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notizia del 26/05/2008 messa in rete alle 22:21:16
Bocce ferme al Gela calcio
Noi restiamo sempre del parere che Tuccio rimarrà al suo posto. Non perchè non se ne vuole andare, ma perchè non può andarsene. Tentiamo di spiegarne il perchè. Sappiamo benissimo che questa dirigenza non lascerà mai la squadra senza ottenere nulla. Tuccio ha detto che se il club lo prenderanno dirigenti seri e affidabili, avrebbe dato gratis; in caso di “avventurieri” (è un termine che usiamo noi per rendere meglio il concetto), avrebbero dovuto mettere sul tavolo 1 milione e mezzo di euro.
Gente che abbiano i primi requisiti sappiamo bene quanto sono rari nella nostra città e “avventurieri” in grado di sganciare cash la somma richiesta da Tuccio neanche a parlarne. Stando così le cose, Tuccio, giocoforza, dolente o nolente, sarà costretto a rimanere inchiodato sulla poltrona di primo dirigente del Gela chissà per quanti anni ancora.
L’epilogo più logico è quello che abbiamo immaginato in tempi non sospetti. Quando il sindaco Crocetta si renderà conto che è più facile accontentare Tuccio che trovare nuovi “fessi” (è un termine preso in prestito da un autorevole personaggio del mondo dello sport nazionale, che così definì i presidenti delle squadre di calcio di un certo livello), tirerà fuori dal cilindro un coniglio pezzato di promesse credibili, scadenzando anche i tempi per rispettarle, e Tuccio si rimboccherà di nuovo le maniche per riportare avanti la carretta.
Perchè succeda tutto questo, però, è necessario che la tifoseria (semmai ce ne sia ancora una che possa definirsi tale) dovrà svegliarsi dal torpore in cui sembra essere sprofondata. Ed è la cosa che sta dando forse più fastidio al presidente Tuccio, che quanto meno vorrebbe il conforto della base. E’ mai possibile che Gela sia così sconcertante anche sul fronte calcistico, ovvero così pieno di contraddizioni. Da una parte (basterebbe ricordare il gran da fare che ci si diede su più fronti) le proteste vibranti di politici e tifosi quando si trattò di difendere nei tribunali amministrativi e sportivi di Roma la C1 conquistata meritatamente sul campo; dall’altra sta sembrando che la C2, il calcio in generale, non interessi più nessuno.
C’è da dire anche – e qui il gelese è maestro – che se l’acqua non arriva alla gola nessuno chiede aiuto e l’altro non ne dà. Forse si dovranno aspettare gli ultimi giorni prima della scadenza del termine per l’iscrizione della squadra al prossimo campionato. A quel punto scatterà l’orgoglio, l’amore per la bandiera e l’interesse politico. Intanto, però, sempre che finisce bene, qualcosa ci avremo rimesso. Alcuni giocatori si saranno già accasati altrove, altri di nuovi sarà difficile convincerli a venire a Gela, dove l’incertezza, la precarietà e l’approssimazione saranno tornate ad imperare.
Autore : Redazione Corriere
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