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Corriere di Gela | Calcio, il Gela pensi al futuro
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notizia del 19/04/2008 messa in rete alle 19:59:46

Calcio, il Gela pensi al futuro

L’ambiente sportivo gelese si prepara alla sfida contro il Catanzaro iniziando ad interrogarsi sul futuro del Gela Calcio. Rimarrà il presidente Tuccio alla guida del club nonostante il comportamento dell’amministrazione comunale, che lo ha sedotto ed abbandonato? E nel caso in cui l’imprenditore dell’Eurotec affrontasse gli oneri di una terza stagione consecutiva, quale allenatore sarà chiamato a condurre la squadra? Sarà confermato Sanderra? E finalmente sarà allestito un organico in grado di puntare sin dall’inizio ad un torneo di vertice? Quesiti importanti, sorti in anticipo nella mente dei tifosi, a causa di un finale di campionato poco interessante per i biancazzurri. Raggiungere i play-off è praticamente impossibile, e lo stesso presidente ha definitivamente abdicato, mentre il conseguimento della salvezza è più che mai vicino.
Il Catanzaro si trova a cinque punti di distacco dal quinto posto, in teoria avrebbe ancora una piccola speranza per i play-off, ma quasi certamente sarà penalizzato a causa d’irregolarità nella gestione societaria, motivo per cui anch’esso scenderà in campo per conquistare la matematica salvezza. Sarà la sfida degli ex, poiché i calabresi annoverano ben quattro elementi che vantano un passato nel Gela, ossia Brutto, Merito, Bucolo e Falconieri (nella foto).
Tra i biancazzurri l’unico ad aver militato nelle fila avversarie è Renato Mancini. Sanderra dovrà rinunciare agli squalificati Parlagreco e Fofana, in compenso rientrano Berti ed Ambrosecchia, motivo per cui il centrocampo, salvo novità, dovrebbe prevedere l’impiego di Berti e Marinucci in mezzo con Perrotta (o Gona) ed Ike utilizzati sulle fasce. Quasi certo l’iniziale duo d’attacco Franciel-Ciofani, con Omolade relegato nuovamente in panchina dopo l’ennesima e clamorosa occasione da gol sciupata contro la Cisco.
Il Catanzaro ha cambiato tre allenatori nel corso della stagione, il progetto iniziale di Silipo prevedeva un 4-3-3 naufragato a causa dello scarso rendimento, condito da brutti infortuni, avuto dalle punte Frisenda, Marchano, Bueno e Sarli. Gli ultimi due sono stati ceduti, mentre Frisenda ha praticamente trascorso ai box l’intera stagione. Esonerato Silipo, è subentrato l’allenatore in seconda Cittadino, ma il rendimento è peggiorato, i calabresi hanno rischiato i play-out e l’arrivo del terzo tecnico Cuttone ha in parte risollevato la squadra, trascinata da un super Falconieri e dall’estrema bravura del centrocampista con il vizio del gol Berardi. Un avversario ostico, in buona condizione e in grado di creare grattacapi al Gela, sovente infilzato dai centrocampisti avversari, i quali, su palla inattiva, hanno sfruttato gli inserimenti da dietro. E il Catanzaro potrebbe sfruttare tale arma perché dotato di centrocampisti abili nell’inserirsi in area di rigore, come il già citato Berardi ma anche Brutto, Morleo ed il capitano Ferrigno.
Capitolo pubblico: gli spalti del Presti saranno in gran parte vuoti, una conseguenza inevitabile dettata dall’assenza di stimoli che caratterizza questo finale di stagione. Il presidente Tuccio continua a prendersela con i tifosi, ma noi lo invitiamo nuovamente a lasciar perdere pensando sin da adesso a programmare la nuova stagione e cercando d’allestire un organico in grado di lottare per obiettivi importanti. Ovviamente che tutto sia subordinato a certe garanzie che l’amministrazione comunale dovrà definitivamente fornire. E ci si aspetta, per il prossimo torneo, un Gela che erga il concetto di qualità a cavallo di battaglia della società, inserendo nella rosa, soprattutto a centrocampo, elementi fantasiosi, in grado di saltare l’uomo. Basta con gli esterni difensivi, con i mediani, con gli attaccanti che realizzano un gol a stagione, e con i difensori privi di carattere. Non è possibile criticare una tifoseria che dal 1996 ad oggi (dodici stagioni in C) ha visto vincere il Gela, su 203 trasferte complessive, soltanto in 29 occasioni, con 68 pareggi e ben 106 sconfitte. Praticamente ogni due gare esterne disputate in campionato una termina con una battuta d’arresto. Non solo, tredici delle ventinove vittorie sono state conquistate nell’arco di due stagioni (nove Domenicali, quattro il duo Sorbello-Sanderra), e ciò vuol dire che i biancazzurri hanno festeggiato la vittoria in trasferta soltanto sedici volte in dieci campionati.
Perché questo rendimento esterno talmente negativo? E’ frutto di organici allestiti con una certa approssimazione, con pochi giocatori di carattere e con pochi elementi dotati di estro e qualità. E il rendimento esterno incide anche sul pubblico che solitamente si reca al Presti e non affronta le trasferte, perché il festeggiare una gran vittoria in casa viene subito smorzato al pensiero della probabile sconfitta che il Gela rimedierà in trasferta.
I tifosi effettuano sacrifici economici, quelli che vanno in trasferta affrontano intemperie e a volte hanno rischiato la vita per seguire la squadra. Quest’anno per il team di Irrera prima e Sanderra poi un nuovo record: dodici sconfitte su sedici gare esterne. Presidente Tuccio, ponga fine a questo strazio, e s’adoperi per un Gela che possa finalmente offrire, con continuità, uno spettacolo godibile, altrimenti il distacco con la tifoseria è destinato ad aumentare.


Autore : Redazione Corriere


I Vostri commenti
Mi auguro che il presidente Tuccio porti al Gela un allenatore che abbia il coraggio di far giocare qualche minuto anche agli esordienti. Spesso sono i più motivati, perché hanno l'urgenza di mettersi in luce.

Autore: angelo vullo
data: 24/04/2008
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