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notizia del 21/06/2009 messa in rete alle 20:45:31
Occupazione femminile le proposte di Alessandro Morselli all’Univesità Kore di Enna
“La parità tra fatti e norme. La direttiva n.2006/54/CE e il suo recepimento”. Questo è il tema di un convegno che si è svolto l’11 giugno scorso nel plesso di Giurisprudenza dell’Università Kore di Enna, al quale, tra gli altri, ha relazionato il gelese Alessandro Morselli (nella foto), docente di economia politica. Argomento del suo intervento “Politiche a sostegno dell’occupazione femminile nell’ambito della strategia di Lisbona”. Morselli ha messo in evidenza come uno degli obiettivi più importanti della Strategia di Lisbona sia l’incremento dell’occupazione femminile, che dovrebbe raggiungere il 60 per cento entro il 2010. Le indagini attuali però registrano che le donne in Italia hanno forti difficoltà ad occupare ruoli direttivi o di prestigio. Inoltre i salari sono pari a tre quarti di quelli dei loro colleghi maschi. Quindi lo scenario attuale non offre pari opportunità. A tal proposito il docente ha proposto l’attuazione di politiche a sostegno dell’occupazione femminile, attraverso la creazio ne di una zona franca per le imprese che assumano donne e per la costituzione di imprese “rosa” e sostegno alle iniziative imprenditoriali. Anche le Università – sostiene Morselli – devono formare capitale umano per una migliore qualificazione dell’offerta di lavoro femminile. I piani di studi dei corsi di laurea dovrebbero essere elaborati tenendo conto delle figure richieste dal mercato del lavoro, in modo da facilitare l’inserimento dei laureati nelle piccole e medie imprese. Inoltre si dovrebbero aumentare le strutture pubbliche di prima infanzia, attuare politiche a sostegno della crescita della produttività del lavoro. Se le imprese non sono competitive nel panorama mondiale certamente non saranno in grado di produrre occupazione. Nella parte finale del suo discorso Morselli ha messo in evidenza l’importanza dell’azione dello stato, che deve elaborare incentivi a sostegno delle imprese che più sono in grado di dare spazio ad un modello economico di crescita basato sull’innovazione e sulla conoscenza per fronteggiare in maniera adeguata le pressioni competitive globali.
Autore : Redazione Corriere
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