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notizia del 14/03/2006 messa in rete alle 21:17:26
Terra Mater di Zuppardo-Piccolo a Siracusa
Sarà presentato nella prestigiosa sede di Palazzo Impellizzeri a Siracusa il libro di Emanuele Zuppardo e Salvatore Piccolo “Terra Mater: sulle sponde del Gela greco”.
L’iniziativa culturale a cura della Società Siracusana di Storia Patria avrà luogo venerdì 17 marzo all ore 17,30. Interverranno Angelo Annino, presidente dell’Associazione di Storia Patria, Lorenzo Guzzardi, Direttore del Museo di Lentini e delle Aree Archeologiche di Leontinoi e Megara, Salvatore Adorno, Docente di Storia Contemporanea all’Università di Catania e il critico letterario Vincenzo Salsetta. Concluderà i lavori il sindaco di Gela, Rosario Crocetta.
Pubblichiamo di seuito un intervento di Linda Storaci, archeologa del Museo “Paolo Orsi” di Siracusa:
Scrivere la storia… la storia di una città… la Storia di una Colonia Greca in Sicilia: Gela. Questo è il tema di uno studio proposto al lettore dal binomio Emanuele Zuppardo-Salvatore Piccolo, cultori della loro terra, Terra Mater… Gela.
Nel recente volume: Terra Mater: sulle sponde del Gela greco, i due autori hanno scritto di storia, arte, cultura, riesaminando la documentazione storica relativa la colonia rodio-cretese, riletta attraverso le fonti associate ai risultati della ricerca archeologica condotta, a partire dal secolo scorso, nel territorio geloo.
I quattro capitoli attraverso i quali si sviluppa lo scritto, coprono un arco cronologico che partendo dal momento preistorico e ancora la fondazione e il declino; attraverso l’analisi di fatti legati alla natura del territorio, alla scelta dei due ecisti Antifemo ed Entimo, del sito sede della nuova colonia, al culto religioso, alla tirannide, alla coniazione monetale, ai contatti e le dispute con le altre colonie greche della Sicilia, si svolge sino alla distruzione della città, avvenuta intorno al secondo decennio del terzo secolo a. C.
La rivisitazione degli autori giunge ad analizzare la continuità d’uso dei luoghi sino all’età medievale, quando la città è detta Terranova.
Il testo, di piacevole lettura, è armoniosamente integrato da un congruo corpus di note a piè pagina, che, oltre a svolgere funzione di completamento ai vari paragrafi, vuole essere fondamentale supporto all’approfondimento tematico per quel lettore che non si ferma semplicemente alla mera acquisizione dei dati calati nel loro spazio storico-temporale.
Nota gradevole, ancora, il corredo di restituzioni grafiche, rese da una esperta mano.
Gela, colonia rodio-cretese, la prima colonia stabile sulla costa meridionale della Sicilia.
Questo ci tramanda Tucidide a proposito della fondazione della città, nel Sesto libro delle sue Historiae: “Gela fu fondata da Antifemo e da Entimo, che avevano condotto insieme coloni rispettivamente da Rodi e da Creta, nel quarantacinquesimo anno dopo la fondazione di Siracusa. E abitato è chiamato Lindio: le loro istituzioni erano doriche”.
E ancora, così scrive il grande archeologo roveretano Paolo Orsi, nel volume: Gela. Scavi del 1900-1905. “La collina gelese, chiusa fra due braccia di fiume. Addossata e proteggente una bella per quanto infida rada; baluardo naturale creato a posta a guardia e chiave della retrostante vallata, che coi grossi pascoli, coi fitti boschi apriva la via alle misteriose contrade dell’interno.
I Rodio.Cretesi approdarono un bel giorno di primavera all’ampia marina, trassero in secco le navi, scalarono la collina abitata da poche famiglie sicule, spaventate all’arrivo di tante genti, e sollecitamente costituirono due campi divisi, ma politicamente uniti, né duraron fatica a costituire una solida base delle future operazioni. Così avvenne che i Rodio-Cretesi, scelsero un punto allo sbocco di un’importante arteria idrica, con un vasto e quasi vergine hinterland da sfruttare”.
Questa la premessa, il giudizio ai lettori!
Linda Storaci
Autore : Redazione Corriere
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