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Corriere di Gela | Casale per Pensabene, il Gela cambia
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notizia del 28/03/2006 messa in rete alle 21:54:11

Casale per Pensabene, il Gela cambia

Sconfitta fatale domenica scorsa in casa contro il Chieti. Il nuovo allenatore, napoletano di 47 anni, ex giocatore in A con Napoli, Avellino, Pisa, e come allenatore in C1 con Ischia, Avellino, Atletico Catania, era fermo da tre stagioni. E’ stato chiamato per non correre rischi di retrocessione. Domenica Gela a Foggia. Un pari sarebbe un buon viatico per l’obiettivo salvezza.
Nella foto, Vaccaro, Carrabino, Casale e Ferrante.
Alla fine paga il più debole. Non che Pensabene non avesse colpe, ma certo le responsabilità del crollo del Gela non erano tutte sue. La più grossa, forse, di essersi fatto condizionare troppo e di avallare scelte non sue. Come quelle della campagna acquisti di gennaio, quando tutti si aspettavano che arrivasse un uomo gol, ed invece è arrivato Vidallè, con problemi fisici al seguito, e con un contratto niente male (più di 100 mila euro compresa la prossima stagione). Succede sempre così, chi paga è l’allenatore, e Pensabene non è sfuggito a questa regola.
Il benservito gli è stato dato all’indomani della brutta sconfitta in casa contro il Chieti. Un’altra “ultima in classifica”, come la Pistoiese qualche mese addietro, che debolmente e senza grossi meriti, si porta a casa l’intera posta, mettendo nei guai un Gela che – e qui siamo d’accordo con la dirigenza – a questo punto aveva bisogno necessariamente di una scossa. Carrabino si è guardato prima intorno, ha individuato Pasquale Casale (nella foto). Ha cercato ed ha trovato le giuste referenze nel suo amico Proto ed ecco l’ex attaccante di Napoli, Avellino, Pisa e Catania sulla panchina di una squadra, chiamata a dare ora le risposte che tutti si aspettano. A cominciare da domenica a Foggia, dove è d’obbligo un risultato di parità. Impresa che è a portata di mano del Gela, che a Frosinone, prima del tonfo casalingo contro gli abruzzesi, ha dimostrato che in trasferta può far meglio che in casa. E non è la prima volta che accade.
I giocatori – non si spiega altrimenti – non godono più della benevolenza incondizionata del pubblico amico. Non sono più i tempi in cui sbagliava clamorosamente la porta Abate ed erano comunque applausi. Oggi, chi sbaglia un appoggio a centrocampo viene apostrofato con una selva di fischi di disapprovazione. Anche Carboni e Levacovich, cui il Gela deve la promozione dell’anno scorso ed il buon girone di andata di quest’anno, hanno dovuto fare i conti con la contestazione, che non risparmia più nessuno. E’ il prezzo che paradossalmente si sta pagando per quell’esaltante girone di andata. Avessimo cominciato a soffrire sin dall’inizio di stagione, forse oggi non ci allarmeremmo più di tanto per un piazzamento che ci vede ancora, sia pure di poco, fuori dalla zona play out. Così come siamo convinti che se a gennaio, invece che spendere soldi per giocatori che sistematicamente vanno in panchina, quando non in tribuna, si fosse investito su una punta di buon affidamento, e soprattutto integra fisicamente, le possibilità di riguadagnare posizioni sarebbero state ben altre. Perchè – parliamoci chiaro – il problema del Gela è la difficoltà di fare gol. Fin che ci hanno pensato Carboni e Levacovich (19 gol in due l’anno scorso, 9 nel girone di andata di quest’anno), il problema non si poneva; ora che i due sardi si stanno concedendo una pausa di flessione – che ci può stare – il problema è venuto a galla.
E veniamo a Casale. Quarantasette anni, napoletano, un bel po’ di stagioni in serie A come calciatore (Napoli, Avellino, Pisa), e abbonato ai subentri come allenatore in serie C1. Tre stagioni di fila a Ischia, poi Avellino, Juve Stabia, Atletico Catania, Fidelis Andria, chiudendo con Cavese, in C2, anche qui subentrato in corso di stagione. Tre anni di inattività (per scelta, tiene a precisare lui), quindi il richiamo dell’agone calcistico. In conferenza stampa ha ringraziato il suo sponsor (Proto), per le buone referenze passate a Carrabino, ed ha ringraziato anche Pensabene per avergli consegnato una squadra in salute, e si è dichiarato molto fiducioso sulle possibilità di salvezza del Gela. Contratto per ora fino a fine stagione. In caso di salvezza acquisita, se ne potrà riparlare. Potrebbe guadagnarsi una riconferma anche per il prossimo anno. Ha detto che non snaturerà la squadra (l’ha vista giocare a Napoli e a Frosinone). Forse qualche aggiustamento in avanti (una sola punta, Levacovich e due esterni subito dietro). Noi crediamo che il 4-4-2 vada meglio, con Abate e Di Piedi in avanti, due mediani, due esterni e difesa a quattro. Ma il tecnico è lui. Ci hanno detto che è un tipo che non si lascia condizionare. E’ questo è già un buon biglietto da visita.


Autore : Redazione Corriere
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