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Corriere di Gela | Fabio e il suono dell’ambulanza
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notizia del 23/09/2008 messa in rete alle 12:51:20
Fabio e il suono dell’ambulanza

Quel giorno a scuola si era ripreso a parlare delle guerre federiciane in Italia, dei preparativi e delle raccomandazioni che a viva voce ogni generale comandante era solito dare ai suoi soldati prima dell’inizio della battaglia.
Fabio, alunno di quarta classe, intervenendo con la sua solita dovuta compostezza scolastica mi chiese: “Maestro, io ho capito quasi tutto della lezione. C’è però qualcosa che non mi riesce chiara. Come poteva il generale far giungere la sua voce ed il suo discorso all’orecchio del soldato posto, in assetto, militare, ultimo a centinai di commilitoni, lì in campo aperto? Quando oggi, pur nel chiuso di una chiesa, piccola o grande, il prete non riesce senza l’uso del microfono a fare arrivare a tutta l’assemblea le parole delle sue omelie che seguono la lettura del Vangelo? E a proposito di omelie e di Vangelo, come, signor maestro, riuscivano a comprendere i discorsi e le parabole del signor folle di popolo poste sulla spianate della Palestina?”
Una bella domanda, si direbbe oggi, questa che Fabio mi ebbe a porgere tanto tempo fa. Una domanda da un milione di euro, davvero! Pur tuttavia, il maestro deve rispondere all’interperlanza” dell’alunno Altrimenti, che maestro è? Anche perché, la scuola che Fabio frequentava in quel tempo avevano il maestro unico. Intanto, mentre io preparavo all’istante la mia improvvisata risposta, mi venne in soccorso il suono stridente di una ambulanza che in quel momento transitava nelle vicinanze della mia scuola. Quel suono squillante, imperioso, quasi lancinante che hanno tutte le ambulanze in servizio, mi suggerì la facile risposta che fu breve e comprensiva sia per Fabio che per tutti i suoi compagni di scuola.
– Caro Fabio, ecco qua, hai sentito il suono assordante della sirena dell’autobulanza? Ebbene, questo fortissimo rumore e tutti i rumori di ogni tipo e grado che ogni giorno martellano i timpani delle nostre orecchie fanno diminuire la funzionalità dell’organo uditivo. Così è stato per i nostri padri, i nonni e fino a quando ogni rumore imperioso ebbe a coinvolgere l’uomo. E Fabio: – “Maestro, se è così, perché non comincia l’ambulanza, che è mezzo di aiuto per la salute nostra, a diminuire l’entità del suo suono o quanto meno a modificare il “trillio” rendendolo più accettabile, considerando che durante i suoi interventi notturni non sarebbe proprio necessario mandare avanti a tutto suono “le sue trombe”?
Il maestro dopo questo intervento, che ritenne estremamente opportuno raggiunse nel banco l’alunno e nell’abbracciarlo guardò uno per uno i suoi allievi e li vidi attenti e soddisfatti di quella “chiacchierata didattica di quel giorno”.


Autore : Nicolò Passaniti

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