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notizia del 03/10/2009 messa in rete alle 17:54:00
Mostra Le terre del grano grande la partecipazione
Carmelo Ferrrera, appassionato di fotografia, dopo il successo della “mostra del pane” presso la chiesa di San Giovanni Evangelista a Macchitella, è tornato a riproporre lo stesso tema con una decina di foto inedite, nei giorni 21 e 22 settembre presso la Villa comunale. Titolo dell’evento “Le terre del grano” organizzato con il patrocinio dell’assessorato comunale allo sviluppo economico e le pro loco provinciali.
Il Pane per millenni è stato una fonte di vita per la crescita e la nutrizione dell’Uomo. Avere il pane significava aver superato le ansie e gli affanni di un’esistenza precaria fatta di fame e di stenti. “Dacci oggi il nostro pane quotidiano”, pregano i Cristiani, e sembra la cosa più ovvia: il pane non è forse il cibo per eccellenza? "Pane" diventa allora sinonimo del "cibo", indica tutti i cibi possibili, di cui gli uomini hanno bisogno per vivere. Ma le cose non sono così semplici. Il pane non è affatto un cibo ovvio, semplice, "naturale". È, invece, un cibo estremamente complesso, il prodotto di un lungo processo produttivo e di una raffinata civiltà alimentare. Dalla semina al raccolto del grano, dalla trebbiatura dei chicchi alla loro macinazione per ridurli in farina e ai sistemi per conservarlo a lungo nel corso dell'anno, dall'impasto della farina con l'acqua alla sua cottura nel forno. Il processo si svolge per tappe, che necessitano di un sapiente controllo e non hanno assolutamente nulla di "naturale": presuppongono un alto grado di conoscenze, capacità, esperienza. Così ci racconta Carmelo Ferrera che ha fatto approfondite ricerche trasferendole in alcuni suoi scritti e che durante la mostra, ha avuto modo di illustrare ai numerosi visitatori curiosi di sapere cosa si nasconde dietro le varie forme di pane rappresentanti pupe, aquile, bastoni, mani e santi. “I greci producevano diverse tipologie di pane – spiega Ferrera e sono stati tra i primi a dettare norme di panificazione. Archestrato da Gela (V sec.a.c.) consigliava al suo amico Mosco di procurarsi un fornaio Lindo o Fenicio per mangiare dell’ottimo pane. Roma addirittura regolerà la costruzione dei forni e la produzione di pane alla sempre crescente necessità di farina di grano duro. Per fare il pane l’impero attraverso i Domus trasformerà la Sicilia nel proprio granaio attraverso le Mas che interesseranno il nostro territorio quali la Calvisiana ( Gela-Niscemi ) e la Philosofiana (area di Mazzarino-Piazza Armerina-Caltagirone)”. L’assessore Gaetano Orlando si è dichiarato soddisfatto per la grande partecipazione alla mostra.
Autore : Redazione Corriere
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