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notizia del 11/02/2008 messa in rete alle 11:49:55
Un regno per una... latrina
Voler ricordare a qualcuno “che conta” che nel “Palazzo di Città” di Gela non esiste alcuna “latrina pubblica”, ovvero una “toilette per quanti, uomini e donne, ne potessero fruire durante le periodiche, necessarie loro frequentazioni, con lunghe ore di anticamera prima di essere ricevute dall’addetto ai lavori d’ufficio, è, per molti di noi, cittadini che le tasse le paghiamo, volenti o nolenti, come scoprire “l’acqua calda”. La stessa manchevolezza la si riscontra in altrettanti uffici pubblici e anche privati, che ogni giorno vengono frequentati da migliaia di utenti, molti dei quali anziani con seri problemi di incontinenza fisiologica. In questi locali del servizio sociale pubblico non esiste il gabinetto di servizio, e se per estrema necessità si chiede l’uso di quello interno all'ufficio, quasi sempre si ci deve rassegnare nel ricevere un sonante netto rifiuto da parte dell’impiegato. Le banche, gli uffici postali, le tante sedi dell’Amministrazione Comunale, qua e là dislocate per la città, sono anch’esse prive dei servizi igienici di uso pubblico. Così, nei giorni di pagamento dell’Ici, con la ristretta sala della locale Esattoria Comunale, straboccante di contribuenti, è stato visto un anziano signore uscire fuori con passo strano e accelerato a cercare un angolo di fabbricato seminascosto, ove riuscire a svuotare d’urina la sua povera vescica, sicuramente e fortemente costui mortificato nella sua dignità di uomo e di cittadino. Né lo stesso avrebbe avuto maggiore fortuna semmai avesse tentato di chiedere al titolare del bar più vicino l’uso del suo servizio igienico. Tutti noi conosciamo la solita e concertata risposta: “mi dispiace, la ritirata” è guasta” . La stessa città, che con coraggiosa enfasi qualcuno definisce la più bella del mondo, non ha una sola “latrina”. Per tale ragioni, non è raro vedere correre per le dissestate strade con passo strano ma indicativo, questo o quel passante in cerca di un fortunoso luogo appartato, ove poter dare sfogo al suo bisogno fisiologico. Ovviamente, non è più tempo di pensare ai maleodorante e sconci “vespasiani”, che assai spesso si scorgevano dietro gli angoli non sempre nascosti di ogni quartiere? Però è giusto e assai urgente che le Autorità preposte diano concretezza a tanta manchevolezza. Né possiamo auspicare che il nostro buon Dio, a breve scadenza, dia mano a una nuova “Creazione”, diversa da questa che noi oggi fisiologicamente viviamo.
Autore : Nicolò Passaniti
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