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notizia del 18/05/2010 messa in rete alle 12:17:35
Lettera aperta ai candidati a sindaco
Verrà il momento in cui il candidato a sindaco dovrà presentare alla città il suo programma che dovrà essere credibile sia per la sua attuazione, sia per i nomi degli assessori che vi parteciperanno.
In una città come la nostra, dove la dimensione umana della civiltà ha perso i suoi connotati, l’impegno del futuro sindaco diventa un atto di grande responsabilità; quanti problemi e di quale mole bisognerà risolvere per dare ai cittadini un minimo di normale vivibilità.
Il comitato cittadino, recentemente costituitosi, composto da Archeoclub, Comitato di Quartiere del Centro Storico, Associazione H Diversamente Abili e Associazione Diversa-mente Abili Gela Sport, vuole suggerire al futuro sindaco e quindi alla città alcuni punti di vista su determinati aspetti che recentemente hanno caratterizzato diversi lavori di riqualificazione urbana di Gela.
Intanto, come prima cosa, è necessario che venga sconfessata l’idea di diversi dirigenti tecnici del Comune di “occupare” le superfici libere delle piazze (come è accaduto, ad esempio, a quelle di S. Antonio, S, Giacomo, S. Agostino, Vico Santa Lucia, ecc.) e di aumentare senza nessuna necessità i marciapiedi a danno delle carreggiate in maniera tale da creare problemi di transito degli autoveicoli. E Via Recanati, il Corso vicino il Museo Archeologico, Piazza S. gostino e una parte del Corso del centro storico murato, da Piazza Calvario a Via Marconi, ne rappresentano, purtroppo, una dimostrazione.
Un altro serio problema riguarda l’esecuzione del progetto “Una via tre piazze”, il quale, nonostante la brutta esperienza dei lavori di Vico Santa Lucia, è stato ulteriormente imposto alla città con risultati per niente accettabili che sono sotto gli occhi di tutti. Marciapiedi con basolette annegate in un conglomerato di cemento e pietrisco fine che col calpestio e con l’azione della pioggia inevitabilmente si sfalderà con il risultato, già visibile, della presenza continua di una patina di pietruzze che oltre ad essere pericolose per la gente che ci cammina, in particolare gli anziani, comporterà una crescente sporgenza delle stesse basolette con tutto quello che ne deriva alla normale deambulazione: non si contano già le cadute a danno di molte persone, donne e anziani in particolare (“…Marciapiede, passante che inciampa, responsabilità del Comune - Cassazione civile, sez. III, sentenza 06.06.2008 n. 15042”). Per non parlare dei blocchi di pietra a spigoli vivi sulla piazza S. Agostino e lungo i marciapiedi del Corso che rappresentano un altro fattore di pericolosità. In merito poi alla forte asperità della nuova carreggiata del Corso, ridotta peraltro insensatamente a 5,5 m., è parere unanime che bisogna provvedere urgentemente ad una sua levigazione per le difficolta che determina nella deambulazione soprattutto alle donne con tacchi, ai diversamente abili e alla gente anziana: la processione del Venerdì Santo ultimo con tutte le lamentele dei partecipanti, Vescovo compreso, ne è stata una lampante dimostrazione.
La eliminazione del piccolo salto di quota del marciapiede a sud del Corso, inoltre, come già sta accadendo, porterà molti automobilisti a posteggiarvici sopra, addirittura a ridosso delle entrate dei negozi, determinando così difficoltà alla percorrenza dei pedoni in particolare alle carrozzelle dei diversamente abili e ai passeggini con i bambini.
In merito poi all’assicurazione data dal progettista Collovà ai diversamente abili sul cambio delle basolette che con prova dei fatti col bagnato diventano scivolose, nulla è stato fatto e ciò lo si dimostra andando ad effettuare una prova che darà risultati identici alla prima. E quando si farà la prova si vedrà pure la scivolosità dei dentelli dei marciapiedi. Nulla è stato fatto anche per il pericoloso salto di quota determinatosi nelle immediate vicinanze dell’ingresso alla Chiesa di S. Agostino.
In base quindi ai risultati scadenti e negativi di tale progetto e alle numerose e vibrate proteste pervenuteci non solo dai residenti e dai commercianti della stessa piazza ma anche da diversi strati della città tutta, il comitato propone che il progettista cambi il suo progetto e che l’adegui sia all’identità storica urbana di Gela, sia alla normale fruizione dei cittadini, diversamente abili compresi, e di procedere ad una serie di correzioni sia sulla piazza che sul Corso laddove sia possibile intervenire. Diversamente ne tragga le conseguenze.
Se poi il futuro sindaco vuole far proprio il concetto della partecipazione democratica dei cittadini su determinati aspetti gestionali della città, allora gli proponiamo di costituire una commissione variegata di cittadini da consultare ogni qualvolta si proceda alla riqualificazione urbana della città.
Si coglie l’occasione per un bel “in bocca al lupo” a tutti i candidati.
Nuccio Mulè
(a nome del Comitato cittadino composto da: Archeoclub d’Italia, sede di Gela; Comitato di Quartiere del Centro Storico; Associazione H Diversamente Abili; Associazione Diversamente Abili Gela Sport)
Autore : Redazione Corriere
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