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notizia del 17/05/2003 messa in rete alle 13:27:45
Il tubo dalla Libia a Gela porterà occupazione
David Melfa, utente del nostro sito web ha inviato un commento per questa notizia: ‘Il sindaco chiede un'inchiesta sugli appalti dell'Eni’
Leggendo l' articolo da voi scritto,mi domando fino a che punto l'informazione sia la vera rappresentazione della realtà'. Mi riferisco alle associazioni di idee che fate circa la realizzazione del metanodotto (e non oleodotto come scrivete)e i posti di lavoro che ne verrebbero penalizzati. Penso che sia l' esatto contrario, difatti il passaggio del tubo dalla Libia a Gela porterà' occupazione.
La sottomissione all' Eni nella politica-economica di questo territorio è evidente ormai anche agli occhi di un bambino che ne subisce i disastri ambientali.e le imprese locali non hanno fin qui potuto esprimere una vera professionalità imprenditoriale che possa competere con le imprese di fuori.
Non possiamo dire se la colpa sia di qualcuno che vuole tenerci sottomessi oppure ns. poiché' non riusciamo a renderci indipendenti.
a mio giudizio il metanodotto rappresenta una nuova occasione di sviluppo per Gela, come 50 anni fa' ai tempi di Mattei.ma ora dovremmo poter imparare dal grande sbaglio che abbiamo commesso, se non altro per divenire autori del ns. destino.
il vittimismo che lamentiamo in questi giorni a proposito del mancato coinvolgimento di una ditta che opera a gela da tanti anni pur avendo una proprietà non gelese, cozza con i ragionamenti di tutela dell' economia locale.
vi è contraddizione, a mio avviso, tra il fine di assicurarsi che il passaggio del metanodotto porti lavoro e l' azione di tutela del posto di lavoro di pochi disgraziati che vengono strumentalizzati da alcuni politici e poche imprese locali che troppo bene sono state abituate dalle logiche industriali che a gela hanno regnato con grandi scandali, e forse ancora non vogliono mollare l'osso.
io da giovane imprenditore in questa citta' massacrata dall' inquinamento anche sociale e civico, suggerirei al sindaco Crocetta di prendere una posizione rivoluzionaria rispetto al passato, cosi' come lui dice di voler fare con questo rinascimento che potrebbe stare a cuore ad ogni cittadino e a tutti gli operatori economici che penso di poter dire non stanno attraversando un periodo felice.
noi sappiamo che il lavoro che puo' derivare da questo passaggio del gas naturale metano, non è solo legato alla costruzione dell' opera, bensi' a cio' che puo' avvenire dopo il passaggio del tubo.
infatti forse non tutti hanno saputo che l' ingresso in Europa sta' cambiando i mercati tutti, e in particolare il ns. del gas metano.
se fino a gennaio 2003 l' intera rete era di proprieta' della snam ( societa' del gruppo ENI)e solo lei poteva veicolare il gas su una rete che si estende dall' Algeria alla normandia attraversando tutta l' europa;oggi quella rete è quotata in borsa con il nome snam rete gas , e per legge puo' consentire il passaggio a decine di operatori privati .
per capirci succedera' quello che è successo con la vecchia SIP e le linee telefoniche che hanno visto nascere decine e decine di societa' telefoniche che sfruttano i "tubi" della luce, come noi potremmo usare quelli del metano.
il metano è stato comprato sempre dall' ENI da i paesi arabi e poi dalla russia , mentre oggi anche un gruppo privato siciliano potrebbe farlo. e si sa che se compri dal produttore risparmi piuttosto che dare lavoro, che potremmo sviluppare in loco, a quegli intermediari che fanno attivita' di schipping(comprare e vendere metano). .
pensate a quanti posti di lavoro si potrebbero sviluppare nella ns. citta', a tempo indeterminato , e con margini di guadagno e sviluppo enormi. infatti la ns. posizione geografica ci regala un vantaggio rispetto a tutta l' europa, poiché' il metano deve passare da qui. ma non era giusto fare come aveva cercato il ns. governo regionale che voleva porre una tassa sul tubo, dove per fortuna la comunita' europea e l' autorita' hanno riggettato questo atteggiamento ricattatorio.
invece io direi al ns. sindaco di organizzare subito una societa' municipalizzata che veda il comune di gela protagonista di un progetto finanziabile dalla comunita' europea, e penso che in questo caso si avrebbe un plauso.
in poche parole si tratterebbe di diventare commercianti di metano, comprandolo dagli arabi, che il ns. sindaco conosce bene, e poi di rivenderlo in sicilia in italia in tutta europa.
inoltre , considerato che i costi energetici sono fondamentali in qualsiasi economia, dalla domestica che paga la bolletta per i riscaldamenti e per la cucina, all' uso industriale per alimentare le fabbriche, l'autotrazione, gli impianti termoelettrici e la produzione di energia elettrica.
insomma il metano è un' energia come il petrolio e tutti i bisogni possiamo soddisfare.ma c' e' un importante differenza non inquina come gli altri.
percio' direi di non pensare al metanodotto come una sconfitta per quell' impresa che forse cerca di elemosinare qualche lavoro per demonizzare una scongiurabile crisi aziendale, ma guarderei alle possibilita' vantaggiose che tutta l' imprenditoria gelese potrebbe ricevere.
un saluto cordiale
(david melfa)
Autore : Redazione Corriere
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