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Corriere di Gela | Una “via Almirante”? Alt, la storia!
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notizia del 20/02/2005 messa in rete alle 14:56:11
Una “via Almirante”? Alt, la storia!

Alt, la storia! Il 27 gennaio,‘Giornata della Memoria”. Si ricordano le vittime dei campi di concentramento. Il 10 febbraio, “Giornata del ricordo”. Si ricordano le vittime delle foibe.
Bene per i giovani le cui coscienze devono formarsi sapendo cosa gli uomini hanno saputo fare contro altri uomini. Per farli crescere desiderosi di pace e di civiltà che si costruiscono col dialogo, nella libera convivenza civile, nella democrazia. Aborrita ogni forma di violenza. Certamente non nella confusione. Come quella che rischia di provocare la Commissione Consiliare Permanente per la Toponomastica del Comune di Gela.
Spero che torni sui suoi passi. L’abbaglio è enorme, infatti.
L’intitolazione della strada a Almirante Giorgio è un’onorificenza provocatoria. Altro che riconoscimento di meriti ad un grande della politica. Sicuramente in buona fede, quanti hanno proposto questa intitolazione ignorano la biografia del Segretario del Movimento Sociale. Che esordì in politica nella Repubblica Sociale di Salò, nel 1943 dopo avere iniziato la carriera di giornalista. La quale fu alleata dei nazisti di Hitler. Qualcuno, in vena di revisionismo storiografico, potrebbe soprassedere sul fatto che i “repubblichini” e gli alleati “nazisti” fecero stragi di partigiani, di uomini, di anziani, di bambini. Ai loro occhi passerei come un povero sentimentale nostalgico! Non sanno, però, costoro che repubblichini e nazisti tennero il suolo della nostra patria violentemente sotto il dominio straniero.
Fra qualche mese ci accingeremo a celebrare il “60° anniversario della Liberazione dell’Italia”. Della nostra patria, cioè. Quella per la quale morirono e soffrirono non solo i partigiani. Ma anche tanti soldati, anche giovanissimi innocenti arruolati nell’esercito e poi vittime dello sbandamento all’indomani dell’8 settembre.
Memoria e ricordo. Non cancellazione. Ma neanche adulterazione della storia. Ché altrimenti facciamo una tale confusione al punto che nel grigiore dell’ignoranza potremmo avallare qualsiasi forma di violenza e di occupazione nemica del territorio. Non saremmo più legittimati a impegnarci per la pace che non è tale senza la libertà.
P.S. Mi è venuto un dubbio. Ho controllato e ho avuto la conferma che a Gela non abbiamo né una via, né una piazza, nemmeno un cortile che ricordi Camillo Benso Conte di Cavour. Per chi non lo sapesse, fu uno dei massimi artefici dell’Unità.

Luciano Vulo

I Giovani An: “E’ un giusto percorso per dialogo e pacificazione nazionale”
In relazione alle polemiche sollevate dalla scelte di intitolare una strada cittadina alla memoria dell’on. Giorgio Almirante il presidente di Azione Giovani Alessandro Catania ha espresso alcune considerazioni.
"Accogliamo con entusiasmo la scelta della commissione toponomastica di intitolare una strada di nuova costruzione (che collegherà Corso Salvatore Aldisio e via Romagnoli) alla memoria di Giorgio Almirante. Più volte Azione Giovani aveva lanciato la proposta agli organi competenti tramite la stampa e sul proprio foglio di informazione “L’Innocente”, nonché restiamo indignati per le vergognose dichiarazioni espresse dal segretario del Pdci.
La volontà espressa dalla commissione toponomastica di questa amministrazione comunale di intitolare una strada cittadina alla memoria di Giorgio Almirante rappresenta il giusto percorso per inaugurare una nuova stagione di dialogo e di pacificazione na-zionale. Rendere omaggio a un uomo che ha difeso la nazione, creduto nella possibilità di dare un futuro all’Italia dopo gli errori della seconda guerra mondiale, e speso la propria vita per dare voce e rappresentanza ad idee e valori presenti nella comunità significa, infatti, superare definitivamente l’odio ideologico e gli steccati di parte. Steccati che, per un cinquantennio, hanno imbrigliato e tenuto prigioniera la democrazia del nostro paese. Rendere onore, a Giorgio Almirante, seguendo l’esempio di altre città d’Italia, ha il significato di permettere di superare definitivamente la ferita degli “esuli in patria”, in altre parole di quell’Italia esclusa e non rappresentata che per anni si è voluta, immotivatamente, escludere dalla vita pubblica e privata della nascente repubblica. Significa consegnare alla storia gli anni degli estremismi, delle violenze, delle divisioni e dell’odio ideologico. Almirante in questo senso è il simbolo di quegli italiani che si impegnarono, nel dopoguerra, a dare voce a milioni di connazionali che non si sentivano rappresentati, di quegli italiani che cercarono di rafforzare la democrazia e il pluralismo impegnandosi nelle istituzioni, di quegli italiani che offrirono il proprio contributo per dare spazio e dignità a visioni diverse e per recuperare il senso di un’unità nazionale che sembrava essere messo in discussione. “Noi siamo e saremo sempre al fianco delle forze armate e delle forze dell’ordine, che in ogni caso adempiono ad una funzione nazionale”: é con queste parole che Giorgio Almirante apriva uno dei primi comizi dell’Msi a Napoli e con queste parole, pronunciate in un momento di forte accanimento della sinistra contro il Msi, che intendeva sottolineare la volontà di un intero modo di volere essere partecipe di un processo di maturazione democratica del paese.
Intitolare una via a Giorgio Almirante ha proprio questo significato: dimostrare che pluralismo, e senso dello Stato sono princìpi talmente consolidati da permettere di affermare con tranquillità che la nostra comunità ha completato il processo di maturazione democratica, dimostra in questo senso coraggio e lungimiranza l’azione intrapresa, così come dimostra immaturità storica e politica l’atteggiamento del segretario dei comunisti italiani Ignazio Di Dio che si oppone a tale scelta limitando le proprie argomentazioni ad un inutile, sterile e superato dibattito fra fascismo e antifascismo".
Alessandro Catania Presidente Azione Giovani - Gela


Autore : Redazione Corriere
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