Comune, dal 1996 all’interno dell’amministrazione ed hanno collaborato negli uffici assieme agli impiegati di ruolo, a contatto con il pubblico e svolgendo attività di sostituzione. La situazione è quella di sempre e non si fa altro che rimandare qualsiasi decisione. Fatto sta che nè i governi di sinistra, tanto meno quelli di destra, sono riusciti a porre fine a questa sorta di calvario.
Si spera nel nuovo anno ma intanto l’ennesima riunione in Comune è stata rinviata sine die. Le bollette del gas, luce e telefono stanno per scadere. Potranno pagarle? A Gela, In vico Iacona n. 12, sede da poco istituita dalla Ghelas multiservizi, c’è un via vai di gente agitata. La Ghelas multiservizi è la società mista tra Comune ed Italia Lavoro creata per assorbire tutti i precari comunali. Si tratta di quasi 200 persone di cui 29 Lpu ed il resto ex articolisti. Gli Lpu avrebbero dovuto firmare il contratto di assunzione già il 3 dicembre ma è scoppiato uno scontro con la Ghelas per la qualifica con cui i lavoratori sarebbero stati inquadrati. La proposta iniziale della Ghelas era quella di inquadrare tutti al settimo livello. La Cgil, con in testa Emanuele Scicolone e Michele Guastella ha respinto questa proposta e si è rivolta al sindaco, quale rappresentante del Comune. La trattativa è andata a favore per gli Lpu, quando Ghelas e Cgil hanno sottoscritto l’.accordo. “I 29 Lpu saranno assunti tutti con il sesto livello a condizione che entro un mese tutti i livelli si deve rivedere e saranno inquadrati diversamente in base ai titoli. (Ma cosa si deve rivedere?) Sarà riconosciuta la professionalità di ciascun lavoratore.
Il Comune dovrà fare la sua parte assegnando più commesse alla Ghelas”. Questo dunque il risultato di trattativa no stop. La trattativa è proseguita ma per quando riguarda gli ex articolisti che non saranno assunti subito ma alla conclusione del tirocinio formativo della durata di due anni.
Lavoreranno per trentasette ore e mezza settimanali, venti ore a carico della Regione e diciassette della Ghelas. Per questi lavoratori cambia poco o niente in questi due anni rispetto al passato in termini retributivi ed anche la copertura previdenziale è minima perché riguarda solo una parte del monte ore settimanale prestato. E’ subito è iniziato il confronto con la società per mettere in chiaro vari aspetti legati al futuro di questo personale. In tutta questa vicenda legata ai primi passi della Ghelas registrino una forte tensione del personale che in più momenti ha espresso paura per situazioni poco chiare.


Autore : Lorenzo Raniolo

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