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Corriere di Gela | Commenti on line degli utenti
Edizione online del Periodico settimanale di Attualità, Politica, Cultura, Sport a diffusione comprensoriale in edicola ogni sabato
notizia del 02/11/2003 messa in rete alle 15:59:19
Commenti on line degli utenti

Da: Roberto Fasciana –(e-mail: rfasciana@shaw.ca)
Oggetto: Commento alla notizia: “Gela Provincia, il futuro dei giovani”
Debbo svelare un segreto: solo adesso, navigando, ho scoperto il Corriere di Gela online, e ancora una volta, nel giro di poche settimane, mi trovo a commentare un tema che adesso sembra essere d’attualità, che è quello di Gela Provincia. Forse è solo un malessere passeggero; forse un certo complesso di inferiorità verso Caltanissetta (che, non a caso, c’è sempre stato); forse, più semplicemente, i tempi stanno maturando (lo spero) e la gente incomincia ad accarezzare di nuovo un sogno che si spera non si riveli una nuova illusione; chissà... Gela uccide. E non mi riferisco necessariamente alle morti causate dalla criminalità che negli ultimi vent’anni non ha certo aiutato né l’economia né l’immagine della nostra città. Mi riferisco alle uccisioni delle capacità, specialmente quelle giovanili, di avere grandi speranze; di avere grandi progetti. L’inquinamento sociale e culturale che nel frattempo Gela ha causato nel suo tessuto sociale è stato devastante, e sembra che quei pochi interventi che fino adesso sono riuscito a leggere non fanno sperare in meglio. Per esempio, l’intervento di Filippo Franzone, che paragona la relazione tra Gela e Caltanissetta come quella tra israeliani e palestinesi. Non so come si possa cadere proprio così in basso senza che ce ne se accorga. Quel che manca ai gelesi è una persona di forti visioni; una persona che riesca a focalizzare le forti potenzialità della città e proiettarle in un futuro preponderante e realistico. Quando si parla di Provincia si pensa sempre a nuovi posti di lavoro nella burocrazia. Ebbene, forse (un “forse” con molte riserve) lì per lì si creerebbero un paio di centinaia di nuovi posti di lavoro, ma nessuno si rende conto che detti lavori non sono tra quelli che portano ricchezza ma soltanto assistenzialismo. L’assistenzialismo non è mai sinonimo di ricchezza (almeno sotto l’'aspetto economico e sociale). L’assistenzialismo è sinonimo di povertà, e non credo che nè Caltanissetta nè Agrigento nè le altri capoluoghi di provincia limitrofi abbiano un reddito procapite più alto di quello di Gela se non esistono altri sbocchi. Da buon gelese residente all’estero ma ancora tenacemente legato alla sua terra vengo di tanto in tanto a visitare Gela, e oltre alla crescita edilizia più o meno disordinata, non vedo — dopo quasi vent’anni che vi manco — grandi salti di qualità. Si va ancora avanti grazie all’amico dell’amico; grazie al favore mai disinteressato; grazie ad un racket del pizzo più forte che mai, e via su questa risma. Però in compenso è peggiorata l’erogazione dell’acqua potabile, un problema sempre più grave e mai seriamente affrontato dai nostri politicanti, che sono coloro ai quali sicuramente va addossato il devastante effetto del loro egoismo e servilismo verso i caporioni. E Gela? Gela... Dicevo. Io vedo il problema Gela come metafora del problema meridionale, e nel Meridione mancano i presupposti (se non la volontà politica, essendo il Meridione un grande serbatoio di voti verso il Potere gattopardesco, del cambiare tutto per non cambiare niente) perché i grandi capitali pubblici e specialmente quelli privati trovino l’essenza stessa della loro esistenza, ovvero il profitto e il reinvestimento di quel profitto nel creare ricchezza economica e, ovviamente, sviluppo sociale con tutto quello che ne deriva. Nel Meridione più semplicemente manca (è sempre mancato, anche quando negli anni 60 vi furono forti investimenti della Cassa per il Mezzogiorno) un Progetto, una grande visione di un grande Progetto con tutto quello che ne deriva. Ritornando a Gela, essa ha delle forti potenzialità: ha un clima ideale, ha delle spiagge ideali, ha un’agricoltura ideale, ha dei giovani che sono lì, impazienti com’ero io più di vent’anni fa, a darsi tutti se stessi al primo che abbia la capacità di promettergli un’illusione e un lavoro dignitoso, sia come manovale o come dottore o ingegnere. Io credo nel superamento (ma non la morte) dell’ideologia. Io credo nel compromesso e nella cooperazione della gente di buona volontà. Io credo nell’organizzazione di differenti tavole rotonde con la partecipazione del popolo e l'invito di specialisti nei vari settori per lo sviluppo di quel grande Progetto di cui prima. Per esempio una serie di tavole rotonde per la soluzione del perenne problema idrico — con la partecipazione in particolare di giovani — già darebbe l’avvio di quel grande sogno di speranza. Il coinvolgimento di altre comunità a fare altrettanto sarebbe la naturale conseguenza. Raggiungere lo zenit di una fase del genere aiuterebbe finalmente a scrollarsi quel “bisogno” tanto provinciale di essere provincia. Gela diventerebbe provincia di per sè.

