 |
notizia del 04/04/2006 messa in rete alle 22:20:05
Personaggi e storie della Gela che fu
“Storie di paese”: un titolo apparentemente riduttivo per questo lungo racconto, condensato in trentaquattro pagine, di personaggi, fatti ed avvenimenti, dal 1921 al 2005, pubblicato di recente da Renzo Guglielmino con impaginazione grafica di Martina Pollicino. In copertina una fotografia della festa commemoratica dell’Enciclica Rerum Novarum in località Spataro di Terranova del 15 maggio 1924; e all’interno una affettuosa presentazione di Giorgio Romano e un “apologo” di Emanuele Gagliano: “… Epoche sono passate per noi,/ generazioni che dentro ci portiamo/ insieme al potere ed alla gloria/ di cui nessuno ha più memoria…”.
Storie che divengono storia, perché ottantaquattro anni rappresentano la vita di una generazione che, nel bene e nel male, hanno caratterizzato quest’angolo di Sicilia saturo di eventi.
Renzo Guglielmino, ancora una volta, ha saputo catalogare e scegliere fra miriade di fatti: quelli che ha ritenuto, con la sua sensibilità di scrittore e poeta, i più significativi nel contesto della “sua” città natale.
Ha operato attraverso una scrittura chiara, responsabile, essenziale, significativa del carattere gelese, sia sotto il profilo socio-culturale, sia sotto il profilo economico e politico, senza perdere di vista la religiosità e le potenzialità dei giovani soprattutto quegli degli anni passati.
Di tutto ciò ne fa fede anche la ricca documentazione fotografica che impreziosisce il libro nelle varie sezioni.
Guglielmino non si é lasciato coinvolgere da “effetti speciali”, come avviene in questo periodo nella nostra città, o da sensazionalismi narrativi ad effetto: per mantenere la sua scrittura entro i canoni del buon gusto e nei canoni di una affettiva adesione alle “storie” ed al piacere di volerle e saperle raccontare come documento reale e, di tanto in tanto come una piacevole venatura di romanticismo.
C’é in tutto questo atteggiamento la consapevolezza della coerenza narrante, mantenuta fin dal 1964 con la pubblicazione di “Questa mia terra” in poesia, fino ai libri di saggistica, come é avvenuto due anni addietro con Appunti sulla marineria gelese.
La sua esperienza lavorativa si é sempre coniugata con quella di pubblicista, di operatore culturale, di attento osservatore del tessuto connettivo di Gela che ha esaminato e vivisezionato sotto variegate angolazioni.
Personaggi, dunque, fra fatti ed avvenimenti e, soprattutto, l’arte nel sapere captare quelle storie che, senza la sua puntuale registrazione sulla pagine, col tempo sarebbero andate perdute e dimenticate.
“Storie di paese” si deve intendere come una sorta di storia patria anche circoscritta al secolo appena trascorso ed agli albori di questo appena iniziato, ove gli innesti sono particolarmente significativi.
La prima parte del libro riguarda l’impegno politico dei deputati di Gela scomparsi (Salvatore Aldisio, Antonio Occhipinti , Giuseppe Damaggio, Rocco Tignino, Angelo Bevilacqua, Emanuele Carfì, Giovanni Altamore) tracciandone un essenziale profilo. A questi fa seguito un elenco dei deputati viventi, sia a livello regionale che nazionale.
La seconda parte del volume é riservata ad alcuni fatti locali come la festa del 1 maggio del 1946 quando Gela si colorò di bandiere; e le due anime della città: il petrolchimico e la scomparsa dell’agricoltura e della pesca. Ma non manca un fatto sorprendente quando Gela si schierò per la monarchia in occasione del referendum del 2 giugno 1946: forse per mantenere un certo legame affettivo con il Principe Umberto II che era stato in visita nella città nel marzo del 1943.
Guglielmino ricorda le feste della matricola; la scomparsa del prof. Giuseppe Navarra e la presa di posizione di mons. Gioacchino Federico, parroco della Chiesa Madre, nel non volere autorizzare l’entrata della salma in chiesa. Ma sono tutti gli altri capitoli, nella loro originalità di ricerca selettiva, che Renzo Guglielmino riesce a rinverdire un microcosmo che palpita di vita propria e che riesce a riverberarsi oltre i suoi confini.
L’Autore racconta anche dei premi letterari, della Resistenza, della “cultura” fascista, delle manifestazioni su Quasimodo ed Eschilo.
Storie di ordinaria amministrazione? No! E’ un donare, con umiltà, sapendo di rendere un servizio.
Autore : Redazione Corriere
I Vostri commenti
come gelese sono particolarmente interessato alla citta dove sono nato pero come persona sono personalmente ferito .e inpossibile in una citta come Gela sopravvivere come e possibile vi ricordate di coloro che hanno venduto la vita di persone senza averne avuto considerazione venduti al gli americani durante la guerra hanno avuto i migliori posti nel comune di gela hanno cercato solo i propi interessi e ancora oggi gela e una citta del terzo mondo il popolo gelese ancora soffre per mancanza di acqua potabille e sopratutto non avete nessun senso di responsabilita della salute verso i propi cittadini diveri anni vengono sparsi nell aria e nel mare di gela rifiuti tossici cosa posso ricordare della citta dove sono nato ?MAFIA - FAME -POVERTA
Autore: mancuso antonio
data: 09/04/2006
|
|
 |
In Edicola |
|
|
Cerca |
| Cerca le notizie nel nostro archivio. |

|
|
| |
|