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Corriere di Gela | Dopo il Tivoli e la sosta, il Gela tenterà il rilancio con Campanile e Semplice
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notizia del 14/02/2004 messa in rete alle 10:23:31

Dopo il Tivoli e la sosta, il Gela tenterà il rilancio con Campanile e Semplice

Archiviato il pareggio interno rimediato con il Tivoli, il Gela approfitta della sosta per rifiatare e, al contempo, recuperare definitivamente elementi di gran rilevanza per la squadra, quali Semplice e Campanile, reduci da gravi infortuni. Giunti a due terzi del campionato, è opportuno valutare la situazione attuale e le prospettive future della compagine giallorossa, alla luce peraltro della campagna di rafforzamento attuata dalla dirigenza. Sus-sistono degli elementi che inducono all’ottimismo per l’avvenire e altri che, viceversa, qualora dovessero prevalere, rischiano di produrre conseguenze negative per la squadra. Partendo da questi, non è possibile esimersi dall’evidenziare l’inadeguatezza parziale dei risultati ottenuti sinora dalla società in virtù delle operazioni compiute in sede di mercato. Nonostante il prodigarsi nel tentativo di reperire elementi di gran qualità, in grado di garantire un adeguato apporto alla squadra, alcune difficoltà di natura oggettiva (richiesta d’ingaggi elevati, rifiuto di approdare nel profondo sud dell’isola) hanno comportato l’ap-prodo alla corte d’Ugolotti d’atleti, quali Angelo Corona e Dell’Orzo, interessanti in proiezione futura, ma poco concreti in attacco e pertanto di scarsa utilità alla causa gelese, nonostante l’impegno profuso.

Alla squadra occorreva una seconda punta leggermente prolifica, ma è comprensibile la necessità per la dirigenza di attribuire priorità al budget.
Altra nota stonata è rappresentata dal mancato arrivo di Comandatore per volontà del Vittoria: nel periodo che va dalla metà di novembre alla fine di dicembre il tallone d’Achille del Gela risiedeva nella fascia sinistra, con gli attaccanti che scorazzavano beati su quella fetta di campo. Il problema è rientrato a gennaio dopo il recupero, soprattutto psicologico, di Quintoni, il quale, dopo il gol di Brindisi, accusò un calo pauroso culminato nei fischi ricevuti contro l’Isernia e finì in naftalina. Il giovane terzino, però, essendo ancora ventenne, mostra ovviamente una certa di-scontinuità, e di conseguenza rimane un’incognita, motivo per cui la dirigenza avrebbe voluto un esterno con le caratteristiche di Comandatore, permettendo ad Ugolotti di ripristinare quel modulo con il quale ha esordito a Gela, il 3-4-1-2.
E’ risaputo che con la difesa a tre gli esterni di centrocampo devono mostrare una certa abilità nel compiere costantemente la diagonale, compito che sia Quintoni che Scopelliti svolgono con difficoltà a differenza di Comandatore, ma nonostante ciò, Ugolotti non rinuncerà all’idea di passare alla difesa a tre. L’acquisto di Jacopo Mariani costituisce una forte indicazione in tal senso, perché, oltre a poter svolgere il ruolo di terzino destro in una difesa a quattro, nella primavera del Torino era utilizzato da Camolese in qualità di difensore centro-destro in una retroguardia a tre.
Con il recupero di Campanile e l’integrazione di Mariani, si prospetta dunque, salvo sorprese, un 3-4-1-2 con una difesa giallo-rossa costituita da Giacalone (o De Carlo)-Ferretti-Mariani, con Quintoni (o Scopelliti) e Catalucci esterni di centrocampo. Infine un ulteriore nota stonata è rappresentata da un fattore esterno alla squadra, il terreno di gioco, impresentabile per un torneo professionistico, provocando gravi infortuni ai giocatori gelesi e penalizzando oltremodo gli elementi maggiormente tecnici della formazione d’Ugolotti. Per quanto concerne gli aspetti positivi, innanzitutto si attende con ansia il rientro di Semplice e Campanile, i quali, seppur gradualmente debbano recuperare una condizione fisica ottimale, dovrebbero garantire una marcia in più all’undici giallorosso. Considerato l’esiguo distacco dalla zona play out, i tifosi chiaramente si augurano che non si ripresenti il vertiginoso crollo verificatosi nella passata stagione, ma due fattori, consistenti in pregi della squadra, probabilmente impediranno tal esito. Il primo riguarda la condizione fisica, poiché la felice scelta societaria di puntare sui giovani, supportati da qualche elemento d’esperienza, ha ripagato sul campo e la squadra, tranne qualche breve calo di forma, non è mai entrata in crisi sul piano atletico, evento verificatosi nella passata stagione. Il secondo fattore si riferisce alla forza caratteriale della truppa d’Ugolotti, qualità che ha permesso più volte di conseguire successi o pareggi nelle battute finali di gara, e che accompagnerà sicuramente Catalucci e compagni sino al termine della stagione.
E’ necessario attribuire i giusti meriti ad Ugolotti: dal punto di vista tattico alterna felici intuizioni a qualche errore d’inesperienza, ma essendo giovane e in fase d’evoluzione, ha margini di miglioramento. Dal punto di vista caratteriale, ha fatto breccia nell’animo dei dirigenti e dei giocatori infondendo, con la sua calmano, una certa serenità all’ambiente e al tempo stesso fornendo ai suoi uomini una maggiore sicurezza e convinzione nei propri mezzi.
Infine chiudiamo con la dirigenza: dopo la retrocessione è ripartita con maggiore grinta e voglia di fare bene, ha intrapreso la strada giusta, adottando la politica dei giovani ma non tralasciando l’acquisto d’elementi importanti quali Izzo, Ferretti, Campanile, Luciano Corona ed altri. Pur commettendo talvolta qualche errore (ma una gestione senza errori è ipotizzabile?), sinora l’operato stagionale si è rivelato alquanto positivo e, se il Gela in questo torneo fino ad ora ha dato poche noie alla tifoseria, una buona fetta di merito va giustamente attribuita a chi dirige la società.


Autore : Redazione Corriere
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