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notizia del 04/07/2006 messa in rete alle 00:58:22
Esame di Stato, non sempre i riti sono inutili
Laidamente spesso mi chiedo se i riti, tutti i riti, siano inutili. Anche l’esame di Stato. Che pure è un rito che impegna giovani, docenti, famiglie, l’intera società ad ogni inizio di estate. Si dice, a conclusione del ciclo di studi medio-superiori. Dovrebbe essere, però, ad apertura di un nuovo ciclo di vita...
Temo, infatti, che l’assenza totale di riti faccia perdere precisi e visibili punti di riferimento agli uomini e alle donne dell’età moderna. Tutti senza età. Gli anziani, truccati da giovani, si confondono. Tutti a ballare sul presente. Non occorre alcun rito di passaggio da una fase all’altra della vita se questa non è più scandita da fasi. Inutile, quindi, l'esame finale di stato. Inutile la scuola finalizzata a prove di accesso. Addirittura inutile la scuola tout court. Il suo declino? Nessun problema. Qualora desiderassimo il famoso “Pianeta delle scimmie”! Un lusso che non possiamo permetterci. Il buon senso ce lo sconsiglia. Desideriamo, magari a livello inconscio, vivere da cittadini attivi e consapevoli. Desideriamo partecipare alla vita appropriandosi delle cose che, oggi, sono fondamentalmente ‘conoscenze’, know how. Da qui la scuola, oggi. Anzi, la scuola per tutta la vita: long life education. Non necessariamente tra i banchi di scuola, nelle aule più o meno speciali o squallide. Utilizzando tutti i veicoli dell’informazione. Non solo quelli cartacei o le macchine di obsoleti laboratori. Anche la nuova enciclopedia, Internet, i computers, i videofonini e i ‘laboratori portatili’. Quindi. i docenti. Che, purtroppo, non sempre instaurano dialoghi autentici con i ragazzi e i giovani.
Per evitare che nelle prove questi ultimi si limitino a ‘cucire insieme’ mosaici di informazioni, anche aggiornatissime, i docenti dovranno trasformare la scuola militante da luogo di chiacchiera e pressappochismo in luoghi dove si ‘cucinano’ pietanze saporite. Ché i saperi hanno un sapore. Vengono, infatti, preparati con cura, amore. Non per nulla in Sicilia le pietanze insipide vengono qualificate “disamurate”.
Un esame di qualità riqualificherà la scuola tutta. E la prova finale non registrerà un ‘declino’, ma attuerà un rito grazie al quale viene aperto un accesso reale al giovane.
Autore : Luciano Vullo
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Bravo Luciano. Che i suoi desideri tornaranno realtá.
Aguri
Susana Molica Nardo Kearney
Autore: Susana Molica Nardo Kearney
data: 19/07/2006
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