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notizia del 31/01/2006 messa in rete alle 16:48:15
... E finalmente qualcuno lo ammette
Finalmente. Finalmente l’ammissione da parte di un politico gelese che Caltanissetta ha oppresso e opprime Gela, la sua economia, il comprensorio. Il presidente della Provincia di Caltanissetta Prof. Filippo Collura in un’intervista pubblicata la scorsa settimana su questo giornale ha finalmente ammesso i rapporti passati e presenti tra il capoluogo (Caltanissetta) e la città più grande della Provincia (Gela). Rapporti non idilliaci, anzi, segnati sempre da forti campanilismi con la conseguenza di gravi e numerosi ritardi per la città più grande e operosa della Provincia (Gela).
Alla domanda di Nello Lombardo che gli chiede se nella sua azione amministrativa abbia privilegiato la zona sud della Provincia rispetto alla zona nord, il presidente risponde:
“La provincia era intervenuta quasi sempre ed esclusivamente su Caltanissetta. Io invece mi sono detto che quelle poche risorse di cui dispone andavano spese su tutto il territorio. Ora Caltanissetta si sente defraudata di un privilegio di cui ha goduto. Quello che io ho fatto è stato di pareggiare. Quando venti anni fa fu progettato il Palazzotto dello sport, c’era in programma anche il palazzotto per Gela. Solo che a Caltanissetta lo hanno realizzato, mentre a Gela no.”
Ed ancora:”Non potevo consentire che il bilancio della provincia di Caltanissetta fosse una sorta di bilancio del comune del capoluogo. Poi riguardo a strutture scolastiche nel sud della provincia c’era il deserto. A Niscemi esisteva solo il liceo scientifico. Sono stato io ha portarci la ragioneria. Mentre in un comune piccolo come San Cataldo troviamo sei-sette istituti superiori. Con la mia presidenza si è ripristinato un bilanciamento e questa situazione a Caltanissetta viene vissuta come qualcosa che è stata loro sottratta.”
Una vera e propria ammissione, ma d’altronde chi meglio del presidente Collura può conoscere i perversi tentativi di Caltanissetta di affossare Gela? Certo questa convivenza di un presidente gelese alla provincia è vista come una conquista dai nisseni, abituati per decenni a “comandare” senza nulla dare, che oggi vedono il pareggio come una sconfitta, ciò lo vediamo dall’indice di gradimento, tra i presidenti di provincia Collura è al penultimo posto in Sicilia, seguito solo dal presidente della provincia di Trapani, ma ciò è dovuto ad una stortura del sondaggio, perché il sondaggio è stato fatto nel comune capoluogo, avrebbe avuto esito diverso se fatto a Gela. Questo è stato visto anche durante l’elezione del presidente gelese che raccolse 83% dei voti a Gela contro il 39% a Caltanissetta.
Ricollegandoci all’intervista, il presidente Collura si auspica che il prossimo presidente erediti da lui questo modo “egualitario” di governare la provincia, ma i gelesi (e sicuramente anche Collura) sanno che se il prossimo presidente non sarà gelese si ricomincerà ad essere “comandati” dai nisseni, che in questi ultimi sette anni di certo non si sono trasformati in agnellini, anzi già fanno il conto alla rovescia per riappropriarsi di tutto il perduto.
Ma ci sarà pure un modo per impedire che in futuro si facciano altri soprusi a Gela e circondario, di certo non si può ancora aspettare che un capoluogo che per 194 anni ha amministrato in modo centralistico la Provincia, di colpo si “converta” al decentramento, quindi spetta a Gela fare la sua mossa, e l’unica mossa possibile per togliere la “palla al piede” è quella di rompere la catena, liberarsi, diventare provincia.
Questo permetterebbe uno sviluppo libero senza ostacoli, saremmo centro di attrazione per investimenti da parte di Regione e Stato, come lo sono oggi le nove province siciliane, potremmo fare da traino ad un comprensorio immiserito che aspetta solo di essere rivalutato.
Ricollegandoci anche all’articolo di Giulio Cordaro, sempre pubblicato la scorsa settimana su questo giornale, dal titolo “La nave Gela affonda”. Cordaro ha posto l’attenzione su un dato statistico di importanza assoluta: il numero di abitanti residenti in città. La situazione è drammatica, perdiamo abitanti e questo è l’unico “termometro” per misurare in modo imparziale la crescita di una città. Gela è risultata nell’ultimo censimento (2006) non più la quinta ma la sesta città della Sicilia, e con la continua perdita di abitanti ci ritroveremo nel 2011 al settimo posto.
La perdita di abitanti non è dovuta al calo delle nascite, che per fortuna a Gela continua ad essere tra i più alti d’Italia (963 nel 2004), ma ad una forte emigrazione dovuta alla mancanza di lavoro, Gela perde i suoi figli per negligenze e mancanza di obiettivi da parte dei politici locali.
La creazione di una nuova provincia, permetterebbe nel giro di pochi anni, l’assunzione di migliaia di persone, e trascinerebbe con sé anche diverse centinaia di posti di lavoro da parte di aziende che prestano i loro servizi quasi esclusivamente nei capoluoghi di provincia (società di trasporti a diffusione internazionale, società di vigilanza, sede provinciale dei sindacati, ecc.), senza mettere futuri investimenti, visto che in quel modo le segreterie provinciali di partito sarebbero a Gela e finalmente potremmo decidere noi liberamente del nostro futuro senza manomissioni esterne (nissene).
Dunque una soluzione per i nostri figli, per il nostro futuro, per il futuro della nostra città c’è, peccato che nessuno la vede.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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