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notizia del 18/01/2003 messa in rete alle 00:18:36
A proposito di Pirandello: i ds rispondono al prof. Sciandrello
Leggendo il fumoso pamphlet di Nunzio Sciandrello sulla prima pagina del Corriere di Gela dell’11/01/2003, ci è subito venuto in mente che la sgangherata Giunta Scaglione, novella Dulcinea del Toboso, ha trovato un novello don Chisciotte che, a costo di litigare con qualcuno (ricordate il suo strampalato modello culturale contro i mulini a vento?) va ad impelagarsi in una sterile polemica contro la segreteria dei Ds, la quale si è attribuita la paternità di quegli slogans urticanti di cui parla.
Da “cavaliere inesistente”, il nostro si erge a salvatore di illibate figure che, con purezza angelica, ci sembrerebbe di capire, continuano a (mal) governare la città.
Ma, come tutte le menti obnubilate e piene di perfetto niente (ci scusi l’ossimoro), costui non sa che quel manifesto è stato una denuncia, non di ciò che si doveva fare, una volta che gli Unti fossero calati in città, ma ciò che era stato espressamente promesso, e virtualmente sottoscritto, in un “patto con i cittadini”, di berlusconiana memoria, dall’attuale (?) sindaco di Gela nei primi mesi del suo mandato.
Certamente noi non siamo colti come Lei, ma nel leggere le sue gratuite frecciate, volevamo soprassedere parafrasando il già inflazionato Dante, padre della Patria, con un non ti curar di lui ma denuncia e passa…, ma poi ricordandoci del suo amato Pirandello che, come Lei sa, è stato anche uno studioso della psiche, ci è venuto in mente che l’Agrigentino ha attinto da uno studioso francese tal Binet il quale, nella sua pubblicazione Les Altération de la personalité si divertiva a studiare e a cercare di capire come, certi casi di voluto sdoppiamento di personalità (noi diremmo di interpretazione!) sono da attenzionare perchè nascondono i veri problemi, che, noi pensiamo, possono sfociare in isterismi ingiustificati.
Ci ascolti, invece di imbarcarsi in “afasiche illazioni” (ci perdoni se abbiamo copiato anche dal suo ricco vocabolario), legga e si documenti bene, perchè la nostra intenzione, in quel manifesto, era solo di ricordare a metà della cittadinanza (quella che, come Lei, ha votato per il Centro-destra) che questa Amministrazione, litigiosa ed inconcludente, non ha mantenuto nessuna promessa fatta ai suoi elettori.
Ciò che ci preoccupa è che un personaggio di così alta caratura culturale possa fare un così clamoroso errore d’interpretazione. Questo fatto ci fa – siamo un pò maliziosi, lo ammettiamo – pensare sulla sua presunta verità.
Comunque, accetti uno spassionato consiglio: ritorni a fare le sue lunghe passeggiate e ci risparmi interventi così poco onorevoli della sua militanza dietro le cattedre, perchè questa città non ha bisogno di un Cavalcante di terza mano e nemmeno di una specie di “visconte dimezzato” che, mentre per una parte diletta (e, in alcuni casi, annoia) i suoi ascoltatori, per l’altra parte lancia strali a destra e a manca (in questo caso solo a manca).
Lasci perdere e faccia fare la politica solo a gente ignorante come noi e si ricordi che i giudizi, per non essere pregiudizi, debbono nascere dall’esame interno e non debbono sostituirsi ad esso. Ci chiediamo: Lei, in tutta coscienza (e qui ritornerebbe Pirandello), l’ha fatto?
(Segreteria Ds - Gela)
Autore : Redazione Corriere
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