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notizia del 01/06/2004 messa in rete alle 11:48:03
Gela provincia? Se c’é l’impegno é possibile!
Dopo il decreto regionale del 2003, che dava la possibilità ai soli comuni presenti nelle province metropolitane (Palermo, Catania, Messina) ma non confinanti con le stesse, di diventare capoluogo di provincia, dichiarato anticostituzionale dalla corte costituzionale siciliana (anche io avevo obiettato l’incostituzionalità di tale decreto, Corriere di Gela del 7 febbraio 2004 ) la regione emana un altro decreto.
Questo decreto, stavolta quasi democratico, esteso a tutti i comuni, ha come regola il raggiungimento dei 180.000 abitanti con il comprensorio, e grazie a l’on. Morinello e ad un cavillo fatto inserire dall’on. Speziale, il lavoro svolto in precedenza (1995) con la procedura per la “Provincia del Golfo” non andrà perduta, se tutti i comuni (Gela, Licata, Niscemi, Piazza Armerina, Mazzarino, Riesi, Butera) riconfermeranno la loro adesione, la nuova provincia raggiungerebbe 186.000 abitanti. Resta quel “quasi democratico” che consente ad alcuni comuni con specificità storiche e sociali, di raggiungere l’obiettivo con soli 130.00 abitanti, naturalmente non rivolto a Gela ma a Caltagirone. Ciononostante, ha più possibilità di riuscita Gela che non Caltagirone.
Gela, che già alla fine dell’Ottocento rivendicava tale titolo, che i nostri nonni chiesero a gran voce a Mussolini, che l’on. Aldisio non riuscì a farlo ottenere grazie alla contrapposizione dei calatini Scelba e Sturzo (ripiegò facendo inserire nella Costituzione Siciliana l’art. 15: Le circoscrizioni provinciali e gli organi ed enti pubblici che ne derivano sono soppressi nell’ambito della Regione Siciliana, articolo mai rispettato.), che l’avv. Clementino provò durante la sua sindacatura, e che il sen. Crocetta promise durante una campagna elettorale per le elezioni del Senato della Repubblica.
Gela attende da decenni questo titolo, e dopo la l’istituzione di altre tre nuove province in Italia (Monza, Fermo, Andria- Barletta), la nostra città rimane un caso “unico” in Italia per i seguenti motivi:
1) Gela è il più grande comune d’Italia per abitanti non capoluogo di provincia (escluso i comuni confinanti con le aree metropolitane di Milano e Napoli).
2) Gela è l’unico caso in Italia dove il comune supera di ben 12.000 abitanti il proprio capoluogo di provincia.
3) Gela ha contribuito con una forte percentuale negli ultimi 40 anni al Pil (prodotto interno lordo) italiano, grazie all’estrazione petrolifera.
4) Gela ha più abitanti di ben 45 capoluoghi di provincia, collocandosi al 69° posto per numero di abitanti in Italia.
5) Gela grazie alla sua po-sizione strategica, se elevata a capoluogo di provincia, ha possibilità di sviluppo uniche in Sicilia.
E’ quest’ultimo punto il più importante di tutti, perché permetterebbe alle nuove generazioni di non emigrare altrove per lavoro.
Tutti sappiamo che il nostro capoluogo (Caltanissetta) ha sempre ostacolato lo sviluppo di Gela in tutti i modi, persino lottando per creare infrastrutture oltre provincia pur di non farle a Gela (vedi aeroporto, capitaneria di porto, che pare finalmente verrà inaugurata tra qualche mese, oppure facendo ostruzionismo per la creazione del tribunale, e tanto altro ancora).
Gela ha una possibilità sola di crescere, diventare provincia, oppure perire lentamente, perdendo importanza e so-prattutto abitanti.
A breve vi sono le elezioni europee, e i candidati sfoggiano i loro programmi, ma non si parla di provincia.Se i politici gelesi non lottano per il più grande obiettivo che Gela dovrebbe raggiungere, a che serve votare? Forse nelle schede dovremmo scrivere “Vogliamo Gela Provincia”, affinché si sveglino, e comincino a lottare per la loro città.
Inoltre, anche i cittadini hanno un ruolo fondamentale; noi gelesi siamo 72.444 abitanti (Istat, censimento delle popolazioni 2001) e siamo riusciti a portare in piazza oltre 10.000 persone, per fermare la chiusura del petrolchimico, quasi imponendo al presidente del consiglio e al parlamento, di creare un decreto per il petrolchimico di Gela in ventiquattro ore. Allora sfruttiamo questa forza per manifestare il bisogno di sganciarci da questa provincia usurpatrice, e far elevare Gela alla posizione che le spetta: capoluogo di provincia.
Autore : Filippo Franzone - Presidente Progetto Provincia
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