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Corriere di Gela | Vespertine, la vera novità culturale dell’anno, da ripetere e migliorare
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notizia del 04/06/2012 messa in rete alle 22:48:34

Vespertine, la vera novità culturale dell’anno, da ripetere e migliorare

Qualche settimana fa, sulle colonne di questo giornale, la scrittrice Silvana Grasso ha voluto omaggiare la rassegna delle Vespertine, con una sua lirica. Eccone due brevi stralci: «Un artista dalla figura elegante, un artista di quelle Vespertine ideate da Emanuele Tuccio, che al tramonto, per qualche ora, in questo odoroso mese di maggio, intonacano d’armonia e bellezza un canto di Città, uno spicchio di passato che risorge dalla resurrezione dell’Arte».

E poi ancora: «Tornò al vespro delle Vespertine la Gela del Mito, la fiera Gela della fierezza, del greco titano di nome Eschilo, del Teatro smembrato per farne pietra, per farne casa. Per qualche ora, al vespro delle Vespertine, si fugarono l’amarezza e la pietà per piccoli maldestri interessi spacciati per celebrazioni (2700 anni), suggerite da sprovveduti quanto scaltri analfabeti che stanno alla Storia e alla Bellezza come una mandria di rinnoceronti a Mozart!». Beh, consentiteci la riproposizione di queste poche righe, che rilette ancora incantano il lettore.

A sipario abbassato, con l’esibizione nell’ultimo giorno di maggio del trio Mario Davide Leonardi (viola), Alessia Zanghì (pianoforte) e Chiara d’Aparo (violoncello), qualche considerazione va fatta e – partendo dalle belle parole della Grasso e non sottacendo le osservazioni che nel numero scorso sono state avanzate dal nostro Giulio Cordaro nella sua rubrica Politicamente scorretto (Gela non è Firenze, Perugia o Parma, come dire che qui non c’è l’humus adatto) – va rilevato che l’idea e l’impianto della manifestazione funzionano e che sulla base di questa prima esperienza la formula delle Vespertine andrebbe rivista, non tradendone principi e finalità. Piuttosto per migliorarne la fruibilità ed impreziosirla. Azzeccati il luogo (magari installando una pedana per migliorare la visibilità degli artisti), il mese e l’orario, come pure la scelta di musica colta. Azzeccatissimo il divieto assoluto di transito alle automobili in quel tratto di corso, divenuto per la prima volta il vero “salotto” della città. Buona infine l’idea di dare ai tanti giovani che studiano musica impegnata una vetrina davanti alla loro comunità. Magari impreziosendo i fine settimana – e questa potrebbe essere un’altra idea – con la presenza di artisti più rinomati, che facciano da traino per un pubblico che non sia solo di nicchia o prevalentemente parentale, puntando a presenze anche da altre città.

Merito va dato ad Emanuele Tuccio (foto in alto), architetto del bello e del buon gusto, per avere ideato e realizzato questa storica manifestazione; al Commissario dell’Ato Ambiente CL2, avv. Giuseppe Panebianco che ha creduto in questa iniziativa artistico-culturale e di grande impatto sulla popolazione, investendo in immagine e promozione della raccolta differenziata, senza la cui adesione non sarebbe stato possibile realizzarla; e infine al Liceo musicale Navarra per la disponibilità e la collaborazione prestata.


Autore : Redazione Corriere
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