notizia del 07/04/2010 messa in rete alle 18:23:33

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La cultura a palazzo di città con il “Codice D’Arrigo” del gelese Marco Trainito
Il palazzo di città si apre alla cultura. Lunedì 29 marzo, presso la sala del consiglio comunale, è stato presentato “il codice D’Arrico” ultima fatica dello scrittore Marco Trainito.
Il libro (pubblicato lo scorso febbraio dalla casa editrice Anordest di Treviso) è dedicato all’opera del messinese Stefano D’Arrigo, scrittore geniale e molto apprezzato dalla critica, ma poco conosciuto dal grande pubblico. Alla presentazione sono intervenuti, insieme all’autore, il presidente del consiglio comunale Giuseppe Di Dio, il preside dell’istituto superiore “Eschilo” Corrado Ferro e, in qualità anche di moderatore, Emanuele Antonuzzo. Dopo i saluti di Peppe Di Dio, il quale ha finalmente sottolineato l’importanza delle iniziative culturali. Corrado Ferro si è soffermato sui contenuti del libro di Trainito, mettendone in evidenza la capacità divulgativa e sottolineando come dalla lettura del codice D’Arrigo nasce una forte curiosità intellettuale, tanto da indurre il lettore ad avvicinarsi ai due romanzi, dello scrittore messinese, trattati nel suo saggio da Trainito.
Emanuele Antonuzzo ha parlato, invece, del ruolo dell’intellettuale evidenziando la funzione di stimolo che esso dovrebbe avere nella società. Marco Trainito ha quindi brillantemente raccontato, al pubblico presente, del suo incontro con i romanzi di Stefano D’arrigo, avvenuto nel 1992 dopo un aver sostenuto con il massimo dei voti l’esame di letteratura italiana contemporanea che “ovviamente” non contemplava l’opera dell’autore siciliano.
Il bravo scrittore gelese, sia pur con modestia, non ha nascosto le difficoltà d’approccio alla lettura di “Horcynus Orca” primo e maestoso romanzo (1257 pagine) di Stefano D’Arrigo, alla cui stesura lo scrittore messinese ha dedicato più di venti anni, pubblicato nel 1975, dopo ripetute modifiche del testo e cambiando per tre volte il titolo. Il grande merito e il coraggio intellettuale di Marco Trainito è quello di riuscire, in maniera chiara, a divulgare un testo molto difficile da leggere. “Il codice D’Arrigo” si divide in due parti, nella prima l’autore riprende il suo saggio su “Horcynus Orca” (pubblicato nel 2004 con il titolo “il mare immane del male”); l’altra parte del suo libro, Marco Trainito la dedica al secondo e ultimo romanzo di Stefano D’Arrigo “ Cima delle nobildonne”, pubblicato nel 1985. Anche in questo caso, l’intellettuale gelese, mostra chiarezza e lucidità di pensiero, riprendendo il testo del suo intervento al convegno sulla laicità e sulle radici culturali dell’occidente che si è tenuto a Piombino nel 2006. In conclusione, il 29 marzo scorso si è vissuto un bel momento di cultura, in un aula dove normalmente il livello del dibattito non si può dire sia molto elevato. Che sia di buon auspicio.
Autore : Redazione Corriere
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