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notizia del 10/12/2006 messa in rete alle 15:31:36
La moschea del dialogo
Pensavo avrebbe trovato ampia eco nella stampa cartacea e televisiva l'esito del viaggio di Benedetto XVI in Turchia.
Di norma, Tg.1 dà spazi enormi alle vicende del Vaticano e fa nascere il sospetto che non sia una rete italiana. Sabato scorso, 2 dicembre, neanche un servizio, un'immagine del Sommo Pontefice. Il tg delle 20 quasi per intero dedicato a Berlusconi e a Casini. Normale? Normale. Cioè, per le cose italiane…. Ovvero per la propaganda. Perché in Italia, ormai da tempo, l'informazione politica è assente dai tg. Sempre propaganda elettorale o disinformazione strategica.
Credo che avrebbe meritato un'eco diversa la per me sconvolgente visita del Capo della Chiesa Cattolica in Turchia. Non solo per tutto quello che da mesi viene diffuso in termini di panico. L'umanità è stata in ansia, indipendentemente dalla fede religiosa, per i pericoli di un eventuale attacco terroristico. Sì per la vita del Pontefice. Sì anche per la storia del mondo che nei prossimi anni sarebbe stata fortemente condizionata dalle ripercussioni politiche delle emozioni fortissime provocate da un attentato al Papa. Più forti, sicuramente più forti rispetto a quelle prodotte dalla strage dell'11 settembre delle Due Torri.
E' andato tutto bene. Anzi, oltre ogni più ottimistica previsione. Mi sorge il dubbio che qualche politico ci sia rimasto male. Ancora peggio per il fatto che proprio Benedetto XVI che aveva in estate fatto una grave gaffe a Ratisbona nei confronti dell'Islamismo e di Maometto, nella Moschea Blu di Ankara, insieme al Gran Mufti ha pregato con il volto rivolto verso il luogo cui i musulmani si rivolgono quando pregano.
Sciocchezze! Una semplice preghiera.
Dagli studi e dall'esperienza ho imparato ad attribuire un gran valore ai gesti simbolici. I simboli nella storia della civiltà valgono più della carne e del sangue. (Quanti uomini non hanno sacrificato la loro vita per una bandiera?).
Nel 1535 era venuto personalmente a Palermo l'imperatore del Sacro Romano Impero, Carlo V, per organizzare la guerra ai turchi. Che Dio ce ne guardi e liberi! Anzi anche la Madonna -mamma mia, li turch!- e tutti i santi e le sante. Per cui non solo le torri di avvistamento, ma anche le grandi feste popolari e il devozionismo per proteggere donne, uomini e bambini da questi nemici di Dio e degli uomini. La lotta agli infedeli fu dura e infiammò anche le fantasie con dovizie di racconti e leggende popolari circa la loro terribilità. Sino ad arrivare, con non piccole forzature storiche, a stravolgere date di eventi e a vedere nella Sicilia la culla della civiltà cristiana e cattolica, proprio in funzione antiturca. Ignorando le presenze diverse e lunghissime nell'Isola di bizantini e arabi. Di questi ultimi sino ad epoche abbastanza recenti e non da semplici e separati spettatori. Ché intercettarono la storia della Sicilia in modo profondo negli usi, nei costumi, nella cultura. Al di là e nonostante le intenzioni dei pontefici romani che 'ingaggiarono' i normanni proprio con l'intenzione di fare cacciare da loro gli arabi dal suolo siciliano.
Il gesto simbolico di papa Ratzinger sconvolge il mondo, non meno di quanto abbia sconvolto i Pontefici Innocenzo III, Onorio III e Gregorio IX che avevano ripetutamente esortato l'Imperatore Federico II ad armare una spedizione in Terrasanta per la crociata. Che, invece, si concluse positivamente in modo incruento grazie al matrimonio del sovrano svevo con la figlia del Sultano di Antiochia.
