notizia del 31/10/2008 messa in rete alle 23:47:40

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Ciclone Gela
Il Gela ha ormai conquistato tutti. Pardon, quasi tutti. Perchè la politica, ancora, non si rende conto delle potenzialità di questa squadra e dell’emergenza che potrebbe creare se dovesse ritrovarsi l’anno prossimo in 1ª Divisione, riportare a Gela squadra come Perugia e portarne delle nuove come il Pescara. E non solo. Stavolta, forse, non con un programma di mantenimento della categoria, ma con un progetto che potrebbe comprendere la scalata in serie B. Ve lo immaginate, da qui a qualche anno, quello che potrebbe succedere se il Gela, davvero, potesse – come accadde al Licata una ventina d’anni fa – giocare contro squadre di rango?
La scorsa settimana abbiamo accennato all’esigenza di mettere mano al progetto per il nuovo stadio. Due mega-parcheggi, due palazzetti dello sport, due piscine, sono troppe per una città come la nostra. Un solo campo di calcio, costruito sessant’anni fa e con una squadra dalle potenzialità come quella che stiamo ammirando, è davvero poca cosa.
Una classe politica miope, che si trastulla in argomenti di poco conto, che litiga, che va in missione a Parigi, a Lugano per aprire chissà quali mercati, non riesce a risolvere il problema dello stadio. Neppure l’affidamento della gestione del vecchio Presti. Salvo poi, quando il presidente, in piena libertà e da cittadino, sferza i consiglieri comunali, ad avanzare rimostranze. Che si affronti la situazione e si dia una risposta certa a chi sta mettendo di tasca propria milioni di euro per far divertire la città e portarne alto il nome.
Non è che per caso il sindaco teme che le gesta sportive del Gela oscurino la sua battaglia per la legalità? Non vogliamo pensarlo. Fatto sta che sul fronte dell’impiantistica sportiva non si muove nulla o quasi.
E ora veniamo al calcio giocato.
Il Gela ha compiuto l’impresa di battere il Cosenza e di raggiungerlo in vetta alla classifica. A questo punto del campionato, mai il gela si è trovato in testa alla classifica. neanche quando vinse il campionato e fu promosso in C1. L’impresa di domenica scorsa (gran gol nel finale di partito di capitan Battisti) ha mandato in visibilio i quattromila presenti sugli spalti. C’erano gelesi ma anche sportivi provenienti da mezza Sicilia. Alla sede sociale di via Venezia ci hanno fatto sapere di aver ricevuto richieste di biglietti anche da Catania, dove certo il buon calcio non manca.
E’ stata una delle partite che entreranno nella storia del calcio gelese. Come lo spareggio di Barcellona contro l’Alcamo per la promozione in serie D (1973), o come la partita di Caserta contro la Juve Stabia per la prima promozione in serie C (1979), o come la partita di ritorno dei play out contro il Chieti, o come lo spareggio decisivo per l’ultima promozione in C1 contro la Cavese.
Non solo. Il Gela ha anche superato il secondo turno ad eliminazione diretta in coppa Italia. Non era mai successo. Vittoria facile, qualcuno dirà, quella di mercoledì al Presti contro il Crotone-baby. Si, partita facile, ma utile per andare avanti in un torneo che molti snobbano. Non lo fa il Gela, e non perchè insegue il premio finale che la Lega Pro ha messo in palio per la vincente (500 mila euro), ma per l’onore e per l’orgoglio dei tifosi gelesi.
Il 19 novembre prossimo la coppa proseguirà con il triangolare contro Foggia e Gallipoli. Poteva capitare il Pescara, ma gli abruzzesi sono stati eliminati nella stessa serata in cui i biancazzurri conquistavano il passaggio del turno contro il Crotone.
Cosco ha fatto riposare alcuni titolari. Ha mandato in tribuna Fernandez, ha trattenuto in panchina Franciel, Alessandrì, D’Aiello e Cecere; ha fatto giocare solo nel secondo tempo Giovanni Esposito e Iannini (nella foto). Hanno giocato Ambrosecchia, Canali, Uliano, Pasquale Esposito e Unniemi, gente che sta giocando poco in campionato. ottima scelta, quella di Cosco, che ora aspetta il pieno recupero di Marinucci Palermo (nella foto di Peppe Ventura), fattosi male alla spalle nel duro match contro il Cosenza e uscito dal campo a metà gara. Con il suo recupero, Cosco avrà a disposizione per la trasferta di Aversa di nuovo la squadra al completo. Anche stavolta, quindi, problemi di abbondanza. Probabile che anche per questa trasferta, come aveva fatto nella precedente, a Melfi, il tecnico cambi modulo, optando per un 4-1-4-1, rinunciando ad una punta e assicurando la presenza a centro campo di Iannini (play basso), Gaeta (esterno destro), Battisti e Marinucci al centro. L’attacco affidato al solo Pasca (o Franciel) con Alessandrì (o Espinal) a supporto.
La partita di domenica è molto delicata, l’avversario ostico. La squadra neo promossa è stata costruita per vincere il campionato. uscire indenni da quel campo sarà già un’impresa. E sarà bene che la tifoseria metta in conto che non si potrà vincere sempre. L’importante – questo si – sarà dare continuità ai risultati positivi e fare comunque punti importanti.
Autore : Redazione Corriere
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