notizia del 14/03/2006 messa in rete alle 21:23:02

|
Gela in allarme
Niente da fare. Il Gela continua a rinviare l’appuntamento con la vittoria e la classifica, continuando così, da un momento all’altro ne risentirà. Fortuna che nelle ultime domeniche le concorrenti dirette per la salvezza non sono riuscite a fare meglio dei giallorossi. Questo ha consentito al Gela di mantenersi, nonostante i risultati negativi fatti registrare, a due punti di distanza dalla zona play out. Distanza che però potrebbe ridursi se la squadra di Pensabene, in ritiro per tutta la settimana a Castel di Sangro, tornerà da Frosinone a mani vuote.
Domenica scorsa tutti si aspettavano in una prova d’orgoglio di Levacovich e compagni. Il derby con l’Acireale si prestava perfettamente a fare da spartiacque, tra il Gela svogliato delle ultime domenica e quello che sa tirare fuori il meglio di sè nelle occasioni importanti. Invece, la prova alla fine è risultata buona a metà. Come sempre, la squadra è riuscita a creare un buon numero di occasioni da gol, ma nessuno, nè le punte nè gli esterni, ne altri, sono riusciti a finalizzare le azioni.
Pensabene, che dopo la sconfitta di Napoli aveva ricevuto un primo ultimatum, ha rivoluzionato la formazione, dimostrando coraggio e determinazione. Scelte tutte azzeccate, a parte l’utilizzo di Tamburro sulla fascia sinistra della difesa. Il giocatore, che giocando da sempre a destra aveva già mostrato qualche limite nella finalizzazione delle sue sgroppate, crossando non bene, sulla sinistra non ne ha azzeccata una. E visto che alla fine è stato impiegato Marco Comandatore (foto) sin dall’inizio, si poteva lasciare Tamburro a destra (se non addirittura in panchina), schierare Comandatore terzino sinistro e affiancare il rientrante Berti a Liendo. Se una pecca si è potuto rilevare tatticamente, è questa. Anche se c’è da dire che Comandatore ha giocato bene anche a centrocampo.
E se proprio vogliamo trovare il pelo nell’uovo, all’inizio si poteva iniziare con la coppia d’attacco Abate Di Piedi. La scelta di Vidallè si è rivelata fallimentare, visto che l’argentino non sembra ancora in perfette condizioni fisiche. perdippiù, si è notato l’insistente propensione a calpestarsi i piedi con il compagno di reparto. Abate, che ha finora cercato di svolgere il ruolo di prima punta, con Vidallè in campo avrebbe dovuto allargarsi rispetto al compagno, o stare un po’ più indietro. Spesso, invece, si sono ritrovati a stretto contatto di gomito.
Il pareggio del derby ha fatto scattare l’allarme. La dirigenza – secondo noi sbagliando – ha dato i sette giorni al tecnico. Una contraddizione in termini. Se il problema sta nella scarsa capacità degli attaccanti di finalizzare le tante azioni da gol create dalla squadra, che c’entra Pensabene, al quale si chiede ora, addirittura, di tornare imbattuto da Frosinone. Si poteva aspettare la successiva gara casalinga contro il Chieti. Un po’ più di coerenza in momenti come questi non guasta.
Autore : Redazione Corriere
|