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Corriere di Gela | Predestinazione e libero arbitrio nell’ultimo romanzo di Nino Piccione
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notizia del 07/09/2012 messa in rete alle 18:58:07
Predestinazione e libero arbitrio nell’ultimo romanzo di Nino Piccione

Faber est suae quisque fortunae, ognuno è artefice del proprio destino, è la frase di Sallustio che apre il libro del professore e giornalista Nino Piccione Il sogno e la colpa, presentato sabato scorso 1 settembre nella sala “Eschilo” del Museo archeologico regionale di Gela. Presenti, oltre all’autore, il sindaco Angelo Fasulo e l’assessore alla pubblica Istruzione Marina La Boria. Relatori, Ennio Turco, direttore del Parco archeologico, il poeta Sandro Cappa e il giornalista Andrea Cassisi.

A condurre la serata, Alice Palumbo.

L’evento è stato organizzato dal Centro di Cultura e Spiritualità Cristiana “Salvatore Zuppardo”, con il patrocinio della Regione Sicilia e del Comune di Gela. Tema principale del libro, il ruolo dell’uomo nella vicenda esistenziale e storica. Il sogno e la colpa è un romanzo breve ma intenso le cui vicende si dipanano fra due estremi: totale responsabilità umana da una parte e completa predestinazione divina dall’altra. Questo il dilemma che da sempre ha tormentato l’uomo. Voler scrutare l’imperscrutabile, desiderio atavico di ogni essere umano, diventa per il protagonista, Ruggero, bisogno struggente di conoscenza.

Nino Piccione riesce a padroneggiare con agilità e sapienza letteraria una materia di estrema difficoltà, servendosi anche di alcune strategie narrative di chiaro stampo post-moderno come flashback, richiami intertestuali e digressioni. Nel corso dell’incontro sono stati letti da Alice Palumbo alcuni brani del libro. Attento ed interessato il pubblico, affascinato dalle tematiche forti e sempre attuali del romanzo. Ciascuno è artefice del proprio destino, ma solo se utilizza i doni che Dio gli ha dato con intelligenza, razionalità e buonsenso.

A conclusione della serata è stato consegnato al professore Piccione il Premio della Cultura “S. Zuppardo”, assegnatogli dalla giuria della 12° edizione del Concorso nazionale di poesia “La Gorgone d’Oro” per la sua vasta e molto apprezzata produzione sia in campo narrativo che saggistico. Questa la motivazione: «Considerato uno dei più solidi eredi della grande ed impareggiabile tradizione della letteratura siciliana, Nino Piccione evidenzia nelle sue opere un amore profondo per le sue radici. Scrittore sensibile e narratore autentico, pur attingendo dalla realtà, sa coniugare il tutto con il suo estro e la sua freschezza espressiva, servendosi del dono dell’affabulazione che l’ha sempre caratterizzato. Con grande maestria e originalità sa coinvolgere ed emozionare il lettore facendosi portatore di una lezione di etica che può aiutare l’uomo di oggi alla crescita umana e civile».


Autore : Redazione Corriere
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