Il gesto di Benedetto XVI mette in gravi difficoltà non solo qualche rozzo leghista padano ma, quel che più conta, quanti sono stati interessati a sostenere non solo sul piano puramente teorico la tesi dello “Scontro tra due civiltà”: Oriente contro Occidente, Islamismo contro Cristianesimo, Terrorismo contro libertà e democrazia. Lo schematismo semplicistico è stato adoperato per dare nobiltà e valori a una guerra che invece avrebbe dovuto essere presentata con il suo vero nome e il suo volto. Guerra terroristica di Bin Laden e di Al Qaeda con tutti gli eccessi dei fanatismi e dei fondamentalismi. Guerra feroce e violenta quella delle forze che occupando territori mediorientali hanno voluto imporre con il controllo diretto i loro interessi di dominio del mondo e di sfruttamento. Probabilmente Bush sarà interessato a ignorare e a non fare conoscere il gesto di uno dei massimi esponenti della cristianità occidentale. Magari ambendo ad essere lui il pontefice dei cristiani di tutte le chiese (globalizzazione delle chiese oltre che dei mercati?), attestandosi a difendere donchisciottescamente ciò che non gli compete. Io non so se la mia interpretazione ha un minimo di fondamento. Tranne che nei prossimi giorni lo stesso pontefice intervenga per ridimensionare il suo gesto e per minimizzarlo. Cosa che credo quasi impossibile e, in cuor mio, non auspicabile. Ché, infatti, un gesto di tal misura, non escludendo e anzi promuovendo il dialogo multietnico aprirebbe nuove prospettive alla pace mondiale e a un diverso equilibrio tra i popoli e a una diversa, proficua collaborazione. Un altro muro crollerebbe, dopo quello di Berlino.
L'esitenza dei muri, fisici e ideologici, torna comoda alla legittimazione della guerra. Sia essa guerreggiata, sia essa fredda. Che è sempre guerra perché comporta tante vittime e tante sofferenze anche da parte di chi non ha colpe, di chi è lontanissimo dal fronte. La collaborazione rende tutto più trasparente. E della trasparenza hanno paura i poteri forti che amano la nebbia, l'opacità, l'ombra sinistra del muro.
Il crollo del muro di Berlino ha accelerato la crescita del ruolo dell'Europa. Soprattutto in questi ultimi anni con l'allargamento a 25. Fra qualche giorno entreranno nell'Unione Romania e Bulgaria. Benedetto XVI col suo viaggio e col suo gesto ha riaperto le speranze quasi del tutto sopite dei turchi circa il loro ingresso in Europa.
Qualche dubbio è legittimo. La Turchia è paese politicamente molto vicino agli Usa. L'Europa nutrirà la serpe nel suo petto? Non è improbabile. Però, il pericolo è da correre in nome della prospettiva molto seria del dialogo tra le culture, tra i popoli e della loro collaborazione per la pace e per lo sviluppo. Ché è il ruolo politico e culturale che l'Europa si vuole ritagliare nel mondo. Sarò molto ingenuo. E tuttavia, mi sembra una via sino ad ora mai sperimentata quella che stati e regioni dell'intera Europa stanno percorrendo da qualche decennio. Stati e regioni che sono stati protagonisti di guerre terribili e anche di genocidi nel corso del '900 in particolare. Che si sono combattuti per 'colonizzare' gli uni, per liberarsi dalla colonizzazione gli altri, oggi chiedono di entrare in Europa per cooperare in sinergia per lo sviluppo. Non credo che il gesto del Pontefice sia stato dettato da esigenze mediatiche. Neppure da desiderio di riparazione rispetto a un precedente errore. Imprevedibile e imprevisto, deve essere colto dagli uomini liberi, credenti e non, come il messaggio di chi tanta responsabilità ha nella storia del mondoe intende con quel gesto rimettere la storia delle religioni su ben più meditate conoscenze e anche, attraverso quelle conoscenze, riprendere un cammino che per i credenti è di 'salvezza' e per i non credenti è un cammino di pace. Non è poca cosa!.....
Autore : Luciano Vullo
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