notizia del 04/03/2006 messa in rete alle 22:23:31

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Gela, fuori l’orgoglio!
Partita molto importante in chiave salvezza. La sconfitta di Napoli, ancorchè messa in preventivo, ha fatto saltare il tappo di una situazione che si è fatta pesante, soprattutto in vista del derby di domenica contro l’Acireale. (Nella foto l'allenatore Andrea Pensabene) Una squadra, quella granata, messa ancora peggio di quella gelese. L’ultimatum dato allo staff tecnico dal vice presidente Vaccaro all’indomani della sconfitta del San Paolo è stato allentato dalle dichiarazioni più distese del presidente Carrabino, che peraltro aveva potuto seguire la gara solo dalla tv, per improrogabili impegni di lavoro. Carrabino, pur condividendo le preoccupazioni del suo più stretto collaboratore, ha voluto chiarire che di ultimatum non si trattava, ma di un invito ad un maggiore impegno. Le preoccupazioni restano.
Lo sfogo di Vaccaro per tutta la settimana ha spaccato la tifoseria, dove c’è una larga frangia che vorrebbe si desse la possibilità di un ulteriore appello alla squadra, e naturalmente a chi la dirige dalla panchina e da dietro le quinte. E’ però prevedibile che, in caso solo di mancato successo contro i granata dell’ex Ugolotti, anche lui seduta su una panchina traballante, qualche scossone bisogna pur darlo, per evitare che la classifica si faccia più pesante, fino a comprometterne la salvezza.
Il Gela non vince da più di due mesi (ultima vittoria, in casa, contro il Lanciano, l’11 dicembre). Da allora, solo pareggi e sconfitte. E’ arrivato il primo gol subito in casa, e subito dopo anche la sconfitta al Presti. In cifre, la squadra dal 4° posto in classifica è precipitata a soli due punti dalla zona play out. Comprensibile l’allarme lanciato da Vaccaro, il monito allo staff tecnico e l’invito a stringere i denti per imprimere quella svolta da tutti auspicata.
Nessuno, in verità, riesce a dare spiegazioni plausibili a questa imprevedibile inversione di marcia. Si è detto di tutto, dalla pessime condizioni del campo, al rafforzamento delle squadre avversarie nel girone di ritorno, alla sfortuna, alla scarsa incisività delle punte. Certo, soprattutto in queste ultime settimane è mancato l’apporto di un lottatore come Enzo Berti, che proprio contro l’Acireale, pur non al meglio delle condizioni, sarà molto probabilmente mandato in campo anche in considerazione dell’assenza per squalifica di Giugliano.
Riteniamo a questo punto che non si guardi in faccia più nessuno. Chi è fuori condizioni, Carboni o Levacovich che sia, Abate o Baclet – solo per citare i giocatori additati come causa di questo crollo – si metta fuori e si dia la possibilità ai lottatori di razza. Per esempio, non sarebbe male, ora che Di Piedi non è considerato più un fantasma, richiamare in servizio permanente effettivo il capitano di tante battaglie Marco Comandatore, che ha la squadra, la città e i colori nel sangue.
Autore : Redazione Corriere
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