notizia del 28/04/2013 messa in rete alle 22:59:02

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I primi trent’anni di Virgadaula nel cinema con un film e un libro in pubblicazione
«Gli anni di carriera sono 30, ma se si pensa che il mio primo film amatoriale in Super 8 l’ho girato nel ’68, allora si può dire che mastico cinema da ben 43 anni. Quasi mezzo secolo!». Così esordisce Virgadaula Gianni (nella foto)nel parlare della sua autobiografia Una vita da set (Edizioni Arianna), di prossima uscita. Il libro è impreziosito da una nota introduttiva di Pupi Avati e si avvale della prefazione dello storico del cinema Nino Genovese e della scrittrice e giornalista dell’Osservatore Romano, Sivia Guidi. Un racconto intrigante quello di Virgadaula in cui si affacciano importanti figure che hanno fatto la storia del cinema italiano e che lui ha conosciuto o con i quali ha lavorato: da Fellini a Loy, da Avati a Zeffielli, da Gassman a Mastroianni, da Peppino De Filippo a Suso Cecchi D’Amico, Da Giuliano Gemma a Caterina Murino.
«In genere – prosegue Virgadaula – si scrive un’autobiografia quando si è un po’ avanti nell’età. Ma con i tempi che corrono e la precarietà dell’oggi, non abbiamo nessuna garanzia di esserci anche domani, men che meno, fra dieci anni, per questo intanto ho voluto mettere un punto fermo su questi miei trent’anni. Poi, non mettiamo limiti alla provvidenza».
Ma non è solo con un libro che il regista ricorderà il suo lungo percorso artistico ed umano. E’ infatti imminente (il 3 maggio al cine-teatro Alliata di Catania) anche l’ uscita del suo ultimo film dal titolo La Domenica del Signore, con protagonisti Rosario Tandurella, Walter Maestosi, Guia Jelo, Barbara Giummara, Anna Passanisi, Ornella Giusto ed Emanuele Giammusso. La pellicola, ambienta negli anni ’50(con riferimenti stilistici ed estetici che la avvicinano al cinema di Robert Bresson), parla di don Angelo Marcinò (il gelese Rosario Tandurella), un sacerdote in crisi vocazionale che riacquisterà la fede dopo un lungo travaglio interiore. Realizzato dall’Istituto Culturale di Sicilia per la Cinematografia fra Enna e Catania, in collaborazione con l’Ufficio per le Comunicazioni sociali della diocesi di Piazza Armerina e la Catania Film Commission, il film parla di un sacerdote in crisi vocazionale che alla fine di alterne e drammatiche vicende ritroverà la fede. La bellissima colonna sonora è di Marco Werba, compositore di successo di musiche da film.
Virgadaula dice che La Domenica del Signore non è certo il suo film più bello, ma è il più sentito e travagliato. E alla domanda se per questi trent’anni si aspetta qualcosa da Gela, risponde con una punta di polemica: «Nel mio venticinquennale di carriera il Museo del Cinema di Siracusa mi dedicò una rassegna durata un’intera settimana. A Gela ci sono delle lobby che non mi hanno mai amato; ma negli ultimi anni ho scoperto una cosa molto bella. I gelesi mi vogliono bene. Me ne accorgo quando qualche volta passo per il corso. C’è sempre qualcuno gentile che mi riconosce. Mi chiede dei miei prossimi progetti. E questo mi gratifica più di qualsiasi riconoscimento mancato o degli ostruzionismi patiti. Oggi comunque sono sereno. E cristianamente, voglio bene a tutti. Anzi, prima o poi organizzerò una festa dove inviterò i miei amici di oggi, ma anche gli amici perduti per qualche incomprensione. E perché no, inviterò pure coloro ai quali non sono mai stato simpatico. Parlando magari ci comprenderemo. Credo infatti che tante antipatie, a meno che non ci siano cattiveria e malafede, nascano dalla non conoscenza. Io ho scoperto persone meravigliose verso cui avevo avuto dei forti pregiudizi. Frequentandole meglio mi sono poi ricreduto”.
Autore : Redazione Corriere
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