notizia del 18/02/2004 messa in rete alle 21:24:22

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Mostra di ceramiche attiche a Gela
Arrivano da tutto il mondo i vasi attici protagonisti della mostra che si inaugurerà a Gela il prossimo 15 febbraio, a Palazzo Pignatelli Roviano. Titolo: ‘Ta Attika. Veder greco a Gela. Ceramiche attiche figurate dall’antica colonia’. L’evento segna l’apertura ufficiale dell’anno dedicato in Sicilia all’archeologia, una tappa importante nella valorizzazione dell’enorme patrimonio archeologico siciliano e dei siti sparsi su tutta l’Isola, coinvolti in un fitto calendario di eventi, in fase di definizione, che occuperà tutto il 2004.
L’esposizione, dopo Gela, dove lo scorso ottobre è stata portata in superficie la prua di un relitto greco, approderà a Siracusa e a Rodi, nel rispetto del legame culturale che lega queste tre città.
A Palazzo Pignatelli Roviano sono esposti, secondo un preciso progetto scientifico, oltre trecento vasi attici, sia a figure nere che a figure rosse, databili tra il VI e il V secolo a.C., ritrovati a Gela tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento; molti di essi, a seguito dell’incontrollata attività di scavo, finirono sul mercato antiquario per poi essere acquistati dai musei stranieri entrando a far parte delle loro collezioni.
In occasione di questa mostra, i musei dell’Università di Harvard, di Tampa, di New Haven, di New York, di Copenhagen, di Basilea, di Monaco, di Berlino, di Amburgo, di Lipsia, di Vienna, di Kassel e l’Ashmoleum Museum di Oxford concederanno in prestito, per la prima volta, le ceramiche attiche provenienti da Gela per consentire la costruzione di un percorso espositivo ragionato attraverso il quale potranno essere illustrate le preferenze dei coloni geloi nella scelta dei repertori iconografici, e riprodotte su vasi dalle forme eleganti create dalle officine ateniesi e destinati ai corredi defunti.
"La mostra Ta Attika – spiega l’assessore regionale ai Beni culturali e ambientali e alla Pubblica Istruzione, Fabio Granata - apre ufficialmente l’anno che abbiamo voluto dedicare all’archeologia per ribadire ancora una volta l’impegno dell’ amministrazione regionale in un settore, quello dell’archeologia, capace di regalare ancora tante sorprese. Siamo inoltre orgogliosi di restituire la vera immagine di Gela, quella di terra d’origine di una civiltà raffinatissima e non della follia in cui l’ha cacciata la cattiva politica e una forma di modernità malata".
Anche i musei siciliani di Palermo, Siracusa, Caltanissetta e Gela hanno concesso, in prestito, ceramiche conservate al loro interno.
Il museo Archeologico di Gela partecipa all’organizzazione della mostra allestendo una sezione della stessa riguardante i contesti funerari provenienti dai centri del retroterra geloo.
A Gela la mostra è allestita nell’ottocentesco Palazzo Pignatelli Roviano, il cui restauro, appena ultimato, è stato realizzato con i finanziamenti stanziati dall’Assessorato Regionale ai Beni Culturali e Ambientali. Proprio in occasione della mostra saranno presentati gli interventi effettuati sull’importante complesso monumentale messo gentilmente a disposizione dall’Opera Pia intestata all’omonima principessa gelese. Il percorso si articola su dieci sale dove i reperti sono suddivisi per tema: il quadro generale delle importazioni di ceramiche attiche figurate a Gela, i ceramografi, le forme vascolari, la vita quotidiana, la divinità e gli eroi, i miti e i personaggi fantastici, i vasi attici e i contesti di ritrovamento (corredi funerari dalla necropoli di Gela conservati al museo archeologico regionale ‘Paolo Orsi’ di Siracusa); alcune vetrine sono dedicate agli ultimi ritrovamenti di ceramica attica figurata provenienti dall’Emporio greco arcaico in località Bosco Littorio.
Le seconda tappa della mostra sarà proprio il museo ‘Paolo Orsi’di Siracusa. La scelta è caduta su questa città perché lì si era trasferita, nel 485 a.C., la corte di Gelone già tiranno di Gela.
Pertanto, nella città aretusea sarà allestita una sezione della mostra nella quale saranno esposte le ceramiche attiche nel periodo della tirannide.
Come terza sede è stata scelta Rodi proprio perché da quest’isola provenivano i coloni fondatori di Gela. Nella sede museale del Castello, nei mesi di luglio e agosto 2004, l’esposizione, dal titolo ‘Rodi e Gela tra i VII e il V secolo a.C.’ illustrerà, attraverso una selezione di materiali, i legami intercorsi tra la colonia siceliota e la madrepatria.
In occasione della mostra di Gela, che avrà l’alto patronato del Presidente della Repubblica, il patrocinio del Presidente del Consiglio dei ministri, del Presidente della Regione Siciliana, Salvatore Cuffaro, e del Ministero dei Beni Culturali, verrà presentato il catalogo delle oltre ottocento ceramiche attiche figurate provenienti da Gela e contenente anche i contributi di archeologi specialisti nel settore, che hanno affrontato varie problematiche legate alla produzione e alla circolazione nell’ambito del Mediterraneo di questa importante classe di materiali antichi.
La mostra, finanziata da fondi Por 2000/2006, misura 2.02, azione D, promossa dall’Assessorato Regionale ai Beni culturali e ambientali, è stata organizzata dalla Soprintendenza di Caltanissetta ed è curata dal soprintendente Rosalba Panvini, che si è avvalsa della consulenza dal professor Filippo Giudice, docente di Archeologia classica all’Università degli Studi di Catania, e della collaborazione di Marina Congiu, di Elvia e Giada Giudice e di Lavinia Sole.
L’allestimento è stato curato dall’architetto Salvatore Rizzo, collaborato da Salvatore Scarlata.
L’inaugurazione della mostra avverrà il 15 febbraio alle ore 11. Nel pomeriggio, organizzato dal Comune di Gela, in collaborazione con la Soprintendenza di Caltanissetta, è previsto un incontro scientifico tra studiosi italiani e stranieri che proseguirà il giorno successivo.
Vista l’eccezionalità dei pezzi, il Comando Regionale dei Carabinieri di Palermo e il Comando Provinciale dei Carabinieri di Caltanissetta hanno collaborato scortando il trasferimento dei reperti.
L’esposizione rimarrà aperta fino al 7 aprile. Gli orari: 9/13 – 15/18 tutti i giorni
Autore : Redazione Corriere
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