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notizia del 13/05/2009 messa in rete alle 18:31:46
Vincenzo Cauchi pianista di talento
Un mondo fatto di accostamenti melodici, dinamiche sempre nuove, musicalità originali e travolgenti, ci riferiamo alla musica. Da sempre accomuna, intenditori e semplici amatori, legati dalle sensazioni che essa riesce a generare. L’amore per la musica è nato quasi per caso, in un giovane talento gelese. Stiamo parlando del pianista e compositore di 31 anni, Vincenzo Cauchi Con un diploma di geometra non pensava che la sua strada avrebbe preso una direzione così diversa rispetto agli studi precedenti. Ha iniziato a studiare pianoforte all’età di 22 anni, ma già prima la musica lo accompagnava. Come molti altri giovani ama lo sport, infatti attualmente è uno dei componenti della Pgs Kennedy, squadra di pallavolo maschile di serie D. La scintilla che scatena in lui la passione per la musica, scatta dopo aver sentito un giovane scout al pianoforte. Ancora adolescente ha rinunciato al ciclomotore, desiderava molto di più poter acquistare una tastiera. Appoggiato dai genitori in questa sua scelta, ha proseguito per la via della musica. Ma purtroppo non si vive di soli elogi e quindi, con grande maturità ha svolto altri lavori per mantenersi. Importante l’aiuto della sua ragazza che è riuscita a riportarlo a Gela, dirigendolo verso gli studi da pianista. Ha studiato privatamente per 8 anni, con insegnanti professionisti di pianoforte, essendo poi esaminato in conservatorio. Ha perfezionato la sua tecnica nel tempo, divenendo un buon ascoltare di musica classica.
Per conoscerlo meglio abbiamo rivolto a Vincenzo Cauchi (nella foto), alcune domande.
– Ti sei mai esibito in pubblico?
“Si. In diversi luoghi, a Palazzo Ducale , in esibizioni che non garantiscono un ritorno economico. Dietro una manifestazione che ha magari la durata di un ora, c’è un duro lavoro di preparazione, spesso di mesi. Non è gratificante verificare poi che in realtà non ci sono introiti. Il mio primo debutto di fronte al pubblico, avvenuto all’istituto tecnico industriale di Gela, è stato emozionante. Ricordo che avevo 16 anni, e che c’erano più di tre mila persone. Sentire i riflettori puntati su di te da un effetto strano, ma essere applaudito e apprezzato ti da la carica per continuare.Quella esibizione la feci in occasione della celebrazione della Festa di Santa Barbara nel mese di dicembre”.
– Ci sono degli artisti che prediligi e che hai seguito nel tuo percorso?
“Per quanto riguarda il genere classico l’artista a cui mi ispiro è Claude Debussy. Ho ascoltato i suoi pezzi, ho studiato la sua vita, il suo percorso artistico. I suoi brani non sono tra i più semplici, ma mi piace proporli ai concerti. Anche Chopin rientra nei miei gusti, mi piacciono gli artisti che propongo un genere romantico. Faccio anche della composizioni mie, che sono completamente musicali. La musica senza le parole, ha una forza espressiva intrinseca quasi trascinante”.
– Cosa significa per te suonare il pianoforte?
“Quando si fa musica per passione, la intendi come una valvola di sfogo. E’ il modo attraverso cui esprimo stati d’animo, sensazioni. Per me la musica è un elemento astratto, attraverso la quale riesco a tradurre i miei sentimenti. Di conseguenza gli stati d’animo che esprimo in musica, vengono trasferiti al pubblico che mi ascolta. Anche comporre non è un fatto meccanico, non decido quando, ma avviene in modo naturale”.
Autore : Redazione Corriere
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