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notizia del 04/12/2010 messa in rete alle 14:19:06
É Natale, è festa
E' dicembre, è natale. Puntuali, sono già iniziati i primi sberleffi alla festa. In risposta, non tarderanno coloro che ispirati dal clima natalizio suggeriranno a se stessi ed agli altri di essere amorevolmente e “candidamente” più buoni. Insomma, da entrambe le parti si aspetta questo momento, pronti a rinnovarsi accuse, vicendevolmente: il rimprovero reciproco è del tipo “certe cose si dovrebbero pensare e dire lungo tutto l’anno e non solo a natale”, e via discorrendo.
Classico pomo della discordia sono i regali. Se e quanto farne. Se e quanto spendere. Intanto, non pochi giocano d'anticipo, iniziando a recarsi presso i centri commerciali che a breve saranno letteralmente presi d'assalto. Qualche anno fa, mi pare nel 2006, la Rinascente e l’Ikea presero la “storica” decisione di non vendere alberi di natale, né presepi: giusto per non offendere nessuno. Salvo poi “pentirsene”, alla grande. Non mancarono, ovviamente, coloro che esultarono in nome della laicità. Gli stessi continuano ancor oggi a rivendicare quella decisione.
Ma laicità significa non offendere le religioni e togliere dal “dettaglio” oggetti di culto è un’offesa alla libertà di religione che si esprime proprio nel culto: sebbene, nel nostro caso era sostanzialmente il cattolicesimo a farne le “spese”. In buona sostanza, cioè, l’equiparazione tra religione cattolica e le altre, viene concepita non alzando il livello di rispetto verso le libertà religiose, bensì azzerandolo. Come dire: non abbiamo oggetti di culto musulmani? Allora non ce ne devono essere neanche cattolici, così se un musulmano entra in un luogo commerciale non si offenderà. Tutti sullo stesso piano, allora: azzerati! Tutti uguali: cattolici, musulmani, atei. Ma l’ateismo è anche una religione? Sulla base di un tale ragionamento, sembrerebbe proprio di si.
E mentre torna a montare la polemica tra “alberi veri” ed “alberi finti”, a Gela – dove la GDO continua “stranamente” a latitare – nel frattempo e su invito della confcommercio locale, i negozianti hanno accettato la “sfida” contro la recessione alzando le saracinesche, continuativamente, fino a dopo l'Epifania. Si parte già da questa domenica. Basta farsi un giro e si può notare come le principali arterie, via Francesco Crispi e corso Salvatore Aldisio soprattutto, con le relative vetrine, sia già state addobbate dal Comune e dagli esercenti.
Proprio in corso Aldisio i commercianti non hanno ritrovato all'indomani le stelle di natale che avevano piazzato all'ingresso dei loro esercizi per decorare la via. Chi mai sarà stato a perpetrare tale misfatto? Facile, i soliti ignoti: quelli che hanno sempre ragione. In Municipio fanno sapere che soldi non ce ne sono. Se non ci pensa la Regione a metterci la grana, difficilmente ci saranno eventi e spettacoli come gli anni passati. Ma, cosa importa. E' natale ed è festa, sempre e comunque. Viva il Natale, a Gela ed ovunque.
Autore : Clark Kent
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