Da: Gianni Di Dio – (e-mail: gianiro@jumpy.it)
Oggetto: Commento alla notizia: “Gela provincia risolverebbe molti problemi”

Ogni tanto leggendo e guardando i giornali e i tg del nostro paese mi fermo a riflettere e rimango stupito da come noi gelesi riusciamo ad autoconvincerci di cose assurde. In primo si parla dell’aeroporto Federico II come se fosse già operativo. Addirittura si guarda già al dopo aeroporto. Pensiamo a diventare provincia quando la vicina Caltagirone ha molta più probabilità di farlo poichè sono decenni avanti per senso civico e per strutture. Noi gelesi siamo quelli che pensiamo in grande: Aeroporto, Porto, Piscine all’aperto ed al chiuso, Musei virtuali, Gela provincia......poi basta fare un giro per vedere macchine bruciate, gente che fa la pipì a terra (come nel medioevo), escrementi di cane lasciati a terra e cartoni di pizza buttati a terra a pochi metri dai cassonetti. Io penso che più che pensare a cose irrealizzabili solo per metterci un velo di ipocrisia davanti agli occhi dovremmo pensare all’unica cosa veramente importante e cioè cercare di ricostruire un senso civico che al momento non esiste. Cerchiamo di avere più rispetto per il nostro territorio, cerchiamo di educare i giovani (visto che ormai i genitori sono irrecuperabili) al rispetto del bene comune. Mi rattristo quando vedo fior fiore di professionisti (così vengono e si sentono reputati) che lasciano i propri figli scorazzare per i giardini della villetta a Mac-chitella ad estirpare le piante per poi gettarle dentro quell’ormai fogna della fontana. Non un rimprovero, non uno schiaffo, ma solo qualche sorriso. Quando gli si fa notare con molto garbo di controllare i propri figli ti fulminano con uno sguardo! Povera Gela illusa! Io amo il mio paese, lo amo veramente, per questo penso che non ha alcun significato parlare di opere illusorie senza prima risolvere i problemi più elementari. Mi rivolgo al sigor. sindaco, che tanto ama il suo paese (così fa credere tra un’inaugurazione ed un’altra), di cercare in ogni modo di educare i propri cittadini ad avere più rispetto. L’educazione passa anche per lo schiaffo. Quindi vediamo di punire con multe salate chi non rispetta il paese. Se poi le forze dell’ordine hanno paura a prendere le multe ebbene che si dimettano o che vengano licenziati. Non si può tollerare un vigile urbano che vedendo un giovane buttare una bottiglia di birra a terra si gira e fa finta di non vedere. Ciao a tutti e grazie.

Da: Luca Agostino – (lucaagostino@tiscali.it)
A: redazione@gelaonline.com
Data: Mercoledì, 29 ottobre 2003 0:00
Oggetto: Commento alla notizia:
Inquinamento del suolo, avvisi di garanzia per vertici Eni

Il commento dell'utente
Ebbene si, coloro i quali si sono resi protagonisti di questi atti terribili contro la citta' di Gela, devono ora assumersi le proprie responsabilità, loro malgrado! E’ ora che tutti, la magistratura, gli organi governativi, i cittadini lottino per riavere la dignità, da coloro che cinquanta anni fa, emigrando da Milano a Gela, approdarono in una oasi d’oro trasformandola in una oasi di merda!

Da: Dario Maurelli –(maurelli@tin.itb>
A: redazione@gelaonline.com
Data: Venerdì, 24 ottobre 2003 0:00
Oggetto: Commento alla notizia:
Dopo l'inaugurazione la sala parto non è ancora in funzione
Il commento dell'utente
E' una vergogna! Il solito specchio per le allodole allestito dagli amministratori dell’Ospedale “Vittorio Emanuele”.

Da: Marco Caci –(eliocosta@everyday.com)
A: corrieredigela@ntv.it
Data: Martedì, 28 ottobre 2003 0:00
Oggetto: Commento alla notizia:
Vi dico la mia sulla Carovana Antimafia
Il commento dell'utente
Volevo fare i complimenti per l’articolo, ma non si può lanciare un messaggio ai giovani con queste inutili carovane, si deve essere più diretti con dibattiti nelle scuole e magari, se posso consigliare qualcosa, fare qualche spettacolo dove si balla e si canta per coinvolgere tanti giovani e fargli capire che la mafia è la cosa più sbagliata che esista.

Da: taybor@libero.it
A: redazione@gelaonline.com
Data: Martedì, 28 ottobre 2003 0:00
Oggetto: Commento alla notizia:
Bravo Crocetta
Il commento dell'utente
Sono perfettamente d’accordo con ciò che c’è scritto in questo articolo, ma trovo ci sia una grave incongruenza: la firma reale, e non uno pseudonimo, dell'autore dell'articolo.
Visto che si parla di una coalizione contro il sindaco da parte degli avversari, i mal pensanti potrebbero sostenere (e come dimostrare il contrario?) che questo bel discorso sia scaturito dallo stesso interessato e che per ovvi motivi ha dovuto firmarsi “Melvell”.


Autore : Redazione Corriere
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