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notizia del 26/06/2011 messa in rete alle 18:46:19
La tifoseria chiede all’Eni di fare la sua parte come la Erg per il Siracusa
E’ solo una caramella, appiccicosa quanto si vuole ma pur sempre una caramella, la chiamata in causa dell’Eni da parte della tifoseria gelese, rispetto alle grane che sono scoppiate e che vedono il prezioso marchio coinvolto nell’affaire Bisignani, nell’inchiesta sulle presunte tangenti in Iraq e Kuwait e nello scandalo delle centinaia di migliaia di euro di pubblicità annue pagate al sito scandalistico e di gossip Dagospia; vicende che travolgono l’ente del cane a sei zampe, finite nelle prime pagine di tutti i giornali, compromettendone l’immagine come mai dai tempi di Mattei.
Limitiamoci alla vicenda che certo non farà perder sonno al signor Scaroni, come neanche ai dirigenti della Raffineria di Gela.
Il calcio in città rischia di scomparire. Non si trovano nuovi dirigenti e con questi neanche soldi per far sopravvivere la squadra, di cui è in forse la stessa iscrizione al prossimo campionato che sta subito dopo la serie A e la B.
I tifosi insorgono e chiedono all’Eni di fare come ha fatto l’Erg a Siracusa, che parteciperà al progetto sportivo della città aretusea impegnandosi con un milione di euro.
Ecco cosa dicono pressappoco i gruppi organizzati della Curva Boscaglia: Chiediamo ai vertici della Raffineria e all’Eni un cordiale incontro per sollecitarli a dare contributo urgente di sponsorizzazione a favore del Gela calcio, teso a salvare il titolo di Prima divisione, intervenendo nel progetto Gela calcio nello stesso modo in cui l'Erg è intervenuta a Siracusa; inoltre chiediamo agli stessi dirigenti di avviare un progetto per la realizzazione di un centro sportivo da donare alla città, finalizzandolo al recupero sociale e all'integrazione dei diversamente abili.
La “Curva Boscaglia” vuole un sereno confronto per far capire all'Eni che deve sentirsi parte attiva e pienamente integrante della città. E infine, una frecciata ai politici: rimaniamo comunque amareggiati dall'atteggiamento dei nostri governanti, che ci hanno costretto a fare quello che avrebbero dovuto fare loro.
Autore : Redazione Corriere
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