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Corriere di Gela | Mostra d’arte per sole donne all’Aurora
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notizia del 14/03/2006 messa in rete alle 21:18:13
Mostra d’arte per sole donne all’Aurora

Una mostra d’Arte di sole donne è stata inaugurata, a cura del Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo” nei locali espositivi del Ristorante Aurora, per celebrare la Festa dell’marzo. Espongono le pittrici Andreina Bertelli, Serena Capizzello, Rita Castellano, Nuccia D’Aleo, Nuccia Dentini, Marzia Mazzio, Maria Ventura, Gina Pardo ed Enza Privato.
La presentazione in catalogo è di Emanuele Zuppardo che ha curato tutta la rassegna d’arte:
“Il mio amato è mio e io sono sua… Io sono del mio amato e il mio amato e mio” esclama la donna protagonista del Cantico dei Cantici. Ed oggi, nella festa delle donne, si cerca di dare ancora un significato alla festa ricorrendo a questo straordinario poemetto biblico fatto di sole 1250 parole ebraiche per riuscire anche a scoprire quanto sia importante la bellezza dei corpi e dell’anima.
Ormai la festa delle donne, così come è stata trasformata durante gli anni ruggenti, ha perso il suo significatoiniziale. Rimane comunque sempre una festa di lotta per migliori condizioni di vita che mirano all’elevazione culturale e morale della società e in principal modo della famiglia, ormai in crisi di valori.
Oggi le donne s’interrogano sulla procreazione assistita, sull’aborto, sulle pari opportunità con l’altro sesso. E si interrogano sui dubbi di certa ordodossia femminista che hanno creato scalpore ed anche indignazione e che sembra aver esaurito quella spinta che portava ad interrogarsi collettivamente sulla propria esistenza e identità.
Anche le donne di questa collettiva d’arte si interrogano sul significato dell’8 Marzo esponendo le loro opere, frutto del loro amore per il bello e che vogliono essere l’opera creatrice di Dio.
Come è noto la festa dell’8 Marzo nacque per ricordare le 129 operaie morte nel 1908 a New York mentre scioperavano per le condizione indegne in cui erano costrette a lavorare, asfissiate dal fuoco appiccato nella fabbrica tessile, rinchiusa all’esterno a chiave.
Da allora molto è cambiato e l’aumento del potere e dei diritti delle donne è cresciuto di molto.
Oggi le donne sono più qualificate, hanno raggiunto maggiori conquiste, ma hanno ancora molto da rivendicare perché rimangono certamente l’anello più debole della società, discriminate nel lavoro, non considerate soprattutto nel lavoro domestico, nell’educazione dei figli e, qualche volta, licenziate se rimangono un attesa di un bambino”.


Autore : Redazione Corriere
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