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notizia del 18/05/2010 messa in rete alle 12:16:19
Un appello ai parlamentari per la diga foranea
Nel contesto economico e sociale della nostra Provincia, ed in particolare nel comprensorio gelese, la Raffineria di Gela svolge un ruolo di primaria importanza, in un territorio fortemente provato dalla disoccupazione. Il mancato ripristino della diga foranea, danneggiata dalla mareggiata del dicembre 2004, potrebbe da un momento all’altro bloccare le attività di approvvigionamento delle materie prime e la vendita dei prodotti finiti del Petrolchimico gelese con gravi ricadute sulla già fragile economia del territorio.
Infatti, se dovesse cedere il pontile, si fermerebbe l’attività della Raffineria e del dissalatore, con le conseguenti ripercussioni non solo economiche sul comprensorio ma anche per la fornitura di acqua in tutti i Comuni interessati.
L’Eni, a riguardo, da tempo ha già dato la propria disponibilità a farsi carico delle spese necessarie (quantizzate in circa 30 milioni di euro) per la esecuzione delle opere per il completo ripristino della diga foranea, che oltre a garantire la funzionalità di detta struttura necessaria per l’attività della Raffineria consentirebbe anche di proteggere i già deliberati investimenti della stessa Eni (pari a 500 milioni di euro) finalizzati sia al miglioramento ambientale che al consolidamento delle attività della Raffineria, nonostante il permanere di congiunture economiche mondiali sfavorevoli nel mercato energetico petrolifero. La messa in cantiere delle opere per il ripristino della diga foranea, allo stato, non possono avere inizio in quanto la Regione Sicilia non ha ancora definito con l’Eni il pertinente iter burocratico con la relativa fornitura delle autorizzazioni in materia. E’ inaccettabile che l’economia di Gela e del suo comprensorio deve rimanere appesa al filo del rasoio per questi motivi, per cui occorre che la classe dirigente provinciale metta ai primi punti della propria agenda politica detta questione.
Per quanto sopra si fa un forte appello ai parlamentari della nostra Provincia affinché in sinergia, pur nel rispetto del ruolo di ognuno, mettano in campo le iniziative più tempestive ed efficaci possibili (come la convocazione di una “Conferenza di Servizi” con i soggetti interessati) nei confronti della Regione Sicilia per trovare al più presto una soluzione a detta grave questione, dando serenità e certezza non solo ai lavoratori ed alle famiglie che operano nel diretto e nell’indotto della Raffineria di Gela, ma anche all’economia di tutto il comprensorio.
Francesco Di Dio
(Componente Comitato Direttivo Consorzio Asi di Gela)
Autore : Redazione Corriere
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